25 Mar 2019

Torna "Scambia semi", la festa dello scambio di semi

Scritto da: Redazione

Torna in Sicilia "Scambia semi", un evento nato dalla volontà di continuare la tradizione dello scambio semi, fatto dai contadini di anno in anno e attraverso il quale si è sempre garantito un mix genetico di qualità superiore. Appuntamento il 14 aprile al Monastero dei Benedettini, Catania.

Domenica 14 aprile a partire dalle 10.00 presso la ‘A fera bio di Catania, nel bellissimo scenario del Monastero dei Benedettini, agricoltori custodi, piccoli contadini e amatori, coadiuvati dall’associazione Seminativi e dal gruppo informale Sementi Indipendenti, saranno invitati a scambiare semi, marze, talee ma anche fermentati vari, nel buon nome delle auto produzioni e con la finalità di stabilire una sovranità alimentare essenziale, a partire dalle fondamenta del sistema alimentare stesso, i semi appunto.

scambia semi3“Scambia semi” non è solo uno slogan è una necessità sempre più forte e vera: salvaguardare la biodiversità siciliana. Un atto politico che riconduce alla basi dell’agricoltura e della vita. Scambia semi è anche un evento, giunto alla sua seconda edizione, per promuovere scambio di semi, auto prodotti, antichi, locali e autoctoni tra agricoltori e amatori Siciliani.

 

Scambiare semi è stato per secoli l’atto base delle pratiche agricole. Da sempre l’agricoltura si è evoluta grazie allo scambio di semi tra agricoltori. Questa pratica è stata anche essenziale per il divenire delle varietà, che di scambio in scambio, da agricoltore ad agricoltore, da territorio a territorio, hanno assunto gran parte delle caratteristiche che oggi ritroviamo nei nostri frutti e prodotti della terra.

 

I semi, da sempre liberi, da sempre patrimonio della Terra e degli agricoltori, sono a un certo punto, dalla cosiddetta rivoluzione verde e con l’avvento della chimica agricola, divenuti proprietà di alcune multinazionali, brevettati o comunque standardizzati e racchiusi in codifiche industriali. Progressivamente all’appellativo pomodoro di Castelvetrano, Melone di Trapani, Cipolla di Rocchenere sono sopraggiunti codici come F1, togliendo quel carattere tipicamente territoriale che ha fatto la storia e la qualità delle varietà locali. Non solo, si è persa anche la pratica dello scambiarsi i semi e con essa quella possibilità per gli agricoltori e per i consumatori di intervenire direttamente sulla filiera del cibo, partendo appunto dai semi e di garantirsi la variabilità genetica necessaria per avere semi sempre sani.

scambia semi2

Ecco perché nasce “Scambia semi”: l’intento è quello di recuperare questa pratica necessaria per l’agricoltura ma anche per la nostra cultura e il nostro territorio e nel contempo di riappropriarsi della propria sovranità alimentare. L’evento del 14 aprile vuole quindi essere un momento importante di scambio agricolo, sociale e culturale. Tutti sono invitati allo scambio dei propri semi, in un atto semplice ma anche politico di affermazione del nostro ruolo di agricoltori e consumatori.

 

Articoli simili
Cyclolenti in Georgia: alla scoperta dei grani antichi

Io faccio così #58 – Giuseppe Li Rosi: in Sicilia i semi antichi per combattere l’agri-business

L’ostinata forza e la sacralità della vita racchiusa nei semi. L’esperienza dell’azienda agricola Cornabrugia
L’ostinata forza e la sacralità della vita racchiusa nei semi. L’esperienza dell’azienda agricola Cornabrugia

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Microfinanza: l’economia a misura di persona riparte dalla Calabria

|

In Sudafrica per proteggere gli animali: la storia di Alberto e Francesco

|

“È stregoneria”, ovvero come il colonialismo europeo ha cancellato millenni di storia africana

|

Maghweb: raccontare il cambiamento è parte integrante dell’azione sociale

|

La nuova vita di Claudio e Lara, custodi di un antico castagneto sul Pratomagno

|

Parte la raccolta di firme per una legge contro il greenwashing delle lobbies del petrolio

|

I Medici per l’Ambiente: “Basta allevamenti intensivi, senza biologico non c’è futuro”