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24 Set 2020

L’ostinata forza e la sacralità della vita racchiusa nei semi. L’esperienza dell’azienda agricola Cornabrugia

Scritto da: Valentina D'Amora

Nel dialetto di La Spezia e della bassa val di Vara, “cornabrugia” è l’origano selvatico, frugale erba aromatica spontanea, il cui nome deriva dal greco antico e significa “gioia di montagna”. Legata a queste caratteristiche, Cornabrugia è una piccola azienda agricola a conduzione individuale dove, oltre a coltivare, si scambiano semi, esperienze e antichi saperi.

Siamo sulle dolci colline della bassa Val di Vara, un polmone verde in cui la biodiversità rappresenta l’aspetto primario della valle. 

Qui, a Riccò del Golfo (SP), frazione di Ri, sorge un’azienda agricola nata da un sogno di due persone, Franca e di Davide, andatosene precocemente nel 2017. Con molta fatica, ma grande tenacia, Franca continua a portarla avanti, tra mille difficoltà. Lei è un’insegnante e oggi si divide tra i campi, la scuola e sua figlia.

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La “zucchina che cammina”, da sempre coltivata a Ri: tonda e gustosa, viene chiamata così perché il suo fusto cresce molto in altezza.

Oltre a ortaggi, miele, marmellate, confetture, zafferano ed erbe aromatiche, qui si riscopre la frutta antica: gli alberi da frutto appartengono ad antiche “cultivar” tradizionali della Val di Vara e Lunigiana, già presenti sul territorio o pazientemente ricercate e propagate tramite innesto. Anche i semi degli ortaggi sono raccolti ogni anno e vengono periodicamente scambiati con altri produttori locali per mantenere alta la biodiversità genetica. L’approccio agricolo è ispirato all’agricoltura naturale e sinergica, per coltivare collaborando con la natura, invece di combatterla. Per questo, sia nell’orto che nel frutteto vengono privilegiate le varietà locali di alberi da frutto e di ortaggi, conservandone i semi ed evitando varietà commerciali e brevettate. Con la vendita diretta, poi, l’azienda rifornisce esclusivamente le famiglie e i G.A.S. locali, bypassando i meccanismi della grande distribuzione.

Decido di chiedere a Franca il perché delle caratteristiche che rendono così particolare questa azienda agricola, soprattutto la scelta di promuovere la condivisione di semi tra coloro che portano avanti i valori della biodiversità e dell’agricoltura contadina.

Cornabrugia fa parte del circuito degli “agricoltori custodi”, quindi è disponibile a scambi di semi e talee: com’è nata questa scelta?

Accudisco e custodisco varietà tradizionali per diversi motivi: sicuramente per conservare la biodiversità, perché dove c’è varietà c’è maggiore possibilità di resistenza alle avversità, ma anche maggiore bellezza. Piante e alberi che da generazioni vivono in un ambiente sono più adatti di altri a crescere in quei luoghi e ne risulta più facile la coltivazione; conservano la bellezza dei luoghi e la particolarità dei paesaggi, il loro genius loci. Custodisco varietà tradizionali anche per il piacere di catalogare e collezionare, per continuare a gustare sapori e profumi differenti. Ma ci sono anche altre ragioni: ai semi ci si affeziona, un po’ come accade per il lievito madre che, tramandato di generazione in generazione, racconta storie familiari; i semi stabiliscono un ponte tra chi c’è stato e chi verrà, ci radicano nella nostra storia. L’agronomo e scrittore Gilles Clement dice che i semi fermano il tempo e conservano la vita.

Con l’azienda agricola, partecipo ogni anno alle giornate di scambio di semi e marze che organizza la condotta Slow food Golfo di La Spezia, 5Terre, Val di Vara e riviera spezzina. Non ha più il valore politico che avevano le giornate di libero scambio dei semi dei primi anni 2000, ma è ancora un’occasione importante, in cui si ribadisce il valore della conservazione delle varietà locali e i semi come bene comune. In più, gli hobbisti e gli ortisti imparano (o reimparano) a raccogliere, selezionare, conservare e seminare i propri semi, conoscenze e pratiche che hanno a che fare con la sussistenza, la vita, e che non possono essere limitate da leggi.

E conservare semi è una responsabilità, perché ogni anno chiedono di essere seminati per continuare a vivere.

Sempre in tema di scambi, l’azienda agricola è aperta a collaborazioni e scambi con familiari, amici, colleghi agricoltori e “coltivatori di sogni”. Cosa è stato scambiato in questi undici anni?

In realtà sono state poche le collaborazioni in questi anni, forse anche perché non c’erano aziende biologiche vicine. Lo scambio di esperienze invece è piuttosto praticato: in passato diverse persone sono venute in azienda a seguire i lavori stagionali per capire se questa scelta di vita fosse adatta a loro. E poi una volta all’anno ospitiamo gli scout Cngei che si accampano qui e ci danno una mano: quest’anno, per esempio, gli scout di La Spezia mi hanno aiutato a montare e dipingere nuovi melari. In questo momento sto scambiando la mia esperienza con le api e lo zafferano con una ragazza molto motivata che ha deciso di cambiare vita e sta lasciando il lavoro per aprire un’azienda agricola; mi aiuta nei momenti più densi di attività.

E dopo aver conosciuto Franca, non è difficile capire perché ha scelto di chiamare proprio “cornabrugia” l’azienda agricola: semplicità, tenacia (l’origano cresce spontaneamente anche su terreni assolati e aridi sino a 2.000 m) e sobrietà sono qualità che ben si addicono alla sua persona e al suo lavoro.

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