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12 Mag 2020

Daìmon, la scuola diffusa che nei paesi promuove la restanza

I paesi sono i luoghi ideali in cui sperimentare politiche innovative da un punto di vista civico, sociale ed economico, in cui tessere nuove comunità e costruire insieme il futuro. È da questo presupposto che in Puglia e Basilicata ha preso il via Daìmon, la scuola diffusa che promuove la restanza.

Prende il via “Daìmon: a scuola per restare” – una scuola senza porte né finestre, diffusa nei paesi e nei paesaggi d’Italia e disseminata nei campi, nelle cantine e nelle botteghe. L’iniziativa, nata in seno alla Scatola di Latta dopo anni di passeggiate tematiche e di iniziative civico culturali “dal basso”, mira ad ampliare il proprio raggio d’azione a tutta l’Italia, con una particolare attenzione al Sud e al Centro, stimolando risposte creative al problema dello spopolamento.

Concetto chiave del progetto è la restanza, parola coniata dall’antropologo Vito Teti ad indicare un restare che diventa atto di resistenza. «Si può restare anche con un entusiasmo da viaggiatore. Emozionarsi, entusiasmarsi nel vivere il proprio paese ogni settimana, ogni giorno, cogliendo l’invisibile, ciò che spesso ci sfugge, trovando nuovi significati, rinnovando con propositività, rispetto e cura per il territorio. Il primo passo da fare è imparare ad abitare bene se stessi, per poi sviluppare una sensibilità civica attenta anche verso l’esterno», ci ha spiegato Gianluca Palma, ideatore della scuola.

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Mentre interi paesi sono diventati, o stanno diventando borghi fantasma, e le città medio-grandi si apprestano a diventare metropoli, prive di spazio vitale, i paesi diventano più che mai una risorsa e un’opportunità. Tutt’altro che un residuo del passato, i piccoli comuni, i borghi, i paesini, sono luoghi ideali in cui sperimentare politiche innovative da un punto di vista civico, sociale ed economico, in cui costruire tessere comunità con cui parlare del futuro, immaginarlo e costruirlo insieme.

Daìmon, la scuola per restare, si propone di andare a conoscere alcune delle persone che già abitano in maniera responsabile i propri territori, favorendo occasioni di confronto fra diverse comunità, approcci, individualità. I partecipanti, inoltre, saranno chiamati a ricoprire il duplice ruolo di corsisti e maestri, apprendendo, condividendo e contaminando saperi e pensieri.

Una scuola innovativa, dunque, sebbene l’obiettivo sia quello di riabituarsi all’ordinario e ad essere felici delle cose semplici.
Dopo la pubblicazione del manifesto (grazie ai contributi di Elisabetta Donno, Cristina Carlà, Maria Lucia Musca, Claudia Ferrari, Giulia del Giudice Greco, Valeria Puzzovio, Ilenia Cotardo e tanti altri sostenitori) a fine gennaio, la Scuola è partita con degli incontri non ufficiali e sperimentali, prima in Puglia e poi in Basilicata.

«Abbiamo visto insieme il documentario Vado verso dove Vengo a cura di Luigi Vitelli, che racconta otto storie di partenze e ritorni dalla Basilicata e incontrato realtà resilienti e attive nel comune di Pisticci. Molti conoscono già i Calanchi di Aliano, dove si tiene il festival di Paesologia organizzato da Franco Arminio. Noi abbiamo conosciuto un gruppo di ragazzi che da anni organizzano un altro festival nei Calanchi di Pisticci, di teatro e tutto in acustica. Poi siamo andati a San Mauro Forte e conosciuto una Cooperativa di Comunità che sta recuperando grani antichi. O ancora, abbiamo incontrato un poeta che vive in una casa grotta, Alfonso Guida, che ci ha commossi con le sue immagini di paesi, di abbandono e di restanze. In futuro andremo a Civita (CS) ad incontrare la comunità Arbëreshë grazie a Stefania Emmanuele di Borgo Slow. Anche loro portano avanti progetti culturali e agricoli interessanti. Le realtà, le persone e i paesi che ci aspettano per apprendere insieme come abitare civicamente il tempo, lo spazio e le relazioni sono tante», ha raccontato Gianluca.

Ad oggi le persone iscritte alla scuola sono circa 200 e Gianluca ci ha detto di aver approfittato del “lockdown” per telefonare ad alcune di loro, scoprendo in questo modo numerose realtà attive in ambiti che vanno dalla rigenerazione urbana alla sperimentazione di vecchie e nuove pratiche agricole.

Che la Scuola per Restare sia un punto di inizio per intrecciare persone e conoscenze, per ricostruire insieme? Noi ce lo auguriamo.

Intanto da Mercoledì 13 maggio, alle ore 19e33, prenderanno ufficialmente il via le “video lezioni civico culturali” della Scuola per Restare su piattaforma zoom. Ci si potrà prenotare scrivendo a: scatoladilatta2014@gmail.com o sulla pagina Facebook della scuola.

Ecco le prime date:
13 maggio: Re-stare al Sud. Rigenerando il Sud a cura di Laura Pavia
13 maggio: Senza suolo non si vive: salvaguardia e uso sostenibile del suolo a cura di Giuseppe Milano
22 maggio: La vita al tempo dell’Apocalisse (diario di una quarantena da corona virus) a cura di Otto Marco Mercante
25 maggio: A scuola per poetare In comode rate a cura di Beatrice Zerbini
3 giugno: Gentilezza: la rivoluzione col sorriso a cura di Angela Marinaro
13 giugno: Restare qui, mantra che è preghiera: luoghi e paesi della Sicilia interna a cura di Nicola Grato

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