10 Giu 2020

La cultura rigenerativa degli ecovillaggi, laboratori viventi di alternative sostenibili

Laboratori di resilienza e buone pratiche, gli ecovillaggi dimostrano che c’è un’alternativa e si prestano ad essere fonti d’ispirazione e di speranza. È quanto emerge dal film-documentario Communities of Hope che racconta la cultura rigenerativa degli ecovillaggi europei, che per migliaia di persone hanno rappresentato una porta d’ingresso verso una vita più felice e più sostenibile.

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È uscito Communities of Hope, il film-documentario prodotto da The Great Relation che racconta la cultura rigenerativa degli ecovillaggi europei, nella speranza di fornire ispirazione a chi è alla ricerca di alternative, di nuovi modi di guardare al mondo e di viverlo.

«In questi tempi di grande transizione sentiamo forte il desiderio di far conoscere i progetti e le storie capaci di portare guarigione e rigenerazione a livello individuale, collettivo e ambientale», scrivono Lou e Diego di The Great Relation, che negli ultimi due anni hanno visitato numerose realtà attive nella costruzione di forme più consapevoli di abitare il nostro pianeta – come Tamera (Portogallo), Sunseed (Spagna), Solheimar (Islanda) e altre.

Glarisegg

Una parte importante delle riprese di Communities of Hope è avvenuta presso la Comune di Bagnaia, in occasione della scorsa Conferenza Europea degli Ecovillaggi dal triplice tema «Ecologia, pace e giustizia sociale». Lì, Lou e Diego, hanno avuto modo di raccogliere e registrare gli interventi di alcuni membri chiave del movimento degli ecovillaggi, come Coyote Alberto Ruz, pioniere, veterano e storico delle comunità intenzionali e dei movimenti bioregionalisti, John Croft, ideatore della metodologia Dragon Dreaming, Declan Kennedy, l’architetto e mediatore che ha co-fondato il GEN e l’italiana Genny Carraro, managing director del GEN Europe e co-fondatrice della scuola italiana di Arte del Processo e Democrazia Profonda.

«Come dice John Croft nel documentario, gli ecovillaggi sono dei laboratori per il futuro», sottolinea Fran Whitlock, responsabile della comunicazione presso GEN Europe, «Non nel senso che tutti dovrebbero o vorrebbero vivere in ecovillaggio, ma che le pratiche e le modalità di vita che caratterizzano queste realtà dimostrano che c’è un’alternativa e si prestano ad essere fonti d’ispirazione e di speranza. 

La crisi sanitaria ha messo in evidenza il lato oscuro dell’individualismo e del neoliberismo, e vista la crisi climatica e ambientale in atto è ragionevole aspettarsi nel futuro ulteriori shock.

Avremo bisogno di essere resilienti e preparati, e gli ecovillaggi possono costituire un punto di riferimento, sia per quanto riguarda le conoscenze come la bioedilizia, l’agricoltura e la rigenerazione degli ecosistemi, sia per la saggezza pratica che emerge dai processi partecipativi – è lì che ha luogo la magia! Il documentario di Lou e Diego è un invito alla scoperta. Ad interrogarci – Sto vivendo in un modo che serve me stesso e il pianeta? Che fa buon uso dei miei doni? Che aiuta me stesso e la mia comunità a fiorire, oggi e in vista del futuro?».

Communities of Hope è liberamente scaricabile e disponibile in straming su Youtube, con sottotitoli in italiano. «Offriamo questo documentario come un dono, e vi chiediamo di condividerlo a vostra volta come tale», si legge sul sito di The Great Relation. Chi volesse sostenere il lavoro svolto da Lou e Diego nella narrazione e diffusione di una cultura rigenerativa, tuttavia, può farlo tramite una donazione.

Tamera 2

«Gli ecovillaggi sono solo uno dei modi di cambiare vita», ha evidenziato Fran, «ma per migliaia di persone hanno rappresentato una porta d’ingresso verso una vita più felice e più sostenibile. La nostra speranza è che raccontandoci accenderemo una scintilla verso un percorso». Verrebbe da aggiungere, un percorso che non è già disegnato in partenza, ma che possiamo costruire e inventare assieme, passo dopo passo.

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