Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
1 Ott 2020

L’Arcolaio: gli ex detenuti trovano lavoro valorizzando il territorio in cui vivono – Io faccio così #301

Scritto da: Gabriele Giannetto
Montaggio di: PAOLO CIGNINI

Favorire il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti del carcere di Siracusa, di giovani immigrati e altre persone svantaggiate attraverso attività legate alla promozione e valorizzazione della diversità naturale e culturale della Sicilia. È questa la missione de L’Arcolaio, cooperativa che costruisce percorsi di cambiamento e riscatto.

Uno dei primi incontri durante il tour di Sicilia che Cambia è stato con l’Arcolaio, una cooperativa sociale di tipo B nata nel 2003 per favorire percorsi di integrazione socio-lavorativa dei detenuti attraverso la gestione di un’attività produttiva all’interno del carcere di Siracusa.

In una calda giornata di fine luglio abbiamo incontrato Maksim Coshman.

Maksim è di origini ucraine e durante il suo percorso detentivo ha iniziato una collaborazione con la cooperativa, inizialmente all’interno del carcere di Siracusa e oggi, in regime di semi libertà, come socio e responsabile del laboratorio. Prima di visitare i luoghi della trasformazione e confezionamento dei prodotti, abbiamo fatto un giro nel campo di aromatiche curato dalla cooperativa.

Nonostante il caldo, il paesaggio era molto suggestivo, l’odore delle erbe aromatiche travolgente e con piacere ci siamo immersi nelle storie di Maksim Coshman e Bruno Buccheri, responsabile della produzione, che ci attendeva già sul posto.

Con lo scopo di affiancare e promuovere la funzione rieducativa della struttura detentiva dal 2003 la cooperativa ha avviato diversi progetti. Inizialmente si è dedicata alla produzione di pane biologico, ma dopo aver incontrato alcune difficoltà commerciali ha scelto la realizzazione biologica di paste di mandorla e di altri dolci tipici della tradizione siciliana.

Nel 2005 viene creato il marchio registrato “Dolci Evasioni” e viene sviluppato un packaging dedicato. I prodotti Dolci Evasioni, senza glutine e con una filiera solidale, negli anni hanno conquistato il mercato nazionale attraverso i negozi specializzati di biologico, le botteghe del commercio equo e i GAS (gruppi di acquisto solidale).

Dal 2010 L’Arcolaio gestisce la cucina detenuti e la preparazione dei pasti per i detenuti della Casa Circondariale, ma offre altri servizi come la preparazione di catering in occasione di feste private, eventi e manifestazioni.

Nel 2014, con il sostegno della Fondazione di Comunità Val di Noto, di cui l’Arcolaio è socio fondatore, viene avviato il progetto di agricoltura sociale Frutti degli Iblei. Vengono così introdotte nuove categorie di prodotti, come erbe aromatiche, sali aromatizzati e ortaggi essiccati attraverso il recupero di terreni incolti e il coinvolgimento di altre categorie di persone svantaggiate (principalmente giovani e donne immigrate).

La cooperativa l’Arcolaio, passo dopo passo, è riuscita ad ampliare la sua rete di contatti sul territorio locale e nazionale che le hanno consentito di crescere e rafforzarsi e acquisire una notevole visibilità.

Tra gli obiettivi principali della cooperativa c’è l’inserimento degli ex detenuti nel mondo del lavoro, Buccheri infatti definisce il ruolo della cooperativa un “trampolino di lancio” che consenta a tutti, una volta fuori l’istituto penitenziario, di avere un’altra possibilità.

L’Arcolaio, quindi, offre concrete alternative a persone svantaggiate, come detenuti o immigrati, creando un modello economico basato sul rispetto dell’ambiente e la solidarietà. Le paste di mandorla e le erbe aromatiche, rigorosamente biologiche, uniscono un’ottima qualità e genuinità, a un grande valore sociale.

L’Arcolaio rappresenta un piccolo, ma prezioso frammento della Sicilia solidale, equa e inclusiva, attenta alla valorizzazione delle persone e delle risorse del territorio.

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

Quali sono le misure più efficaci per contenere il covid? – Io Non Mi Rassegno #238

|

Una rete di famiglie genovesi condivide oggetti, vestiti e buone pratiche per bimbi “a basso impatto”

|

Murales, sartoria sociale, turismo e orti urbani: così rinasce la periferia degradata di Lecce

|

Altro denaro, molto altro denaro

|

Cifa in Etiopia: “Promuoviamo microimpresa e lavoro in alternativa alla migrazione irregolare”

|

SPIGA: il forno sociale per la rigenerazione artigiana della periferia

|

I Deplasticati: il gruppo sanremese che libera la città e le spiagge dai rifiuti

|

Il Parlamento europeo condanna i tirocini gratuiti. Una risoluzione storica per gli stagisti