13 Ott 2020

Un giardino in città diviene lo spazio di una comunità educante con il bambino al centro

Scritto da: Gabriele Giannetto

Centralità del bambino, contatto con la natura, esperienza diretta ed inclusione. Sono questi i principi su cui si fonda A casa di Momo, un progetto pedagogico avviato ad Acireale, in Sicilia, e che prevede la creazione di una vera e propria comunità Educante, grazie al coinvolgimento attivo di genitori, nonni e di tutti gli attori che quotidianamente incontrano i bambini e le bambine.

Catania - A Casa di Momo è uno di quei progetti che merita una menzione speciale, senza il loro aiuto non saremmo mai potuti arrivare a destinazione, causa guasto alla frizione del camper a pochi chilometri da Acireale, sede del progetto e del nostro appuntamento.

Stefano Curcuruto (gli siamo ancora grati) si è reso disponibile fin da subito e nonostante Orsa minore, il mezzo a bordo del quale quest’estate abbiamo girato la Sicilia, abbia scelto il weekend per fermarsi siamo riusciti a portare a casa l’intervista e riparare il camper, concedendoci una sosta notturna.

a casa di momo

In una delle strade principali di Acireale, all’interno di un antico e imponente portone esiste un giardino dentro la città.
Con Stefano, co-fondatore del progetto, scopriamo A Casa di Momo, un centro educativo in natura che promuove lo sviluppo sano ed equilibrato del bambino, attraverso: l’Educazione all’Aperto (Outdoor Education).
A Casa di Momo è un progetto nato nel 2013 dall’associazione Zelos e promuove, tramite azioni concrete sul territorio, la tutela dei diritti sociali-culturali-educativi dell’individuo. In particolare, il diritto dei bambini al gioco, allo studio, allo sport e ad un ambiente sano, all’integrazione e riserva uno spazio alla lotta al disagio minorile.

Tanti i servizi educativi per minori attivati: laboratori esperienziali in natura, asilo nel bosco (nido, infanzia), doposcuola, campi estivi e invernali, feste; i servizi per la famiglia: sportello ascolto; i servizi formativi: tirocinio universitario e i servizi extra-didattici.

L’offerta è orientata ai bambini nella fascia di età tra 1 e 3 anni e tra i 3 e 6 anni, dal nido all’asilo, in un percorso che parte dall’approccio con l’ambente e la natura, la socializzazione, la multiculturalità, sino alla scoperta delle attività grafiche e pittoriche.

casa di momo


Fondamento di tutti i progetti di A Casa di Momo è il considerare Il bambino al centro della progettazione pedagogica, con i suoi bisogni, i suoi ritmi, i suoi spazi e, in questo contesto, anche la relazione svolge un ruolo irrinunciabile, anche in considerazione del proposito di formare una Comunità Educante, grazie al coinvolgimento attivo di genitori, nonni e di tutti gli attori che quotidianamente incontrano il bambino.

Il giardino a disposizione dell’associazione è un luogo di autoeducazione, fonte di esperienze da vivere e promuovere attraverso il gioco per favorire l’autonomia dei bambini e l’amore e il rispetto per l’ambiente e la comunità.
Stefania Cristina Ferrara, co-fondatrice del progetto, ci svela un’altra curiosità legata al nome. A Casa di Momo infatti fa riferimento a Momo, il personaggio del romanzo di Michael Ende.

Momo è una ragazzina orfana, di origine misteriosa, che viene adottata da un’intera comunità. Momo insieme a tutti i suoi amici riesce a riconquistare il tempo in opposizione ai signori Grigi, una razza di parassiti sovrannaturali che rubano il tempo delle persone. Il tempo rubato torna ai veri proprietari e nei loro cuori, e tutti ricominciano le loro vite senza immaginare ciò che era accaduto.

A Casa di Momo nasce per restituire valore al tempo e a misura di bambino/a.

Vorresti leggere più contenuti come questo? 

Articoli come quello che hai appena letto sono gratuiti e aperti, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di rimanere informati. Per questo abbiamo scelto di non nascondere i nostri contenuti dietro paywall, né di accettare contributi da partiti o aziende compromesse. Per continuare a farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Fai la tua parte, aiutaci a costruire un’informazione sempre più approfondita.

Vorresti leggere più contenuti come questo? 

Articoli come quello che hai appena letto sono gratuiti e aperti, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di rimanere informati. Per questo abbiamo scelto di non nascondere i nostri contenuti dietro paywall, né di accettare contributi da partiti o aziende compromesse. Per continuare a farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Fai la tua parte, aiutaci a costruire un’informazione sempre più approfondita.

Vuoi cambiare la situazione
dell'educazione in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
Educazione naturale e bisogni: riflessioni su una scelta non convenzionale
Educazione naturale e bisogni: riflessioni su una scelta non convenzionale

Una “casetta” per l’apprendimento esperienziale in cui la maestra è la natura
Una “casetta” per l’apprendimento esperienziale in cui la maestra è la natura

I-CAN: “Cerchiamo insegnanti interessati a portare in classe l’emergenza climatica”
I-CAN: “Cerchiamo insegnanti interessati a portare in classe l’emergenza climatica”

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Tremendo terremoto in Afghanistan – #548

|

Parte The Climate Route: oggi i primi passi della spedizione che vuole testimoniare il cambiamento climatico

|

Riabitare un borgo abruzzese: NEO lancia l’appello per nuove esperienze ospitali

|

Siccità: il Piemonte ha sete e chiede lo stato di calamità

|

Ripopolare i borghi: oltre l’utopia ci sono litigi, problemi e possibili soluzioni

|

In Puglia insieme alla Fondazione Vincenzo Casillo alla scoperta del territorio che cambia

|

Cuoche combattenti, il laboratorio culinario dove le donne vittime di violenza riprendono in mano la loro vita

|

L’Ucraina, l’Italia e l’informazione malata. Intervista alla giornalista ucraina Olga Tokariuk