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1 Ott 2020

Movimento Mezzopieno: la rete italiana che promuove la positività

Scritto da: Lorena Di Maria

Mezzopieno è un movimento internazionale con sede a Torino che da diversi anni sta diffondendo la cultura della positività, per mettere a disposizione di tutte le persone gli strumenti per stimolare una società al servizio del benessere comune. Ci racconta la sua storia Luca Streri, presidente del movimento.

Una rete interconnessa composta da persone di diverse età, competenze, storie e accomunate dallo stesso sogno: dare il proprio contributo per un mondo migliore, per una società più positiva e inclusiva. Mezzopieno è un movimento internazionale di persone che promuovono la cultura della positività e della gentilezza, che coinvolge scuole, aziende, amministrazioni e chiunque pensi che il mondo non debba essere cambiato ma vissuto con coraggio.

Abbiamo intervistato il suo presidente Luca Streri, a pochi giorni dal Festival Mezzopieno che il 3 e 4 ottobre riunirà a Torino le tante persone e realtà che fanno parte della sua rete in un grande evento per la cittadinanza, a cui parteciperemo anche noi di Italia che Cambia portando la nostra esperienza all’insegna del cambiamento positivo.

Cosa significa per voi “Mezzopieno”?

Mezzopieno è innanzitutto un modo di pensare, un approccio alla vita e una maniera di essere. Lavorare per la cultura della positività non vuol dire necessariamente essere ottimisti. L’ottimista è colui che vede tutto bello, il nostro Movimento, a differenza, è “mezzo pieno”: è cosciente che la realtà sia fatta di aspetti belli e brutti, di aspetti positivi e negativi. Abbiamo ben chiara la visione di un mondo che è ricco di contrasti e conflitti ma abbiamo scelto per vocazione di schierarci dalla parte del positivo.

Quali sono gli aspetti che accomunano le realtà positive che fanno parte della vostra rete?

Sicuramente la voglia di non perdere energia nel contrastare gli altri. L’essere concentrati sul “costruire” al posto che “distruggere”, evitare la polemica, lavorare in rete accettando che spesso si possono avere punti di vista differenti. Questi sono elementi fondamentali per allenare la positività. In fondo, nella vita, si può vivere serenamente solo se si collabora tutti insieme, unendo le energie.

Mi racconti alcuni dei progetti che il Movimento ha realizzato in questi anni?

Nell’ambito dell’informazione abbiamo lanciato la “campagna per la parità di informazione positiva” per avere almeno la metà dello spazio per le notizie positive in tutti i giornali e telegiornali e per portare l’ora di comunicazione gentile in tutte le scuole d’Italia. Svolgiamo laboratori e programmi per la diffusione della positività nelle scuole e abbiamo creato il “TG nazionale delle Buone Notizie” realizzato dai ragazzi di tutta Italia.

Abbiamo poi lanciato una campagna a livello nazionale per chiedere al governo di inserire un’ora di comunicazione gentile in tutte le scuole, raccogliendo 6.000 firme. Il nostro obiettivo è garantire, in ogni scuola, un’ora di comunicazione gentile alla settimana, che deve essere trasversale in tutte le materie e trasmessa attraverso un tipo di comunicazione che predispone maggiormente alla positività.

Collaboriamo inoltre con le aziende, le università e le amministrazioni. Da circa un anno abbiamo introdotto la figura dell’assessore alla gentilezza nelle amministrazioni comunali e attualmente ne sono presenti una novantina in tutta Italia. Si tratta di un vero e proprio atto pubblico: l’assessore viene nominato dalla giunta e riceve una delega alla gentilezza. Una volta che viene nominato organizziamo dei programmi affinché possa coinvolgere la propria comunità attraverso modalità più collaborative e meno conflittuali.

Quali sono le sfide della nostra società verso un cambiamento collettivo improntato alla positività?

La sfida più importante è superare il cinismo e la fretta che caratterizzano la nostra società. Uno dei motivi per cui facciamo fatica ad essere positivi è in molti casi la superficialità: siamo guidati e attirati da un mondo dell’informazione che genera negatività e usa la polemica per attirare l’attenzione dei molti. Vivere Mezzopieno significa rispondere in modo costruttivo alla polemica, al vittimismo. Il cambiamento positivo parte prima di tutto da noi stessi e dalla nostra capacità di creare delle relazioni collaborative.

Quale messaggio di positività volete trasmettere alle nuove generazioni?

Quando parliamo di giovani, è importante specificare che il messaggio della positività non ha bisogno di essere trasmesso quanto piuttosto essere “custodito”. Questo perché, quando si è giovani, è forte la fiducia e la positività verso il mondo, ma con il tempo si finisce con il perdere questa capacità. Trovo che sia molto facile parlare di positività ai giovani proprio perchè la vivono con maggior spontaneità. Per questo motivo il nostro obiettivo è fornire loro gli strumenti per “proteggere” questa positività come un valore prezioso.

Credere nel mondo e negli esseri umani: il Festival Mezzopieno

Chi volesse conoscere il Movimento avrà l’occasione farlo in occasione del Festival Mezzopieno che si terrà sabato 3 dalle ore 16.00 alle ore 23.30 e domenica 4 ottobre dalle ore 10.30 alle ore 19 presso lo storico Cortile del Maglio di Torino. L’evento sarà una grande festa per la cittadinanza ed una diretta streaming in tutta Italia, che verrà proiettata in contemporanea in diverse città. Per i due giorni l’evento radunerà esperti che fanno parte dell’Italia positiva: dal mondo dell’economia a quello della scienza, dall’impresa all’informazione, come illustrato nel programma. In contemporanea allo svolgimento dei dialoghi tematici, nell’angolo dedicato ai più piccoli si svolgono giochi della gentilezza e della positività, attività di giornalismo positivo e il TG delle buone notizie dei ragazzi.

Insomma, come racconta Luca Streri, «sarà una vera e propria festa della positività per celebrare il mondo e gli esseri umani, per soffermarsi e condividere le pratiche che stanno costruendo gratitudine e fiducia, per seminare, ringraziare e riconoscersi».

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