6 Giu 2022

Cosa ci fa il Ministro Cingolani al tavolo delle industrie fossili? L’appello di The Good Lobby

Scritto da: Davide Artusi

La scarsa trasparenza del Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani, la campagna di The Good Lobby per ottenere una seria legge sul lobbying, la censura di un video di Italia che Cambia su YouTube, l’irruzione nelle case di tre attivisti di Fridays for Future. La situazione si sta scaldando e le problematiche ambientali ed energetiche di questo periodo stanno venendo fuori con forza. In quale direzione stiamo andando?

«In una fase come quella che stiamo vivendo, caratterizzata dal conflitto ucraino e dalla crisi energetica che ha esso generato, dal PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) da applicare e dalla transizione ecologica da attuare, è inaccettabile che il Ministro Cingolani perpetui la scelta di oscurare la sua agenda pubblica d’incontri con i lobbisti». È questa la considerazione con cui The Good Lobby apre una serie di riflessioni sull’operato del Governo e in particolare del Ministro per la Transizione Ecologica Cingolani.

La problematica maggiore sta nella scarsa trasparenza di Cingolani e della sua agenda. Utilizziamo non a caso proprio il termine “trasparenza” perché è stato lo stesso Ministro per la Transizione Ecologica ad affermare, nella puntata di Report di lunedì 16 maggio, di avere “un’agenda trasparente”. Tuttavia, come fa notare The Good Lobby, «dal sito web del Ministero la sua agenda è scomparsa da maggio 2021 per supposti problemi di “privacy” che in oltre un anno non si è stati in grado di risolvere».

Sempre nella sopracitata puntata di Report, vengono indagate le relazioni tra il Ministro Cingolani e il colosso dell’energia italiano, Eni. Attraverso le indagini dell’associazione ReCommon sono venuti alla luce 102 incontri fra l’industria fossile e vari ministeri, nel periodo che va da luglio 2020 a maggio 2021. Questi incontri sembrano aver influito sulle politiche di Governo, portando a orientare la richiesta di finanziamenti europei verso il gas fossile e l’idrogeno blu.

Cingolani si è dato molto da fare nell’incontrare Eni e Snam, arrivando a ben dieci meeting in soli due mesi. Bas Eickhout, vicepresidente della commissione ambiente dell’europarlamento, ritiene inoltre che il Governo italiano abbia fatto pressioni per l’introduzione del gas nella tassonomia verde. Cingolani non conferma né smentisce.

Come se non bastasse, il Ministro per la Transizione Ecologica sta puntando sempre di più sull’idrogeno e i fondi stanziati per questo combustibile all’interno del PNRR sono aumentati. Secondo Report, tale investimento è dovuto ai piani industriali di Eni, che mettono al centro proprio l’idrogeno, il cui utilizzo massiccio andrebbe a scaricare nell’atmosfera un gran numero di gas serra. Questi e altri argomenti li potete trovare approfonditi nella puntata di venerdì 20 maggio di Io non mi rassegno.

Cingolani 1

Come abbiamo chiarito, il video caricato su YouTube inerente alle relazioni pericolose di Cingolani, realizzato dal nostro Andrea Degl’Innocenti, è stato inizialmente censurato dalla piattaforma. Solo dopo il ricorso di Italia che Cambia YouTube ha nuovamente reso pubblica la puntata, adducendo motivazioni tecniche.

Un esempio di censura che si ottiene come regalo quando si cerca di fare informazione, di parlare di argomenti scottanti che si preferisce coprire e nascondere. Fortunatamente Italia che cambia non è sola: abbiamo visto come anche Report o The Good Lobby, per fare due esempi, si muovono per contrastare la disinformazione e il non detto, mostrando quella faccia della medaglia della politica che ci viene celata.

Cingolani dunque, pur parlando di trasparenza, sembrerebbe essere ben poco trasparente. In un periodo come questo, afflitto dalla guerra in Ucraina e dai forti aumenti del costo del gas e della benzina, invece di investire nei carboni fossili o nell’idrogeno, il Governo dovrebbe incentivare lo sviluppo delle energie rinnovabili e stanziare fondi per permettere questo sviluppo. Subentrano purtroppo, come sempre, interessi superiori finalizzati solo al profitto, capaci di influire sulla politica nel modo sbagliato.

«Per questo The Good Lobby lancia una grande petizione online per fare pressione perché si arrivi finalmente a una vera e propria legge sul lobbying, che non fa certo paura ai lobbisti che operano con serietà. Ma a qualche Ministro e a qualche realtà industriale forse sì». È in questo modo che si conclude la chiamata di The Good Lobby a firmare l’appello.

I lobbisti non sono soltanto i professionisti che lavorano per aziende o grossi gruppi di interesse, ma anche coloro che rappresentano il settore no profit – come per l’appunto The Good Lobby – con l’obiettivo di influenzare le decisioni pubbliche al fine di proteggere il bene comune e i diritti di tutti, in particolare dei più deboli. Si cerca di fare lobbying per buone cause e diminuire l’influenza negativa delle lobby disposte a sacrificare il benessere della comunità per il guadagno di pochi.

Cingolani 2 1

Questo processo di informazione e influenza delle decisioni pubbliche da parte dei lobbisti è non oggi regolamentato e vige la legge del più forte. The Good Lobby crede che tutto questo vada cambiato subito e che l’Italia debba dotarsi di una legge che stabilisca una volta per tutte cosa si può fare e cosa non si può fare nello svolgimento dell’attività di lobbying.

The Good Lobby, attraverso questa sua petizione, si appella a Roberto Cingolani per rendere la sua agenda degli incontri con i lobbisti realmente “trasparente”. Il Ministero per la Transizione Ecologica si trova a gestire la quota più consistente delle risorse messe a disposizione dal PNRR, ma all’opinione pubblica non viene rivelato quali lobbisti incontrano il ministro.

Non sapere chi incontra un rappresentante del Governo in un periodo storico così delicato non è buona cosa, soprattutto dopo quanto rivelato dall’inchiesta di Report cui abbiamo appena accennato. Già in passato l’eccessiva influenza dell’industria fossile ha rischiato di spostare finanziamenti del PNRR verso fonti inquinanti. È necessario monitorare le prossime mosse dell’industria fossile, dunque Cingolani ha il dovere di tornare a pubblicare i suoi incontri con i lobbisti.

The Good Lobby si appella a Roberto Cingolani per rendere la sua agenda degli incontri con i lobbisti realmente “trasparente”

La tematica ambientale e relativa alla ricerca delle rinnovabili, ora più che mai, è attuale e sta facendo sorgere delle forti reazioni da parte dei cittadini, stanchi di una politica che non sa ascoltare, ma solo pensare al profitto a breve termine. Oltre la censura iniziale del video di Andrea Degl’Innocenti, la petizione di The Good Lobby e la puntata di Report, è da segnalare un fatto raccapricciante accaduto il 19 maggio.

A Milano tre squadre di carabinieri hanno fatto irruzione nelle case di altrettanti attivisti di Fridays for Future, per una perquisizione. A un attivista è stato chiesto addirittura di spogliarsi e fare delle flessioni nudo di fronte ai militari. La presunta colpa dei tre ragazzi sarebbe stata quella di aver scritto “il gas fossile uccide” sul muro esterno di due società, Centrex e Weedoo, che commercializzano il gas russo di Gazprom.

Vicende che sembrano provenire da un’epoca storica lontana, anche se le stiamo vivendo nel presente, un presente incerto e insicuro dove a farla da padrone è una politica che alle volte sembra aver perso il suo obiettivo principale, ovvero quello di fare il bene dei cittadini, di schierarsi dalla parte dei più deboli, senza dimenticare l’importanza che ha Madre Terra per tutti noi.

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