12 Ott 2022

In Val d’Ossola si riaccendono i forni dei paesi per fare il pane “come una volta”

Scritto da: Lorena Di Maria

L'autunno porta un buon profumo di pane nell'aria: è il pane delle Alpi che nei territori di confine del nord Italia ci parla di tradizione, storia e senso di comunità. È Lo Pan Ner, il pane delle Alpi che il 15 e il 16 ottobre farà rivivere l'antico rito della panificazione in un evento transfrontaliero e collettivo.

Verbania - C’era una volta un pane di colore nero. Una presenza antica nelle valli alpine intorno alla quale interi villaggi si riunivano, capace di creare comunità. Se proviamo a fare un salto nel passato non è difficile immaginarsi quei semplici e quotidiani momenti di vita che scandivano il tempo. Il viavai tra le strade del paese, il fumo che usciva dai camini, le donne che al lavatoio si occupavano dei panni e le famiglie che tutte le settimane si incontravano davanti al forno del paese per cuocervi il proprio pane.

L’ingrediente che lo rendeva unico era la segale: proprio lei, antico cereale resistente alla siccità, forte contro i climi rigidi di montagna e versatile nei suoi utilizzi. Anche nei territori dell’alto Piemonte come le valli D’Ossola, Antrona, Anzasca e Bognanco è stata coltivata per secoli sui versanti e sui terrazzamenti. Affiancata ad altri cereali, ortaggi, piante da frutta e vite da vino, qui ha dato origine ad un paesaggio agricolo costituito da vasti sistemi terrazzati.

Lo Pan Ner

Nel tempo questo antico cereale è andato sempre più scomparendo, portando via con sé la sua memoria contadina, fatta di tradizioni, riti e scambi di sapere. Oggi quella memoria ce la raccontano i mulini, gli antichi forni, i lavatoi e i sentieri che vanno a comporre una testimonianza indelebile del nostro passato.

LO PAN NER, FARE IL PANE ALL’INSEGNA DELLA CONDIVISIONE

In questi ultimi anni i forni dei paesi sono ritornati ad accendersi in occasione di Lo Pan Ner, festa transfrontaliera del pane che unisce le Alpi. Come vi abbiamo raccontato qui e qui, l’evento intende far rivivere l’antico rito della panificazione nella sua caratteristica più significativa: la condivisione.

L’ingrediente che lo rendeva unico era la segale: proprio lei, antico cereale resistente alla siccità, forte contro i climi rigidi di montagna

Il 15 e il 16 ottobre ritorna, per la settima edizione, l’evento anche in Val D’Ossola: a “fare il pane” saranno i Comuni di Montescheno, Borgomezzavalle, Antrona Schieranco, Montecrestese, Calasca Castiglione, Macugnaga, e Vagna di Domodossola, ai quali si aggiungono i comuni di Crodo e Formazza, in Valle Antigorio e Formazza e  Premosello-Chiovenda e Vogogna, all’interno del Parco della Valgrande. I loro forni fanno un salto nel tempo, riportando ad oggi la coltivazione della segale e i riti ad esso connessi, tramandatisi nel corso delle generazioni.

Come riportato sul sito, la prima edizione de Lo Pan Ner, nasce in Valle d’Aosta, nel 2015, grazie ai finanziamenti ottenuti nell’ambito del programma di cooperazione territoriale transfrontaliera Italia-Svizzera (Alcotra) nell’intento di valorizzare un sapere /saper fare e garantirne la disseminazione. L’evento si è poi ampliato in altri territori dell’arco alpino e dal 2016 hanno proposto una festa analoga, svolta in contemporanea, che ha di fatto assunto le caratteristiche di un evento interregionale e transfrontaliero.

GLI ANTICHI FORNI DI PAESE

Sono molti i Comuni nelle valli alpine in cui si può ancora trovare il forno di paese, memoria di un passato ancora presente. Forni che in occasione di Lo Pan Ner diventeranno i protagonisti: a Borgomezzavalle il Forno Rivera riporta la data 1846 e viene utilizzato dalla comunità locale in occasione di eventi, feste, o semplicemente momenti di aggregazione. Altoggio è invece la frazione più alta del Comune di Montecrestese e un tempo era la più popolata.

Lo Pan Ner1
Foto di Roberto Bianchetti tratta dal sito ufficiale di Lo Pan Ner

Per via dell’antica data di costruzione, oggi del suo antico forno nessuno ha ricordi della nascita. Nel mese di aprile, qualche giorno prima della festa del paese di San Giovanni, il forno di Altoggio viene acceso per essere riscaldato lentamente e portato alla giusta temperatura. Il giorno prima della festa il profumo del pane inizia a diffondersi per le vie del paese, preannunciando un momento di celebrazione collettiva.

A Montescheno, nel villaggio di Progno, l’amministrazione comunale ha avviato un intervento di restauro conservativo del forno che ne ha permesso il riutilizzo da parte di una rinnovata dimensione comunitaria del villaggio. Il riutilizzo moderno del forno è diventato nuovamente un momento di identità del paese.

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Con solidarietà e rispetto la rete NaturalMente Contadini affronta la crisi del settore agricolo – Dove eravamo rimasti #29
Con solidarietà e rispetto la rete NaturalMente Contadini affronta la crisi del settore agricolo – Dove eravamo rimasti #29

Alessandro e Laura: “A Capo Granitola mettiamo in pratica downshifting e neo-ruralità”
Alessandro e Laura: “A Capo Granitola mettiamo in pratica downshifting e neo-ruralità”

Il Filo di Salice: da Londra alla pianura padana per rigenerare il suolo
Il Filo di Salice: da Londra alla pianura padana per rigenerare il suolo

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Armi a Israele, fra divieti Onu e ipocrisie di governo – #888

|

Valentina Armani e il ponte fra animali e umani, dalla zooantropologia alla spiritualità

|

Autoproduzione e fermentazione: Candida Bevilacqua “disobbedisce” così alla società moderna

|

Disturbi alimentari alle scuole medie: arrivano le lezioni per prevenirli

|

A Jenin sotto le bombe la voglia di normalità dei giovani palestinesi

|

La Tuscia si mobilita per dire “no” al deposito nazionale di scorie radioattive

|

Un parco eolico nel Supramonte: in Sardegna un’overdose di energia destinata ad andare altrove

|

Paola Gianotti: da Helsinki a Parigi in bici per raccontare la ciclabilità

string(8) "piemonte"