Io faccio così #119 – L’Asilo nel Bosco: crescere felicemente nella natura

Una scuola all’aperto dove i bambini possano godere della natura, dove apprendere tramite l'esperienza diretta e dove le emozioni non sono meno importanti dei saperi. Avviato due anni fa, il progetto sperimentale dell'Asilo nel Bosco di Ostia Antica sta facendo scuola nel resto d'Italia affermandosi anche nel nostro Paese come un nuovo paradigma educativo di successo.

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Su Italia che Cambia vi abbiamo già parlato dell’Asilo nel Bosco, la scuola all’aperto ad Ostia Antica nata da un’idea dell’Associazione Manes e L’Emilio con l’intesa dell’Istituto Comprensivo Amendola Guttuso. La ricchezza dell’esperienza, la sua trasformazione, le numerose novità avvenute nell’arco di breve tempo ci hanno spinto a tornare tra gli alberi, i fiori e i luoghi dove il sogno di un’educazione diversa è divenuto una realtà concreta. La raccontiamo con le parole e le immagini dei protagonisti.

 

 

L’Asilo nel Bosco è un progetto che parte nel 2013 all’interno del Parco della Madonnetta, vicino Ostia e nasce dall’incontro di due realtà: l’Emilio, che era una scuola dell’infanzia, e l’Associazione Manes,  un’associazione culturale che si occupa di lotta alla dispersione scolastica e che già lavorava sul territorio di Ostia in campo educativo. Il primo anno con un piccolo gruppo di dieci bambini è iniziata la sperimentazione di come realizzare una scuola all’aperto con bambini in età della scuola materna, ed i risultati sono stati molto soddisfacenti, sia per gli stimoli che ricevevano i bambini da un’educazione non più limitata alle solite quattro mura, ma immersa nella Natura e aperta alle esplorazioni che essa permette.

 

Dopo un primo anno di sperimentazione, il successo dell’iniziativa ha reso necessario uno spazio più ampio. L’Asilo nel Bosco è arrivato oggi in campagna ad Ostia Antica, vicino agli scavi, in un territorio immerso nel verde dove c’è la possibilità di fare ampie passeggiate ed esplorare. “Dopo due anni e mezzo, il gruppo di bambini è aumentato fino ad arrivare a quaranta. Abbiamo raggiunto un buon numero per mantenere quello che è un progetto di qualità”, ci racconta Sabina Bello, Maestra nel bosco dell’Associazione Manes e tra le fondatrici del progetto.

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“Si è allargato anche il gruppo di persone che lavorano con noi, si può condividere con altri la gioia di educare in maniera differente, non è soltanto un bene per i bambini, è un bene per tutte le persone che ruotano intorno a questo progetto, famiglie e abitanti del luogo inclusi. I bambini si sentono accolti da questa comunità, si sentono liberi di rivolgersi a tutte le figure che incontrano in questo piccolo villaggio. È una cosa rara che i bambini oggi trovino un contesto d’insieme così accogliente”.

 

Già, ma vi starete chiedendo: come si svolge una giornata tipo all’Asilo nel Bosco? Cosa fanno i bambini? “I bimbi all’asilo quando arrivano la mattina la prima cosa che fanno è lanciare la giacca sulle scale e scappare in giardino – ci racconta la maestra nel bosco Ilaria Castiello – perché non vedono l’ora di arrivare a scuola, che è una delle cose più belle che succedono qua. Di solito una delle cose caratteristiche che facciamo è la passeggiata, che è il momento più creativo e naturale della giornata. Tra le attività favorite c’è l’arrampicata sugli alberi, la parte avventurosa dell’esplorazione, c’è la raccolta dei materiali che poi usiamo per costruire delle cose durante la giornata. La giornata si svolge molto seguendo gli stimoli che ci sono intorno: gli alberi, la natura, i fiori: tutto diventa lezione e ispirazione”.

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Sabina ci spiega che “la caratteristica principale è che passiamo gran parte del tempo all’aria aperta, abbiamo utilizzato pochissimo il nostro rifugio quest’anno (una struttura al chiuso all’interno dell’Asilo, utilizzata in caso di necessità ndr). I bambini arrivano piano piano, in questo periodo ci sono dei bimbi che di loro spontanea volontà mi aiutano a preparare le cose del giorno, quindi riempire la bottiglia d’acqua oppure portare fuori le sedie che serviranno poi per il pranzo. Via via arrivano tutti e ci avviamo per una passeggiata, oppure ci dividiamo in due giardini e a seconda della proposta che il gruppo reputa migliore per la giornata: i bambini potranno scegliere se andare a trovare gli amici animali, oppure se dipingere, lavorare con l’argilla, oppure in questo periodo ci stiamo occupando di attività legate al giardinaggio, data la stagione invitante.

 

La mattina ha molti percorsi possibili, altrimenti si potrebbe andare a fare una passeggiata lungo il fiume Tevere, oppure in questo periodo siamo stati varie volte al borgo di Ostia Antica, dove ai bimbi piace andare al castello: c’è la possibilità di fare esperienze a contatto con la realtà del territorio. Le diverse possibili mattine arrivano al punto d’incontro che è quello del pranzo, che invece ha una modalità abbastanza stabile con cui si svolge. I bimbi aiutano a preparare e ad apparecchiare, il pomeriggio poi alcuni riposano e altri giocano. In questo periodo sono cominciati dei laboratori quindi c’è un laboratorio di teatro, uno di danza, altre proposte nascono nell’attimo”.

 

 

Anche i bambini sono Maestri:  l’insegnamento per gli adulti

Il primo aspetto che ci ha colpito dell’Asilo Nel Bosco, e quello con cui concludiamo il nostro racconto, è stato l’entusiasmo vivo negli occhi dei Maestri che, quotidianamente, contribuiscono insieme ai bimbi e alle famiglie a rendere viva una realtà che sembrava solo un sogno irrealizzabile. Siamo in tanti a pensare, per pigrizia o per paura, che le circostanze non possano mai cambiare: mentre noi siamo impegnati a pensare, poi arriva chi si mette in gioco e la realtà la arricchisce davvero. E di cosa si sono arricchiti i fondatori e i maestri dell’Asilo nel Bosco, per arricchire tutti noi di questa nuova esperienza?

 

Sabina ha capito che i bambini hanno dei tempi che sono ben diversi da quelli che inizialmente immaginava: “ho imparato che i bambini sono molto più competenti di quanto uno inizialmente si aspetta, che ognuno ha una sua personalità spiccata in grado di capire la situazione che lo circonda, affrontando anche con coraggio situazioni ed emozioni molto difficili.

 

Vi racconto un episodio: un giorno una bambina stava piangendo, avevo capito che non si era fatta male ma che era un pianto di tristezza e mi sono seduta vicino a lei per consolarla. Capivo che la situazione era legata alla separazione dei genitori, e intanto tutto un gruppetto di bambini è arrivato piano piano ad inserirsi nella nostra conversazione con delicatezza. Una bambina ha regalato un fiore alla bimba che piangeva, un altro bimbo ha chiesto il motivo per la sua tristezza, e hanno così iniziato a confrontarsi. E’ arrivato poi un altro bambino con i genitori separati anche lui, insieme ad una bimba che ha detto che il papà non ce l’aveva più perché era morto. Dopo di questo sono passati immediatamente alla reazione: la bambina si è ripresa con un bicchiere d’acqua e si è rasserenata”.

 

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Questo dovrebbe trasmetterci secondo Paolo “la gioia di affrontare la quotidianità”. “Penso che sia un messaggio molto importante che noi adulti dovremmo ricevere e che a me ha cambiato la vita, e l’ho imparata dall’esempio dei bambini qui all’asilo nel bosco. La capacità di vivere il presente, di concentrarsi su di esso, perché vivere il presente con gioia e serenità è la garanzia di vivere un futuro sereno e tranquillo, è una delle attitudini che dovremmo imparare e ricordare dal modo di vivere le dinamiche della vita da parte dei bambini”.

 

Ilaria invece ha imparato a rallentare i ritmi: “Io con questa esperienza in sei mesi sono già cambiata tantissimo. Ho imparato a rallentare i miei ritmi, a togliere: meno parole, più lentezza, a prendere le cose con una morbidezza che il contesto naturale ti suggerisce. La creatività è un altro aspetto fondamentale che ho imparato: sembra che in un giardino non ci sia nulla, ma invece hai tutto quello che ti può servire per ridere, giocare, divertirti e imparare”.

 

Visualizza la scheda dell’Asilo nel Bosco sulla Mappa dell’Italia che Cambia!

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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