20 Dic 2021

“Viaggiamo sul nostro camper piantando alberi e raccontando storie”

Scritto da: Associazione OIA'

In questa nuova puntata della rubrica curata da loro, gli amici dell'associazione OIA' raccontano le genesi del loro progetto educativo e culturale itinerante. Lungo la strada è nata, fra le altre iniziative, quella denominata "Per gli alberi", di cui parlano oggi Catarina e Julian.

Per gli alberi” dell’associazione no profit OIA’ è un progetto di sensibilizzazione sull’importanza di piantare alberi e piante, sia come risposta al cambiamento climatico, sia per prendersi cura di fonti d’acqua, fiumi e ruscelli, indispensabili per la sopravvivenza di ogni creatura in questo pianeta.

È quello che la nostra associazione cerca di fare nel corso del suo viaggio ininterrotto, durante il quale realizza i suoi progetti sociali, culturali e solidali, semina alberi, realizza laboratori e incontri su questo tema, sempre attraverso le storie. È per questo che per spiegare la nascita di questo progetto dovremo raccontare una storia, la storia di una piccola famiglia e del loro grande cambiamento.

alberi 3

Tanto tempo fa eravamo in due. Due Anime viaggianti. Poi si unì all’equipaggio della nostra barca un terzo: era nato un meraviglioso figlio. Tutte le voci intorno ci dicevano che con l’arrivo di un figlio sarebbe stato necessario abbandonare i viaggi e i nostri progetti solidali, per intraprendere l’ardua e normale vita da “genitori”. Ma fu il nostro terzo marinaio che ci ispirò e ci indicò le rotte sconosciute verso cui poter navigare.

E così, insieme, ci trovammo a danzare con i bambini indios in Brasile, a giocare con i bambini rifugiati di Cabo Verde in Portogallo, a raccontare fiabe ai bambini in ricovero negli ospedali pediatrici di Valencia in Spagna e di Trapani, in Italia. Questo piccolo compagno di viaggio era diventato colui che ci rendeva più facile anche ciò che credevamo impossibile.

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un'informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Il prossimo progetto potrebbe essere il tuo!

Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

Abbiamo vissuto vicino ai verdi e umidi boschi della Galizia e abitato nel centro urbano di grandi città nell’Andalucía, in piccole o grandi case, vecchie e nuove, vuote da mobili e piene di fantasmi, ma sempre sono stati alloggi ben radicati al suolo, alloggi fatti con la pietra, il legno o il cemento. Il passare da un luogo all’altro era vincolato da mezzi pubblici e alloggi in affitto, in quel grande e lento viaggio che durò molto a lungo.

Nell’anno 2020 arrivò il grande cambiamento! No, no è ciò che pensate, nulla a che vedere con l’emergenza sanitaria: era arrivata la “barca”! L’associazione OIA’ acquistò un vecchio, ma forte autocaravan, perché i progetti associativi itineranti potessero essere realizzati riducendo costi e ottimizzando la mobilità del percorso.

Questo è ciò che si presumeva, ma stava iniziando anche un processo di trasformazione delle nostre abitudini di vita. Qui ammettiamo che sottovalutammo la portata di questo cambiamento. Anche se eravamo viaggianti, in ogni casa che affittavamo trovavamo sempre l’acqua sgorgante da rubinetti e luce che si accendeva al tocco di un dito e mai le loro pareti venivano scrollate durante giorni di vento.

alberi 2 1

In autocaravan invece, eravamo dinanzi alla gioia di poter tornare a essere apprendisti della Vita. Dovevamo imparare a gestire un ridottissimo spazio in tre, a come usare le risorse a disposizione senza spreco alcuna. Mentre all’interno della nostra barca tutto era ridotto al minimo, all’essenziale, al suo esterno il mondo ci appariva poco a poco sempre più ricco e generoso, infinitamente più vasto.

Apprendemmo ad ascoltare l’oscurità del cielo senza luna, ben distanti dall’illuminazione artificiale; a essere soli nel cuore di tempeste, circondati dalle luci elettriche dei fulmini; a uscire dal sonno grazie ai primi raggi del sole ed entrare nel sonno salutando la luna e ci riconnettemmo sempre più con noi stessi e con la Natura.

Quella stessa Natura dalla quale noi dipendiamo ogni giorno affinché il nostro viaggio prosegua: il Sole che ci dona energia elettrica, le fonti d’acqua. In tre persone – due adulti e un adolescente – consumiamo 50 litri d’acqua ogni settimana. Siamo ora consapevoli del nostro diverso impatto ambientale.

Ma ci accadde di viaggiare per lungo tempo senza incontrare alcuna fonte d’approvvigionamento idrico e fu quando vedemmo diversamente le grandi e piccole tubature usate per irrigare campi, abbeverare pascoli e fornire acqua alle città. Se tutta l’acqua è stata portata via e non vi sono boschi e foreste, estinte per dare spazio a campi e pascoli, come possono sopravvivere le creature di questi luoghi?

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Fu da questo pensiero e da questo vissuto che nacque il progetto “Per gli alberi”, perché si può “piantare” l’acqua attraverso la piantumazione di alberi e di piante e raccontarlo a tutti coloro che vorranno ascoltare, per farlo insieme.

L’esordio di questa iniziativa è avvenuto grazie a due interventi: quello di una splendida e generosa famiglia siculo/americana che dall’altra parte del mondo ha sostenuto OIA’ nel proprio operato e quello di una gentile signora catalana che ha battezzato di persona il primo albero piantato in Sicilia da OIA’, un cipresso chiamato Uno.

Vi invitiamo ad ascoltare le nostre voci in un audio che si trova sul nostro sito, a questo link. Vi invitiamo a seguire il nostro viaggio e, se lo riterrete opportuno, a sostenerlo. Vi invitiamo a fare ciò che la Natura ci ha chiamato a fare: piantate un albero. Un seme o una pianta. Partecipate a questo richiamo, affinché un giorno possiate ritornare, finalmente, a Casa.

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