16 Feb 2022

Creare comunità per aiutare il proprio territorio: l’esperienza del cuneese

Scritto da: Lorena Di Maria

La provincia di Cuneo, dalle città alle valli, è un esempio virtuoso di come un territorio può cambiare dal basso: questo grazie alle persone che lo abitano e che in questi anni si sono unite per sognare in grande e trovare insieme soluzioni concrete ai problemi. Vi raccontiamo il percorso partecipato che abbiamo avviato insieme ai suoi protagonisti: rappresentanti di associazioni, imprese, cooperative e singoli cittadini, per costruire insieme una visione virtuosa per il futuro della provincia di Cuneo e mettere in pratica i passi per realizzarla.

Cuneo - Una delle sfide più grandi che abbiamo riscontrato in questi anni, da nord a sud di Italia, è la capacità di trasformare un sogno in realtà. Tutti e tutte abbiamo delle idee, grandi e piccole, brillanti e virtuose, ma quante volte nella vita ci capita di rinunciare perché non sappiamo da dove partire, ci sentiamo soli o semplicemente perché, ancor prima di iniziare, risulta tutto troppo complicato? Insomma, passare dalla teoria alla pratica non è per nulla semplice. Tra il dire e il fare c’è di mezzo un mare… di dubbi, tentativi, incertezze, paure, preconcetti e chi più ne ha più ne metta.

Eppure difficile non significa di certo impossibile! Per questo nel corso del 2020 abbiamo fatto un tentativo: attivare e supportare le comunità per rendere migliori i territori in cui vivono. E abbiamo scelto di iniziare dalla provincia di Cuneo. Perchè, vi chiederete, proprio da qua? Perché il cuneese, dalle città alle valli, è una provincia ricca: ricca di realtà, persone, associazioni e imprese che nel loro piccolo stanno cercando di promuovere un cambiamento dal basso a partire da maggior collaborazione e minor competizione. Oltre a questo, per la presenza di un partner come la cooperativa NEMO – Nuova Economia in Montagna che da anni lavora per rendere questo cambiamento possibile.

Percorso cuneese1

Dall’inizio di questo percorso partecipato, avviato forse nel peggiore dei periodi possibili, ovvero durante una pandemia mondiale, i risultati sono stati con grande sorpresa ben sopra le nostre aspettative! Per questo abbiamo voluto parlarvene, perché questa esperienza possa essere di ispirazione per tutti e tutte coloro che sognano di aiutare il proprio territorio a cambiare.

Facciamo un passo indietro: il lavoro svolto in questi anni nel cuneese

Come vi dicevamo, dal 2020 abbiamo avviato un percorso insieme alle realtà del cuneese: abbiamo realizzato dei tavoli di lavoro per capire insieme le esigenze di questa provincia sconfinata e costruire insieme una visione virtuosa per il futuro, definendo i passi per realizzarla insieme.

I risultati di questo grande lavoro sono consultabili sul nostro Portale di Piemonte che Cambia alla sezione “Visione e azione al 2040”: attraverso l’organizzazione di tavoli tematici, spazi di discussione e confronto che hanno coinvolto esperti, professionisti e cittadini appassionati, sono stati realizzati tre documenti che ci parlano di agricoltura e alimentazione, ambiente e verde e comunità: documenti che presentano la fotografia attuale del cuneese, una visione comune di come potrà essere il cuneese nel 2040 e le proposte per arrivarci. Non mancano poi una serie di azioni concrete che ciascuno di noi può fare fin da oggi per contribuire a questo grande processo di cambiamento.

Percorso cuneese3
Come mettere in pratica il cambiamento? Il percorso nel cuneese continua

Nel mese di ottobre del 2021, dopo il periodo di pausa estiva, è ripreso il lavoro grazie alla partecipazione di diverse realtà come L’Altrove, Germinale Coop. Agricola, Legambiente Cuneo, Collettivo Z di Zappa (in veste di membri di Co.Cun), la Casa del Quartiere Donatello di Cuneo, Humus Job e associazione Micò. Come ci ha raccontato Pietro Cigna che ha facilitato e condotto sin dall’inizio il percorso, «dopo una fase di confronto sulle necessità del territorio e dopo la realizzazione delle visioni, abbiamo sentito una forte necessità di trasformare quelle visioni in azioni concrete per il cambiamento, che possano raggiungere i cittadini, le imprese e le amministrazioni».

Infatti, «una delle difficoltà più grandi in questo percorso è stata la ricerca di priorità comuni per i diversi territori». Il Cuneese d’altronde non è solo una delle province più estese di Italia, ma è anche ricca di territori unici e diversi per morfologia, culture e necessità. «Per questo abbiamo scelto di individuare quelle necessità che, dalle valli alle città, rappresentano degli elementi comuni e condivisi». Quali sono? Il bisogno di una maggior collaborazione tra enti pubblici, privati e cittadini, la cura dei beni comuni, l’educazione e la formazione come strumenti per aiutare la comunicazione tra generazioni diverse, la condivisione di spazi e risorse (come laboratori, attrezzature, strutture e contatti) ed infine l’innovazione al servizio della comunità (dove lo sviluppo tecnologico possa rispondere ai reali bisogni di chi vive un luogo).

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Le Officine del Cambiamento

Gli incontri sono avvenuti da ottobre a febbraio presso gli spazi di Cooperativa Il Ramo di Fossano, L’Altrove di Narzole e Co.Cun di Cuneo e si sono conclusi in un incontro che ha visto l’incontro di esperti e cittadini attivi. Sulla base delle necessità condivise, il sogno collettivo emerso dagli incontri è ora quello di realizzare delle “Officine del Cambiamento“.

«Realizzeremo quelle che abbiamo voluto chiamare “Officine del Cambiamento”, ovvero un grande festival con laboratori, convegni e momenti di formazione che offrono i giusti “strumenti per cambiare”. Per farlo, inizieremo con una prima mappatura delle “opportunità formative” già presenti nel cuneese e questo ci permetterà di tenere traccia di tutto ciò che avviene nella provincia. Una volta mappate, vorremo dare loro visibilità in modo che possano rappresentare per tutti e tutte delle vere opportunità di crescita e formazione in determinati campi».

E gli esempi non mancano: per citarvene qualcuno, tra le realtà che popolano il cuneese e che hanno molte competenze da insegnare c’è il progetto dei Custodi del Suolo, un gruppo di agricoltori, aziende della valle, realtà produttive e hobbisti che offrono e scambiano saperi per prendersi cura della terra in modo condiviso; c’è il Laboratorio di Comunità L’Altrove che offre le sue esperte competenze in tema di autocostruzione e bioedilizia e tanti altri ancora.

«Questo percorso collettivo e condiviso è stato un’esplorazione continua tra confronti, scontri e momenti di crescita. All’inizio dei vari incontri iniziavamo con un po’ di preoccupazione perché era difficile capire in che direzione saremmo andati ma ogni volta finivamo per salutarci felici per il lavoro fatto insieme».

Da marzo partirà a tutti gli effetti il progetto in vista della costruzione delle Officine del cambiamento: vi terremo aggiornati sui prossimi passi di questa piccola ma grande comunità che passo dopo passo, con impegno, sta davvero realizzando quel cambiamento che vuole vedere nel mondo.

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