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1 Feb 2021

“Pronti a cambiare il Cuneese?” Insieme si può! Le nostre visioni e azioni al 2040

Scritto da: Lorena Di Maria

Agricoltura e alimentazione, ambiente e verde, comunità e piccole attività artigianali. È su questi temi che in questi mesi, insieme a rappresentanti di associazioni, imprese, cooperative e singoli cittadini attivi, abbiamo avviato un processo partecipato, per costruire insieme una visione virtuosa per il futuro della provincia di Cuneo e i passi per realizzarla. A partire da oggi i risultati di questo grande lavoro saranno consultabili sul nostro Portale di Piemonte che Cambia, per condividere con voi questa esperienza che ci auspichiamo di poter replicare in tutta la regione… e oltre! Vi racconteremo inoltre il frutto del lavoro in una diretta Facebook che si terrà oggi. Non mancate!

Quando abbiamo intrapreso questo cammino non avevamo la minima idea di dove ci avrebbe portati. All’epoca l’unica certezza era un grande desiderio condiviso: attivarci, insieme, per ripensare il futuro del nostro territorio e coinvolgere chi, proprio come noi, mantiene vivo il bisogno di sognare in grande in questo momento di incertezza. Abbiamo deciso di farlo in Piemonte, e più nello specifico nella provincia di Cuneo, dove abbiamo costruito, in questi mesi, un percorso con le persone che qui vivono.

Come vi abbiamo raccontato in questo articolo e successivamente in quest’altro, insieme abbiamo creato dei tavoli di lavoro che hanno dato vita ad altrettanti documenti tematici, che comprendono l’analisi della situazione attuale, una visione di come potrà essere il cuneese nel 2040 (basandoci sul lavoro delle Visioni 2040 condotto nel 2015 da Italia che Cambia), oltre che una serie di azioni concrete che ciascuno di noi può mettere in atto fin da oggi, per contribuire a questo grande processo di cambiamento.

E oggi possiamo dire che… ce l’abbiamo fatta! Condividiamo con voi il risultato di questo lavoro con la pubblicazione della Visione e azione al 2040 e del racconto di questi mesi, che ripercorriamo insieme al nostro Pietro Cigna, che ha condotto e facilitato questo lungo percorso!

Ripercorriamo insieme il percorso intrapreso. Come ha avuto avvio?

Il percorso nel cuneese è partito a giugno con una prima ricognizione delle realtà presenti sul territorio. Ci siamo messi in contatto con persone e organizzazioni attive sul territorio dividendo il territorio in quattro zone: Cuneo e le Alpi Marittime, Saluzzo e le Valli del Monviso, Mondovì insieme al Monregalese e le Alpi liguri ed infine Alba e le Langhe. Agli incontri che abbiamo organizzato nei mesi estivi hanno partecipato in tanti: persone legate all’ambito agricolo e artigiano, rappresentanti delle amministrazioni, associazioni e gruppi informali, accomunati dalla volontà di promuovere un cambiamento. Successivamente ci siamo incontrati all’Ecovillaggio La Casa Rotta, per far emergere, attraverso gli strumenti della facilitazione, i temi che i cuneesi considerano più urgenti.

Quali temi sono emersi?

I temi emersi durante la giornata sono stati agricoltura e alimentazione, ambiente e verde, piccole attività artigianali e comunità. Proprio a partire da questi ambiti, da settembre in avanti, abbiamo iniziato a costruire i tavoli di lavoro, riproponendo l’attività che era stato fatta a livello nazionale. Per ciascuno di questi quattro temi individuati abbiamo chiesto alle persone di segnalarci degli esperti, ovvero persone con particolari competenze in quell’ambito. Insieme abbiamo lavorato sulla fotografia attuale, su una visione condivisa del cuneese pensando al 2040 e infine sulle azioni da intraprendere a partire da oggi.

Continuare a sognare insieme nonostante la pandemia e il distanziamento… è possibile?

Il 2020 ha certamente messo a dura prova la capacità di collaborare insieme. Durante i cinque incontri online abbiamo sperimentato la difficoltà di lavorare a distanza, ma possiamo dire che uno degli aspetti più interessanti è che la maggior parte dei partecipanti si è conosciuta per la prima volta grazie a questa esperienza.  Siamo stati felici di scoprire che nel tempo si sono creati dei bei gruppi di lavoro e, se così non fosse stato, il percorso difficilmente avrebbe retto! Questo è stato un chiaro esempio che ci dimostra che la capacità di sognare, progettare e realizzare i propri obiettivi parte proprio da “chi vuole fare”.

Cosa ci raccontano i documenti con le loro visioni al 2040?

Ci raccontano principalmente una consapevolezza: le tematiche ambientali, sociali ed economiche sono profondamente legate e per questo è importante affrontarle insieme. Come riportato nel documento, con il tavolo di agricoltura e alimentazione si è parlato molto di supportare piccoli produttori e le forme di agricoltura sostenibili e su piccola scala, capaci di portare prodotti di qualità e contrastare le dinamiche legate allo sfruttamento della grande distribuzione organizzata e dell’agricoltura industriale.

Nell’ambito di ambiente e verde ci siamo confrontati sulla necessità di diffondere tra le persone una cultura ambientale e un senso di responsabilità civica, riconoscendo l’importanza della biodiversità ma anche le fragilità del territorio. Nel tavolo comunità, come illustrato nel documento, si è parlato molto di recuperare, sia nelle zone rurali che urbane, uno spirito comunitario. Spesso ciò che manca è proprio la capacità di ritrovarsi e supportarsi a vicenda tramite progetti condivisi. Si è poi parlato di come le imprese possano recuperare un ruolo di creazione di servizi welfare per migliorare la nostra società.

I tavoli di agricoltura, ambiente e comunità hanno avuto lo stesso processo mentre per i piccoli artigiani che lavoro è stato fatto?

 Rispetto al tavolo delle piccole realtà artigianali ci siamo scontrati con la difficoltà di individuare una rete già presente e dei nodi sul territorio. Abbiamo quindi deciso di avviare una prima mappatura con l’obiettivo di realizzare, in un secondo tempo. un tavolo sul tema. Per via di questo periodo complesso che stiamo vivendo, nel periodo natalizio abbiamo pensato di metterci a disposizione di coloro che quest’anno hanno avuto maggiori difficoltà a commerciare i loro prodotti. Pertanto, abbiamo creato un catalogo digitale che abbiamo condiviso sui nostri canali e che presenta gli artigiani locali e le loro creazioni supportando il loro lavoro.

Giunti a questo punto… quali saranno i prossimi passi?

I documenti realizzati sono completi ma non definitivi: completi significa che sono il risultato di un primo momento di restituzione del lavoro di questi mesi, ma non definitivi nel senso che sono sempre aperti a commenti, suggerimenti e integrazioni da parte delle persone che avranno voglia di contribuire e far sentire la loro voce.

Il cuneese è anche il luogo in cui hai sempre vissuto e in cui hai scelto di portare avanti i tuoi progetti. Puoi ritenerti soddisfatto del lavoro di questi mesi?

Assolutamente si! Il cuneese, dalle città alle valli, è veramente ricco di realtà, persone, associazioni e imprese che nel loro piccolo stanno cercando di promuovere forme di economia alternativa a partire da maggior collaborazione e minor competizione. Mi auguro che questi documenti e questo primo momento di restituzione e condivisione possano stimolare il confronto e un cambiamento positivo nella provincia di Cuneo, rappresentando anche un’esperienza replicabile e ispiratrice per altri luoghi! Questo percorso insieme ovviamente non è finito e per i prossimi tempi sarà tutto da costruire… speriamo di poterlo fare coinvolgendo sempre più persone.

Racconteremo il frutto di questo lavoro in una diretta video che si terrà lunedì 1 febbraio dalle 21.00 alle 22.30 sulla pagina fb di Piemonte che Cambia e sul canale youtube di Italia che Cambia.

Scopri le nostre visioni e azioni per il Cuneese… che cambia!

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
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