L’ultimo guizzo
Oggi sono andato a rendere l’ultimo saluto ad una signora morta in una RSA. Tutti sostengono sia morta ieri. In realtà, così ho pensato entrando, la poveretta è morta il giorno in cui ha varcato quella soglia. Intendiamoci la struttura era pulita, il personale era cortese ed anche i muri disadorni non stonavano in tale contesto. Mancava solo una cosa: la sia pur minima espressione della vita. L’aria aveva quell’odore ruffiano che la chimica utilizza per soffocarne ogni altro: è primavera ma qui nulla lo lasciava intutuire. Non i colori, non i profumi delicati che, prodotti in spazi fioriti e trasportati secondo i capricci delle brezze, appaiono e scompaiono, modificandosi anche di intensita. Gli inservienti educati, si muovono come da protocollo. Trattano, anche con gentilezza devo darne loro merito, degli anziani, ma questi non sono Marco, Maria, Luca, Franca e…sono clienti e li trattano bene perché così devono fare ma senza patos, senza partecipazione. E’ normale, non possono fare diversamente, faremmo così tutti al loro posto ma non va bene! Sogno un’ultima dimora che sia la prosecuzione della vita, non l’anticipazione della morte. Una struttura autogestita in cui regni anche un po’ di disordine. La signora delle pulizie rimette tutto a posto alla sera e riassetta le camere la mattina successiva. Poi, basta. Fino a sera non vogliamo più vederla. Gestisco un B&B, con giardino ed anche possibilità di fare l’orto in un posto bellissimo, bedandbreakfastpontremoli.it . Non avrei rimpianti a cessare l’attività riconvertendola in questo senso. Se pensi che l’idea sia buona…parliamone!





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