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31 Gen 2020

SALUS, la rete europea per cambiare il paradigma sulla salute

Scritto da: Annalisa Jannone

La rete nasce nell’ecovillaggio Lumen, al centro della pianura padana. In anni di esperienze nella promozione di migliori stili di vita si è creato un network di progetti in tutta Italia. Ora il progetto SALUS è entrato nel Parlamento Europeo e con la formazione di un Interest Group di parlamentari sta coinvolgendo altre nazioni per una politica pro salute a 360 gradi ed ecologica.

SALUS è un progetto nato per promuovere un nuovo modo di fare salute di cui anche Italia che Cambia fa parte. È un progetto italiano che ormai è entrato anche nelle stanze del Parlamento Europeo. Nasce nell’associazione Lumen (Libera Università di Medicina Naturale), fondato da Milena Simeoni e Davide Pirovano circa 30 anni fa. Nella sede dell’associazione nasce anche l’omonimo Ecovillaggio che oggi conta 60 abitanti e molte belle storie di successo in atto.

Siamo andati a trovarli a San Pietro in Cerro, tra Piacenza e Cremona, nel mezzo della pianura padana. L’ecovillaggio Lumen ha costituito una cooperativa di lavoratori, un’associazione culturale e una casa editrice ma soprattutto è un network di enti profit e non profit. In questi anni Lumen ha avviato progetti in tutta Italia collaborando con associati in diverse regioni.

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Ad esempio il progetto Mensalus realizzato in collaborazione con Olympia srl che ha dato vita pochi giorni fa al Salutiamo Bistrot: un ristorante salutare ed ecologico, all’interno dei locali dell’ATS Valpadana a Cremona, dove forniscono menù antinfiammatori o antistress ai lavoratori trasformando di fatto la qualità di vita di molte persone.

Molti i progetti avviati dai soci tra cui la Scuola di Naturopatia Olistica Lumen presente a Piacenza, Milano e Padova oppure la gestione dei servizi legati al benessere delle Terme di Tabiano in provincia di Parma.

Tutti i progetti della rete Lumen sono volti al benessere, all’eco-sostenibilità, allo sviluppo del potenziale umano e all’educazione responsabile.

Il progetto SALUS nasce poco più di un anno fa. È una rete in continua espansione: sta raccogliendo l’adesione di diverse gruppi di professionisti della salute. La salute è intesa come attivazione delle proprie naturali risorse rigenerative e adattative che l’intero sistema “uomo” mette in campo. Quello che la medicina convenzionale definisce “prevenzione” e fatica a promuovere concretamente, diventa il naturale percorso di conoscenza di sé e di crescita in consapevolezza. Il focus quindi è sugli stili di vita perché la salute è anche vivere in un ambiente sano.

Su questo nuovo paradigma di cura stanno convergendo tanti medici e professionisti in tutta Europa.

Chiedo a Federico Palla uno degli abitanti dell’ecovillaggio Lumen e dei portavoce  del progetto SALUS come nasce il progetto: «nel 2018 da Eleonora Evi, già deputato europeo M5S, arriva un invito alla nostra associazione a presenziare ad un evento contro le gabbie a Bruxelles; poi seguono altri viaggi al Parlamento Europeo, l’incontro con persone interessate all’argomento e la formazione del Gruppo di Interesse al Parlamento. Ad Aprile 2019 viene organizzata la prima conferenza internazionale; prima negli uffici del Parlamento Europeo a Milano e poi a Bruxelles.

L’iniziativa ha già raccolto l’interesse da parte di eurodeputati di differenti appartenenze politiche e ha visto l’avvio di un Interest Group trasversale a cui hanno aderito ad oggi: l’on. Eleonora Evi (M5S), in qualità di presidente, l’on. Patrizia Toia (PD), entrambe coinvolte dalla precedente legislatura, l’on. Rosa D’Amato (M5S), l’on. Carlo Fidanza (FdI) e l’on. Mara Bizzotto (Lega). Si attendono nuove adesioni da parte di eurodeputati di altri paesi europei. 

Infatti SALUS è proprio una rete spontanea, si allarga grazie al continuo passaparola di tutti quelli che lavorano per una medicina più umana, personalizzata ed efficace.

Già prima della rete SALUS l’associazione Lumen aveva partecipato alla coalizione “End The Cage Age” per la fine dell’uso di gabbie per gli animali degli allevamenti (sono oltre 300 milioni gli animali che ogni anno sono allevati in gabbie), che ha visto l’uso dello strumento partecipativo dal basso ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) con una raccolta firme che ha superato il milione di firme in un anno. Quindi ora il Parlamento deve necessariamente legiferare in questa direzione.

Uno dei primi focus della rete SALUS è l’antibiotico resistenza. Già nella prima conferenza europea, la relazione del dr. Alberto Donzelli della Fondazione Allineare Sanità e Salute esponeva dati allarmanti sulla pessima appropriatezza con cui vengono prescritti gli antibiotici dai medici. Ma il problema è vasto e comprende gli allevamenti intensivi, l’inquinamento delle acque, etc. Ora diversi soggetti aderenti alla rete si stanno attivando in tante nazioni per attività sinergiche e di ricerca. 

Man mano che SALUS ingloba reti di professionisti e associazioni aumentano i progetti in campo; ad esempio l’attivazione di protocolli di ricerca ospedalieri, eventi negli uffici di rappresentanza europei, partecipazione a proposte di legge su argomenti specifici di salute, mense per lavoratori a basso impatto ambientale e rigenerative.

Chiedo a Federico come sono riusciti ad espandersi così velocemente, anche in Europa: «Abbiamo rapporti costruiti nel tempo, fatti di fiducia e stima. Sono anni che lavoriamo su questi argomenti, per passaparola la gente ci conosce e si fida. 

L’associazione Lumen si autofinanzia con le sue attività rivolte ai soci e sta portando avanti la rete europea SALUS grazie al supporto di tanti volontari e alle donazioni di chi sta credendo in questo grande progetto.

I progetti sono spesso replicabili in altre zone e c’è molta voglia di un radicale cambio di paradigma nel modo in cui intendiamo la salute.»

Ogni partecipante alla rete porta il proprio contributo, chi mette in evidenza lo stretto legame tra salute e sostenibilità ambientale, due temi urgenti nell’agenda globale; chi il consumismo sanitario, l’epidemia di diagnosi, la medicalizzazione della vita e i sovra trattamenti. «Questi sono alcuni degli aspetti che rendono insostenibili i costi economici e umani dell’attuale sistema sanitario.»

Milena Simeoni, l’ideatrice di SALUS: «considerando l’attuale gap tra obiettivi sperati e risultati effettivi e la scarsità di risorse pubbliche dedicate alla prevenzione (in media il 3,1% dei bilanci sanitari) SALUS propone di valorizzare le competenze di più di 300.000 professionisti europei esperti in Medicine Tradizionali e Complementari (T&CM). Questi professionisti, preparati a promuovere salute e sostenibilità ambientale, consentirebbero di colmare un vuoto di sistema e raggiungere, in tempi più brevi, gli obiettivi di salute pubblica in modo più economico ed  efficace.

Siamo certi che un reale cambio di paradigma possa venire, un passo alla volta, con concretezza e visione chiara. Possiamo sostituire l’antico motto DIVIDE ET IMPERA, con un nuovo COMPONE ET COLLABORA.» 

Per saperne di più:

Nuovi stili di vita: medici piacentini ne parlano al Parlamento Europeo di Strasburgo

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