2 Mag 2022

Il prezioso valore dei contadini, i nostri Custodi del Suolo

Scritto da: Lorena Di Maria
Intervista di: LORENA DI MARIA E VALENTINA D'AMORA
Video realizzato da: MANFREDO GIGANTE CORTELAZZI
Montaggio di: PAOLO CIGNINI

È possibile risvegliare una valle grazie a un’agricoltura naturale e rigenerativa? E si può creare una comunità di contadini che insieme si prendono cura del territorio? Sono queste le domande che si è posto il progetto dei Custodi del suolo, giunto in queste settimane alla sua conclusione. Un percorso compiuta da contadini, agricoltori, hobbisti e appassionati: anime della Val Varaita, che insieme scambiano saperi per promuovere la biodiversità del suolo.

Cuneo - In Val Varaita, tra le valli occitane del cuneese, c’è un orto collettivo chiamato La Milpa. Un orto “per tutti”, dove si fermano ogni giorno da contadini e abitanti della valle che hanno creato in questi anni un’esperienza collettiva: così la coltivazione degli ortaggi, la raccolta dei pomodori per fare la salsa, lo scambio dei semi con il vicino di casa o le attività nelle serre con i bambini diventano occasioni per condividere saperi e momenti di convivialità, che rendono ricca e viva questa valle.

Nei mesi passati l’Orto Collettivo della Milpa è stato più ricco e vivo che mai. Possiamo considerarlo un orto “biodiverso”, non soltanto per la moltitudine di ortaggi coltivati ma soprattutto per la grande varietà di persone che ne fanno parte: qui è infatti nata la comunità dei Custodi del Suolo, un progetto – ma anche una rete – che dal 2021 ha coinvolto diverse realtà della provincia di Cuneo, accomunate da una convinzione.

«Diffondiamo il concetto di responsabilità del suolo: chiunque possegga o utilizzi un pezzo di terra è responsabile del suolo e può contribuire o meno alla fertilità della terra: gli agricoltori, ma anche le famiglie che hanno un orto o un giardino. La proprietà o l’utilizzo di un terreno non dà solo diritti, ma anche il dovere di preservarli se non anche rigenerarli».

Al giorno d’oggi il fondamentale ruolo del contadino viene talvolta messo in secondo piano, limitato e schiacciato dal peso di un’agroindustria che fa letteralmente mancare la terra da sotto ai piedi a queste preziose anime dei territori. Senza i contadini non esisterebbero sovranità alimentare, biodiversità agricola, equità, giustizia e sostenibilità climatica, salute, diritti e per questo motivo il loro lavoro va tutelato e salvaguardato.

Il prossimo progetto potrebbe essere il tuo!

Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

Per questo motivo i Custodi del Suolo stanno cercando di portare un cambiamento dal basso, rafforzando la comunità presente in valle e – perché no? – diventando un esempio per tanti altri territori ricchi di agricoltori che vorrebbero collaborare ma che non sanno da dove iniziare.

IL PERCORSO INTRAPRESO, DALLA NASCITA DEL PROGETTO A OGGI

In poco tempo la Milpa è diventata la casa dei Custodi del Suolo, ovvero di una comunità nascente composta da contadini, agricoltori, hobbisti, appassionati, giovani e adulti: come vi illustriamo nel video che trovate qui sopra, nei mesi passati sono stati organizzati numerosi eventi e occasioni di incontro: corsi sul tema dell’agricoltura, giornate pubbliche aperte a chi vuole unirsi a questo percorso, momenti di formazione, tavoli di lavoro e condivisione tra i custodi.

Come ci racconta Fulvio, membro di Spazio Vitale, «la Val Varaita penso che abbia risposto bene. Noi della Milpa ci consideriamo quelli che riusciranno a essere un punto di informazione e di trasmissione delle conoscenze che abbiamo accumulato in questo anno» e, aggiunge Dulce, «penso che noi siamo molto fortunati perché siamo in un contesto in cui le persone sono molto sensibili».

Custodi del suolo2

Il momento più coinvolgente del percorso è stato l’evento “SeMenti al Suolo”, una bellissima giornata dedicata allo scambio semi che ha raccolto un centinaio di adesioni da tutta la valle. Tra banchetti e momenti di scambio c’è chi è giunto per portare i suoi grani antichi, chi per partecipare ai laboratori e alle conferenze in programma, chi perché semplicemente incuriosito dall’evento.

Durante la giornata abbiamo parlato con Massimiliano Nunziata della Bioteca Leguminosa, che studia e coltiva centinaia di varietà di fagioli. Come ci ha raccontato, «partecipo frequentemente a questi scambi semi, è diventata una sorta di famiglia». Paola Migliore invece è docente presso l’Università di Pollenzo e porta avanti da anni il progetto della Casa Diffusa della Biodiversità Agraria. Come ci spiega, «prendo parte allo scambio semi perché per me è un momento di affetto e festa». Mario Quattrocchi è un hobbista e partecipa all’evento insieme a sua moglie. Ci racconta: «Partecipo agli scambi semi perché ritengo che sia una cosa fondamentale. I semi li abbiamo ricevuti ma è giusto che li ridiamo perché la biodiversità è così: deve andare ovunque».

Custodi del suolo1
PERCHÈ ESSERE CUSTODI DEL SUOLO?

Come Italia Che Cambia abbiamo seguito passo per passo questo percorso, abbiamo conosciuto e parlato con decine di custodi del suolo, rimanendone profondamente meravigliati: ciò che ci ha colpito maggiormente è l’entusiasmo della valle nel voler essere parte di questa comunità allargata, la voglia di scambiare conoscenze, di supportarsi e condividere pratiche in ambito agricolo può diventare il pane quotidiano di cui non si riesce più a fare a meno quando si crea un ambiente di mutuo aiuto.

Siamo rimasti folgorati dall’accoglienza di Sara, Walter, Dulce, Fulvio e dell’interno progetto di Spazio Vitale che non solo ha dato vita a Custodi del Suolo, ma che ha saputo dare alla valle e alle persone uno spazio in cui incontrarsi. Siamo rimasti meravigliati dalla forza del Custode Armando Mariano, pioniere del biologico che ha 92 anni che ancora oggi è fonte di ispirazione per la comunità; dal coraggio di Matteo Mana, ragazzo che si è sperimentato nell’apicoltura imparando da zero; dall’impegno di Dino e Anne-Marie Matteodo che sperimentano una vita il più possibile a basso impatto, dalle conoscenze di Debora Borghino e della sua “azienda al femminile”, dalla determinazione di Davide Provenzano, giovane che ha scoperto l’agricoltura biointensiva e si è lanciato, con successo, in questa avventura.

Sono decine e decine le anime del progetto dei Custodi del Suolo e ogni loro storia racconta sogni, speranze, ma anche fatiche e soddisfazioni. La vita dei contadini si svolge nell’ambito di piccole comunità ed è per questo motivo che è fondamentale salvaguardare il lavoro di ognuno e ognuna di loro, perché soltanto a partire dal loro lavoro quotidiano possiamo lasciare un suolo, e quindi un mondo migliore alle generazioni future.

Ringraziamo il progetto dei Custodi del suolo e per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale!

Vuoi cambiare la situazione
dell'agricoltura in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
A Milano il mercato dei Contadini Resistenti

La festa del mercatino di Let Eat Bi

Lorna, la tredicenne che salva le api

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

L’Irlanda sta per tornare unita? – #526

|

Cosa sta succedendo al procuratore anti ‘ndrangheta Gratteri, in Calabria

|

Chiusa di Pesio: il Comune dove i muli si prendono cura del verde pubblico

|

Abitare insieme: dal buon vicinato alla comunità solidale, impariamo a vivere con altre persone

|

Guerra, nonviolenza, decrescita: 11 punti da cui partire per costruire un mondo migliore

|

Elisa Toniolo racconta a I(n)spira-Azioni la sua nuova vita da agricoltrice – #7

|

“La tempesta Vaia ci ha lacerato, ma ci ha anche spinto a fare qualcosa per il nostro Pianeta”

|

MedReAct: “Ecco come difendiamo il Mediterraneo dalla pesca intensiva e dai cambiamenti climatici”