6 Feb 2024

L’ultima opera di Dasp, il cantautore apicoltore che dà voce alle api

Scritto da: Tiziana Barillà

Compositore, sound designer e apicoltore calabrese. Dall’incontro tra le passioni di Dasp è nato “Sound of life - il rumore della vita”, un’installazione audiovisiva per ospitare le voci delle api. Un video di 5 minuti e l’ambizione di irrompere nei luoghi pubblici come musei, gallerie d’arte e aeroporti per comunicare attraverso il linguaggio universale di note e parole l'urgenza rappresentata dalle minacce a questa sentinella di biodiversità.

Cosenza - Dasp è un cantautore, compositore, sound designer e apicoltore che nel suo ultimo lavoro – dal titolo “Sound of life – il rumore della vita” – ha messo insieme tutte le sue passioni. Si tratta di un’installazione audiovisiva che miscela musica contemporanea, ambient ed elettronica contaminando il tutto con suoni e immagini video dell’alveare.

«Per me l’obiettivo – spiega l’artista – è dare voce alle api, sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla necessità di protezione di questo animale fondamentale per l’ecosistema e per la vita sul pianeta. Per questo uno dei focus che mi sono posto in questo progetto è anche quello di realizzare questa installazione in luoghi pubblici come musei, gallerie d’arte e aeroporti».

dasp

Dasp – al secolo Domenico Palopoli – è anche un apicoltore che nella sua piccola azienda di Longobucco, in una vallata della Sila Greca, da otto anni produce miele biologico e sperimenta una serie di prodotti. «Avevo dei terreni di famiglia in campagna, lì ho iniziato la piccola impresa di miele bio. Il progetto è iniziato otto anni fa, durante la mia esperienza universitaria al Dams di Cosenza, dove mi sono laureato in Comunicazione. L’interesse è nato così, durante un laboratorio con le api, leggendo Karl von Frisch».

Sue complici sono state quindi le pagine dello zoologo austriaco e oppositore del regime nazista, vincitore del Nobel per la Medicina nel 1973, che per primo è riuscito a decodificare il linguaggio di questi insetti sociali che chiamiamo api. Oggi sappiamo che per comunicare, danzano. Una danza circolare e frenetica quando il cibo è nei paraggi oppure “a otto” ripetuto più volte, quando è più lontano. E sappiamo anche che sono in grado di riconoscere i colori e percepire la luce polarizzata per orientarsi nelle giornate nuvolose. 

Per due anni Dasp ha registrato i suoni degli alveari, microfonando le arnie. E incidendo il suono emesso dal rapidissimo battito delle quattro ali

In ogni angolo del mondo, ancora oggi, c’è chi sperimenta per provare a comunicare con loro o quantomeno riuscire ad ascoltarle o capire come dare loro voce. Molti lo fanno attraverso il suono, come Dasp: «Quello delle api non è un mondo che puoi apprendere facendo un corso, c’è tanto da scoprire, ci vogliono tanto tempo e tanta pratica. Ho approfondito più che potevo, ho conosciuto e incontrato apicoltori con cinquant’anni di esperienza, li ho frequentati e mi hanno insegnato che è un sapere in continuo divenire, c’è sempre qualcosa da imparare».

Il suo colpo di fulmine con questo mondo, essendo un sound designer e compositore, si è presto tradotto in suono. Per due anni Dasp ha registrato i suoni degli alveari, microfonando le arnie. E incidendo il suono emesso dal rapidissimo battito delle quattro ali, con la frequenza di 432 Hz che, secondo alcuni studiosi, favorisce il rilassamento e l’armonia perché interviene beneficamente sul riallineamento dei due emisferi cerebrali. Un suono che proprio per questo è conosciuto come “suono della natura”

«Per me l’obiettivo è dare voce alle api, sensibilizzare l’opinione pubblica alla protezione di questo animale fondamentale», sottolinea ancora Dasp. «Ho trascorso molto tempo a ricercare i suoni giusti e a registrare negli alveari i rumori ideali da inserire nel mix di questa traccia che accompagna le immagini. Ci sono dei passaggi ascoltando i quali si ha la sensazione che sono le api stesse a orchestrare e a tenere il tempo musicale della traccia!», racconta divertito. «In alcune fasi insomma le api hanno riprodotto con i ronzii le tonalità del brano ascoltato durante le fasi di registrazioni».

I 5 minuti di “Sound of life – il rumore della vita” sono stati divisi in quattro fasi. Nell’introduzione, proprio all’inizio della traccia, c’è una presentazione delle indiscusse protagoniste, ovvero le api. Subito dopo l’attenzione si sposta, focalizzandosi sul tentativo di evidenziare l’importanza che le api rivestono per l’intero ecosistema e per la nostra vita.

Infine, viene affrontato il tema della minaccia rappresentata dalle problematiche ambientali che viene sventata grazie all’innovazione. «C’è una denuncia delle problematiche ambientali che minacciano le api, ma ho voluto chiudere con un messaggio di speranza: i metodi innovativi possono riuscire a tutelare questo essere fondamentale per l’ecosistema».

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Rising Time: Elena e Andrea tornano in Calabria per lanciare i giovani artisti locali
Rising Time: Elena e Andrea tornano in Calabria per lanciare i giovani artisti locali

Il Museo dell’Emigrazione Italiana: un’esperienza diversa per sconfiggere i pregiudizi
Il Museo dell’Emigrazione Italiana: un’esperienza diversa per sconfiggere i pregiudizi

Ad Agrigento il Centro Pier Paolo Pasolini tra cultura, innovazione e inclusività
Ad Agrigento il Centro Pier Paolo Pasolini tra cultura, innovazione e inclusività

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

L’ex Ilva verrà commissariata, di nuovo – #882

|

A Lanusei classi quinte in gita durante le elezioni regionali: il diritto di voto è solo “a metà”

|

Auschwitz e Gaza: che cos’è l’essere umano?

|

Violenza di genere: “Tutti noi dovremmo mettere in discussione i nostri valori, opinioni e credenze”

|

Una nuova vita al Mulino Marghen, fra relazioni umane e natura

|

Destinazione Ogliastra, una rete per un approccio sostenibile e identitario al turismo nel territorio

|

Rising Time: Elena e Andrea tornano in Calabria per lanciare i giovani artisti locali

|

Il Museo dell’Emigrazione Italiana: un’esperienza diversa per sconfiggere i pregiudizi

string(8) "calabria"