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Consorzio di Gestione di Torre Guaceto

Consorzio di Gestione di Torre Guaceto

Il Consorzio di Gestione è stato costituito, dai Comuni di Brindisi e Carovigno e dall’Associazione Italiana per il WWF for Nature Onlus, nel dicembre 2000 con la finalità di gestire l’area protetta, sia terrestre sia marina denominata “Torre Guaceto” e delle aree limitrofe ad esse connesse. La Riserva di Torre Guaceto è costituita da un’area marina ed una terrestre.

Fin dalla sua nascita, il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto ha quale mission la conservazione e la protezione dell’ambiente e delle sue risorse, ma allo stesso tempo l’offerta di un’opportunità di sviluppo alla comunità locale. Sulla scia dell’impegno profuso in tal senso, il regolamento CE 761/01 EMAS II, come aggiornato dal Reg. CE n.1221/09, fornisce uno strumento riconosciuto per migliorare l’efficacia della gestione dell’Area Marina Protetta, per aumentare la visibilità nell’ambito del turismo sostenibile, per la conservazione del patrimonio ambientale e culturale, oltreché per la promozione dello sviluppo sostenibile.

La Riserva Naturale dello Stato è stata istituita con Decreto Ministeriale Ambiente del 4 febbraio 2000 ed ha una superficie di 1114 ettari a terra, è compresa nel territorio comunale di Carovigno e Brindisi, il 77% della quale occupata da coltivazione agrarie. La parte agricola della Riserva risulta occupata da seminativi e da oliveti secolari che qualificano notevolmente il paesaggio agrario dell’intera area.
La Riserva Naturale Marina è stata istituita con Decreto interministeriale del 4 dicembre 1991 ed ha una superficie di 2200 ettari a mare
Il tratto di mare antistante il litorale di Torre Guaceto rappresenta un tassello insostituibile nel mosaico della diversità biotica delle coste salentine.
A protezione di questo tratto di costa, infatti, sono state selezionate quattro zone a diverso grado di tutela:

  • due zone A ( a protezione integrale), che delimitano due tratti di mare antistante l’antica torre saracena comprendenti gli isolotti, dove è proibita qualsiasi attività antropica salvo quelle di interesse scientifico;
  • una zona B ( a protezione generale) , che si estende a partire dalla seconda insenatura a nord est della torre, in cui sono consentite solo le attività di balneazione dall’alba al tramonto;
  • una zona C , che comprende il rimanente tratto di mare compreso all’interno del perimetro della Riserva, dove è consentita la pesca e la navigazione, previa autorizzazione.
    E’ proprio l’istituzione di una riserva che ha consentito di preservare al meglio questo patrimonio naturalistico, oggi visitabile in ogni periodo dell’anno.

L’Area Marina Protetta e Riserva Naturale dello Stato comprende e racchiude un prezioso tratto di costa incontaminato e suggestivo dove il tempo sembra essersi fermato. Il parco si estende per un tratto di costa lungo 7 km. L’ultima costruzione realizzata dall’uomo su queste coste e la Torre di Guaceto, costruita nel 1500 dagli Aragonesi, come avamposto di avvistamento contro le invasioni dei turchi e da allora, grazie ad un continuo sforzo di conservazione, non conosce cemento. Proprio la torre domina da un alto promontorio sospeso sul mare il resto della Riserva, un territorio dalla sorprendente biodiversità: dalle terre interne degli ulivi secolari , veri e propri boschi di sculture viventi, interrotti solo da ingegnosi muretti a secco e sinuosi tratturi, alle alte dune a picco sul mare, costellate d’estate da bianchi gigli e sormontate da ginepri secolari, per scendere verso la macchia mediterranea retrodunale, ricca di racconti ed essenze.

Non si può rimanere affascinati dall’intrico di ambienti e paesaggi, dal susseguirsi di incontri ed emozioni, dalla varietà di colori e sensazioni che avvolgono e rapiscono piacevolmente, come il silenzio di una zona umida o come il mare che compare all’improvviso nascosto dalla vegetazione, in tranquille calette dalla sabbia dorata o dalle infinite conchiglie e dall’acqua cristallina, per continuare la scoperta in fondo al mare tra prati di Posidonia, pesci indisturbati e il prezioso coralligeno. Un paradiso di natura e colori sospeso sull’acqua dolce del sottosuolo, vera essenza e fonte di questa terra, il luogo dell’acqua dolce, come l’avevano battezzato i turchi che venivano dal mare (Gawsit diventato in seguito Guaceto). Alberi secolari e rare orchidee si mescolano alle creature del mare e ai segni degli uomini che nel tempo hanno abitato Torre Guaceto e ancora oggi continuano a rifugiarvisi per ritrovare il mare e la pace con la natura.

La realtà è stata mappata dalle ragazze e dai ragazzi delle scuole superiori per SOStenibilmente.

Ultimo aggiornamento del 31 Maggio 2021

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