Intelligenza artificiale e transizione ecologica stanno cambiando la mobilità in Italia
Entro il 2050 la mobilità cambierà radicalmente: ci sposteremo di meno e meglio, diminuendo i costi e le emissioni inquinanti. Ecco lo studio che lo prevede.
Secondo il Consumers’ Forum, il modo in cui ci muoviamo in Italia e il numero stesso degli spostamenti è destinato a cambiare radicalmente nei prossimi anni. Stando allo studio condotto dal Forum e pubblicato nei giorni scorsi, ogni giorno 40 milioni di italiani compiono degli spostamenti per andare a lavoro o a scuola o per svolgere altre attività quotidiane. Nel 2025 sono stati effettuati 102,7 milioni di spostamenti giornalieri, in media più di 2,5 al giorno a cittadino.
Quello che emerge con forza dal confronto con i dati degli ultimi dieci anni è una evidente diminuzione sia del numero degli spostamenti che della loro entità: «Se rispetto a dieci anni fa il numero complessivo degli spostamenti diminuisce del 4,1%, la distanza pro-capite percorsa giornalmente dalla popolazione mobile subisce un netto taglio, passando da una media di 36,1 chilometri del 2015 ai 23,3 chilometri del 2025, con una riduzione del 35,4%», sottolineano dal Consumers’ Forum.
Un altro dato rilevante è quello dell’impatto ecologico di questi spostamenti. Già diminuirne numero e ampiezza dà un deciso contributo all’abbattimento di emissioni, ma la buona notizia è che sembra indebolirsi la storica dipendenza degli italiani dall’auto privata. Secondo i dati ISTAT, il nostro è il paese europeo con il tasso di motorizzazione più elevato con 701 auto ogni 1000 abitanti – contro una media continentale di 568 –, con Catania che detiene il triste primato di 824 auto ogni 1000 abitanti. Dato aggravato dal fatto che il 25% delle auto in circolazione ha più di vent’anni.
C’è però, come detto, una incoraggiante novità, poiché negli ultimi dieci anni hanno iniziato a crescere sensibilmente i numeri degli spostamenti sostenibili – ovvero a piedi, in bici o con i mezzi pubblici –, che sono passati dal 27,6% al 34,7%. Un dato coerente con l’entità degli spostamenti: l’83,1% di essi è entro i 10 chilometri, dato anch’esso in miglioramento rispetto al 2015, quando gli spostamenti “brevi” erano il 73,6%.
Questo vuol dire che da un lato è vero che “gli italiani vanno in macchina pure a prendere un caffè”, ma dall’altro testimonia il fatto che il raggio della vita si sta progressivamente restringendo, orientandosi verso una quotidianità di prossimità, una riduzione di scala e magari la maggiore diffusione di professioni che si possono svolgere in smart working. Un riferimento in questo senso è la “città dei 15 minuti” un modello urbanistico ideato dallo scienziato colombiano ma francese d’azione Carlos Moreno e sposato da Anne Hidalgo, sindaca di Parigi, che prevede un design urbano che consenta di raggiungere servizi essenziali in massimo 15 minuti a piedi o in bici, riducendo l’uso dell’auto.
Un aspetto che incide anche sull’impatto economico: spostarsi costa mediamente 3567 euro all’anno alle famiglie italiane. Uno dei pochi dati negativi che emerge dalla ricerca è quello del marcato aumento del trasporto pubblico: i biglietti degli autobus hanno subito un rincaro del 13%, quelli ferroviari sono cresciuti in media del 25,5%, quelli dei traghetti del +52,4% e quelli aerei addirittura del 138,4%. Se facciamo una media risulta che rispetto a dieci anni fa spostarsi con un mezzo collettivo costa il 43,1% in più.
Il Consumers’ Forum dedica particolare attenzione anche al ruolo dell’intelligenza artificiale, che potrebbe fornire interessanti soluzioni capaci di migliorare l’efficienza e la qualità del trasporto pubblico, rendere più sicuri e meno impattanti dal punto di vista ambientale gli spostamenti e aumentare la qualità dei servizi offerti all’utenza. Passaggio, quest’ultimo, fondamentale se si vuole estirpare la dipendenza dall’auto privata, che è probabilmente la causa principale di tutti i problemi legati alla mobilità in Italia, dall’insicurezza ai morti sulle strade, dal congestionamento all’aumento dei prezzi.
Vuoi approfondire?
Ascolta la nostra intervista all’architetto urbanista Matteo Dondè.






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