Ci ha lasciato Claudia Frizzarin, attivista per i diritti delle persone con disabilità
È morta Claudia Frizzarin, la trentanovenne padovana che da anni si batteva per accessibilità, inclusione e autodeterminazione delle persone con disabilità.
Pochi giorni fa è morta a 39 anni Claudia Frizzarin, padovana, attivista che si è sempre battuta in modo instancabile per i diritti delle persone con disabilità, in particolar modo per temi con accessibilità, inclusione e autonomia. “Il messaggio che vogliamo trasmettere è quello che riguarda l’importanza dell’autodeterminazione e della vita indipendente. Tema fondamentale che permette di vivere una vita in piena libertà di scelta. Crediamo che avere la possibilità di scelta di come vivere la propria vita sia un diritto fondamentale di ogni cittadino e cittadina”.
Così Claudia Frizzarin ci parlava lo scorso anno, quando l’abbiamo intervistata per farci raccontare come procedeva l’organizzazione del primo Disability Pride Veneto, la sua regione, che grazie alla sua tenacia era appena entrata nella rete dei Disability Pride italiani. “Siamo consapevoli che essendo una prima edizione non porterà un cambiamento fondamentale, però vogliamo far sentire la nostra presenza e far sentire che siamo parte anche noi della società, in modo attivo e costruttivo”, ci spiegava con realismo e con determinazione.
Claudia Frizzarin era anche la co-fondatrice di Muoversi In Libertà, associazione nata nel 2020 con l’obiettivo d “sull’abbattimento delle barriere architettoniche e dei pregiudizi, degli stereotipi che coinvolgono il mondo della disabilità. “Sono in carrozzina dalla nascita, affetta da una patologia rara, che semplificando, non mi ha formato correttamente gli arti inferiori. Ho deciso di creare quest’associazione, assieme ad altri amici, per dare voce a un mio pensiero. L’essere ‘diverso’ è una condizione naturale, lo siamo tutti. Il fatto che io sia seduta e che mi muova su 4 ruote non mi rende però diversa da chi cammina. Attraverso questo pensiero vorremmo cercare di combattere i pregiudizi presenti al giorno d’oggi”, scriveva Claudia.
Fra i progetti che seguiva c’era anche This Ability, che attraverso eventi sportivi, artistici e culturali vuole proporre un vero cambiamento culturale, attraverso una società più consapevole creando una rete che valorizzi la persona oltre la disabilità. “Non fiori ma opere di inclusione” è il messaggio che Muoversi In Libertà e This Ability hanno rivolto alle persone che hanno partecipato all’ultimo saluto a Claudia, secondo cui “avere la possibilità di scelta di come vivere la propria vita è un diritto fondamentale di ogni cittadino e cittadina”.






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