Genova bandisce il circo con animali. Ecco cosa dice la legge
Il capoluogo ligure si schiera contro il circo con animali vietando uno spettacolo del Circo Africa di Paolo Orfei previsto dal 12 al 16 febbraio.
La Giunta comunale di Genova ha vietato al circo con animali di Paolo Orfei di stabilirsi in città, dove dal 12 al 16 febbraio si sarebbero dovuti tenere gli spettacoli. Lo ha comunicato Francesca Ghio, consigliera comunale con delega alla tutela degli animali. La decisione, sostenuta con forza dalla sindaca Silvia Salis, ha raccolto molti commenti entusiasti, come quello dell’attivista e avvocata Cathy La Torre, che ha commentato: “Genova ha dimostrato che si può fare. Ora tocca al governo”.
In prima fila non poteva mancare la LAV, che scrive: “Ringraziamo il Comune di Genova per la scrupolosità con cui ha esaminato la richiesta di attendamento del circo. Ci auguriamo che la mozione ottenga il sostegno trasversale da parte di tutte le forze politiche: il superamento dello sfruttamento degli animali nei circhi è un tema non più procrastinabile. Si tratta di un segnale chiaro: le politiche locali sono sempre più orientate verso il superamento di una pratica che non garantisce il benessere degli animali”.
Già, perché il quadro legislativo attuale non aiuta chi cerca di porre fine alla barbarie del circo con animali, ingiustificabile sia dal punto di vista etico che da quello scientifico – “70 etologi, veterinari e biologi di fama mondiale hanno firmato un documento che, citando articoli e studi scientifici, dimostra come la vita nei circhi sia incompatibile con le esigenze etologiche e fisiologiche degli animali. Numerosi pedagogisti inoltre sostengono che mostrare animali selvatici fuori contesto, ridotti a marionette, trasmette un messaggio profondamente sbagliato ai bambini: insegna che possiamo dominare, ammaestrare, possedere”, scrive l’etologa Chiara Grasso.
Eppure, nonostante ciò, a livello nazionale non esiste ancora una legge che vieti il circo con animali. O meglio: esiste ma non viene attuata: a giugno scorso il Governo Meloni ha deciso di rinviare ancora una volta l’entrata in vigore del decreto attuativo che vieta l’uso di animali nei circhi, posticipando la scadenza dal 18 agosto 2025 al 31 dicembre 2026. Si tratta della terza proroga consecutiva, che allontana ulteriormente l’applicazione della legge-delega sullo spettacolo, approvata nel 2022 con l’intento di porre fine allo sfruttamento animale nel settore circense.
E non è tutto: anche le singole iniziative, come quella del Comune di Genova, rischiano di infrangersi contro un muro giuridico. Con la sentenza numero 7610 del 30 settembre 2025 infatti, il Consiglio di Stato ha proibito ai singoli Comuni di vietare il circo con animali. Ribaltando la pronuncia del TAR della Lombardia infatti, i giudici hanno precisato che la competenza spetta esclusivamente allo Stato. Che però, come abbiamo visto, continua a sfuggire ai propri oneri con ripetuti rinvii del decreto attuativo.
Un atteggiamento che stride anche con la posizione dell’opinione pubblica. “Oltre il 76% degli italiani – sottolinea la LAV – è contrario all’uso degli animali nei circhi e il 79% è favorevoli a destinare i fondi pubblici, attualmente devoluti ai circhi con animali, solamente a favore di circhi che si riconvertiranno, proponendo spettacoli con giocolieri, trapezisti e altri numeri, senza l’uso di animali. In linea con l’opinione degli italiani, sempre più Regioni e Comuni [compreso quello di Genova, ndr] hanno approvato mozioni o ordini del giorno per sollecitare il Ministro della Cultura Giuli a emanare il Decreto attuativo per il superamento dell’uso di tutti gli animali nei circhi”.
Vuoi approfondire?
Clicca qui per sostenere la campagna della LAV “Basta animali nei circhi”.






Commenta l'articolo
Per commentare gli articoli registrati a Italia che Cambia oppure accedi
RegistratiSei già registrato?
Accedi