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11:24 3 Aprile 2026 | Tempo lettura: 3 minuti

Sta per tornare il Festival di Letteratura Working Class, all’ex Gkn

Dal 10 al 12 aprile torna a Campi Bisenzio il Festival di Letteratura Working Class. Al centro c’è la “transizione”: della fabbrica, del lavoro e di un conflitto che continua a cercare sbocchi concreti.

Autore: Redazione
festival ex gkn letteratura working class
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Dal 10 al 12 aprile 2026 il presidio dell’ex Gkn di Campi Bisenzio ospiterà la quarta edizione del Festival di Letteratura Working Class, organizzata da Edizioni Alegre, dal Collettivo di fabbrica ex Gkn e da una rete di realtà culturali e sociali del territorio.

La letteratura working class è la letteratura che nasce dal punto di vista delle classi lavoratrici e che racconta lavoro, sfruttamento, conflitto sociale, precarietà, dignità, appartenenza di classe e desiderio di trasformazione.

Questa quarta edizione s’intitola “Senza chiedere permesso”. Il motivo di questa scelta è spiegato nel comunicato degli organizzatori: “Di fronte a un Consorzio regionale che avrebbe dovuto dichiarare la pubblica utilità dell’area industriale dell’ex Gkn, e che in un anno invece non ha deliberato nulla, faremo il festival «senza chiedere permesso», ispirandoci al titolo di un documentario dedicato all’operaio Pietro Perotti, autore del libro I cessi di Mirafiori. Così come senza chiedere permesso, attraverso l’azionariato popolare, gli operai del Collettivo di fabbrica provano, con mezzi di fortuna e contro tutto, a far partire la reindustrializzazione”.

Quella dell’ex Gkn è una storia emblematica. Il 9 luglio 2021 la multinazionale Gkn Driveline Firenze, controllata dal fondo britannico Melrose, comunicò l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per centinaia di lavoratori dello stabilimento di Campi Bisenzio. Pochi mesi dopo il Tribunale di Firenze giudicò illegittima quella procedura, riconoscendo le violazioni nelle relazioni sindacali.

Da allora la vertenza è passata attraverso cambi di proprietà, promesse mancate e nuovi colpi di scena: nel dicembre 2024 la Regione Toscana ha approvato la legge sui consorzi industriali pubblici, nata anche sull’onda della mobilitazione ex Gkn, ma nel 2025 e poi ancora nel 2026 la situazione è rimasta appesa fra tribunali, procedure societarie e ritardi istituzionali. Nell’aprile 2025 sono arrivate 121 lettere di licenziamento ai lavoratori rimasti.

In questi anni il Collettivo di fabbrica non è rimasto confinato alla sola difesa occupazionale. Ha sviluppato un piano di riconversione ecologica della fabbrica (sostenuta dall’azionariato popolare) e provato a costruire convergenze sociali con movimenti climatici, realtà mutualistiche, mondo della cultura e mobilitazioni internazionaliste. Anche per questo, negli ultimi mesi, è stato fra i promotori più visibili di diverse iniziative fiorentine per Gaza, dagli “Urli per Gaza” ai cortei che hanno intrecciato la questione palestinese con quella del lavoro, della guerra e del riarmo.

Non è un caso che la parola chiave dell’edizione di quest’anno sia “transizione”. Una transizione che riguarda insieme l’immaginario, la fabbrica e il territorio: da una parte il logoramento di una vertenza che dura da quasi cinque anni, dall’altra il tentativo di non lasciare che la crisi industriale venga raccontata come un destino già scritto. Ma anche una transizione rispetto a un modello economico e politico fondato su guerra, sfruttamento e devastazione ambientale.

Il festival, che prevede una serie molto ricca di eventi, presentazioni, concerti, si terrà ancora una volta dentro lo stabilimento, confermando la scelta di fare della produzione culturale uno strumento di lotta e di presidio civile.

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