Le nuove linee guida alimentari americane: poco salutari e poco sostenibili
Sono uscite la nuove linee guida alimentari degli Stati Uniti. L’obiettivo è rivoluzionare lo stile alimentare degli americani, ma agli storici elementi critici come carni rosse e zuccheri se ne aggiungono altri.
Il Ministro della Salute Robert Kennedy le presenta come un elemento di forte rottura rispetto al passato – rottura che sarebbe testimoniata anche dalla presentazione grafica della nuova piramide alimentare, disegnata con la punta verso il basso –, ma nelle nuove linee guida alimentari degli Stati Uniti rimangono i “nemici” storici della popolazione USA, dalle carni rosse agli alcolici, dai cibi processati ai latticini. Un problema grave in un paese in cui le malattie cardiache sono la prima causa di morte e patologie come obesità, diabete di tipo 2 e sindrome metabolica sono molto diffuse.
Il cavallo di battaglia delle linee guida alimentari proposte da Kennedy è il limite del 10% di grassi saturi nella dieta. Peccato che la stessa American Heart Association raccomandi di non superare il 6%. Inoltre vengono inclusi alimenti come burro e sego di manzo – equiparati all’olio d’oliva come condimenti –, con concentrazioni di grassi saturi altissime, fino all’80%, e non viene posto alcun limite alle bevande alcoliche, di cui si sconsiglia il consumo in maniera molto generica, così come avviene per bevande ricche di zuccheri e di caffeina.
D’altra parte lo stesso Kennedy ha dichiarato conclusa la guerra ai grassi saturi, che vengono definiti “una componente naturale” di alimenti quali carne, pesce, latticini, frutta secca, olive e avocado. Viene promessa anche la fine della demonizzazione delle proteine, che nelle nuove linee guida alimentari rivestono un ruolo centrale, insieme alla raccomandazione eat real food ovvero “mangiate cibo vero”, in riferimento all’abitudine degli statunitensi di consumare cibi ultra-processati, in particolare in tenera età – si stima che il 60% delle calorie assunte dai bambini provenga da questi alimenti.
Le critiche al nuovo piano sono piovute in abbondanza, visto che – nonostante le promesse di make America healty again – non sembra assolutamente in grado di risolvere uno dei principali problemi socio-sanitari d’oltreoceano. Inoltre, come fa notare fra gli altri Essere Animali, non c’è alcuna attenzione all’impatto ecologico del cibo: “Promuovere un maggiore consumo di carne e latticini in piena emergenza climatica significa ignorare dati scientifici consolidati e contribuisce in modo diretto al collasso ecologico. È un vero e proprio suicidio ambientale”, sostiene l’associazione animalista.
Una sonora bocciatura arriva anche dalla celebra biologa molecolare e storica sostenitrice della salute pubblica Marion Nestle, secondo cui le nuove linee guida alimentari sono “confusionarie, contraddittorie, ideologiche e retrò: sembra di essere tornati indietro agli anni ’50, quando si mangiava molta carne e formaggi senza preoccuparsi dei vegetali e le malattie cardiovascolari erano molto diffuse. Non tengono conto di 75 anni di studi che promuovono come salutare una dieta a base vegetale”.






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