MeWe è tra i finalisti del premio Future4Cities 2025
MeWe è uno dei cinque finalisti nella sezione “Progetti dal Basso” del premio Future4Cities. Fino al 5 settembre è possibile votare.
Il progetto di MeWe – un progetto che promuove e sviluppa modelli abitativi innovativi basati sulla condivisione – denominato “Domanda Viva – Quando le famiglie generano innovazione sociale” è tra i finalisti del Premio Future4Cities 2025 nella categoria Progetti dal Basso. Selezionato tra più di 200 candidature da tutta Italia, questo riconoscimento conferma l’importanza e la necessità di ripensare alle diverse forme possibili dell’abitare.
Negli ultimi mesi, grazie a MeWe, su Italia che Cambia abbiamo avuto modo di approfondire questo argomento. MeWe lavora come promotore immobiliare specializzato in progetti di abitare condiviso, da quelli di tipo collaborativo – come il cohousing – a quelli dedicati all’inclusione sociale, fino alle diverse forme di struttura alloggiativa temporanea, il coliving. L’abitare collaborativo è dunque molto più ampio di quello che comunemente si intende con il termine cohousing. Si può dare vita a un progetto di abitare collaborativo in un condominio, ma anche in un quartiere, senza restringere il campo ai limiti strutturali di una singola abitazione.
“Domanda Viva” nasce dalla richiesta di alcune famiglie e da domande come “dove vivrà mio figlio quando non ci sarò più?”. MeWe ha trasformato questa esigenza in soluzioni concrete dell’abitare costruendo percorsi di autonomia abitativa supportati da tecnologie e servizi comunitari. A selezionarlo è stata la giuria di esperti di Future4Cities, il festival delle idee, persone e progetti che trasformano le città in Italia. Dal 26 al 28 settembre nel corso della terza edizione di Future4Cities a Torino verranno decretati vincitori i progetti che hanno ottenuto più voti. È possibile votare fino al 5 settembre.
«Abbiamo partecipato pensando di essere “troppo piccoli” rispetto al palcoscenico di Future4Cities. Non ci sentivamo adeguati nonostante in questi anni avessimo raccolto tanto materiale e realizzato tanti progetti. Abbiamo mandato il progetto senza aspettarci nulla. In altri casi ci è successo di partecipare con maggiore convinzione», commenta Natalia Ardoino, ideatrice di MeWe insieme a Lucio Massardo.
Il progetto presentato da MeWe esplora percorsi di autonomia che nascono dal basso con un modello replicabile di cohousing collaborativo per persone con fragilità. In un’ottica di reciprocità il proprio punto di forza può essere d’aiuto a una fragilità altrui e viceversa, e la fragilità una risorsa per l’intera comunità. Per votare clicca qui.






Commenta l'articolo
Per commentare gli articoli registrati a Italia che Cambia oppure accedi
RegistratiSei già registrato?
Accedi