È morta Biruté Galdikas, la scienziata che ha cambiato il modo di guardare agli oranghi
È morta il 24 marzo a 79 anni Biruté Galdikas, tra le più importanti primatologhe del Novecento. Nel Borneo ha dedicato oltre mezzo secolo allo studio e alla tutela degli oranghi e delle foreste tropicali.
È morta il 24 marzo, a 79 anni, Biruté Galdikas, considerata una delle massime esperte mondiali di oranghi e una figura centrale della conservazione dei grandi primati. A ricordarla in queste ore sono numerose organizzazioni ambientaliste e scientifiche, fra cui il Jane Goodall Institute e la Orangutan Foundation International, l’organizzazione da lei fondata nel 1986 per proteggere gli oranghi e il loro habitat.
Il nome di Galdikas è legato soprattutto al Borneo, dove all’inizio degli anni Settanta avviò una ricerca sul campo che avrebbe cambiato la conoscenza scientifica di una specie allora ancora poco studiata in natura. Fu il paleoantropologo Louis Leakey a volerla nel gruppo delle tre studiose che hanno segnato la storia della primatologia contemporanea: Jane Goodall per gli scimpanzé, Dian Fossey per i gorilla e proprio Biruté Galdikas per gli oranghi. Il suo lavoro a Camp Leakey, nella regione di Tanjung Puting, ha prodotto osservazioni decisive sul comportamento, la socialità e l’ecologia di questi animali schivi e difficili da seguire nella foresta tropicale.
Ma la sua eredità non è soltanto scientifica. Nel corso di oltre cinquant’anni Galdikas ha trasformato la ricerca sul campo in una pratica di difesa attiva degli ecosistemi, denunciando la distruzione delle foreste pluviali del Borneo, l’espansione delle piantagioni industriali e il traffico illegale di fauna selvatica. Attraverso Orangutan Foundation International ha sostenuto programmi di riabilitazione per gli oranghi orfani, tutela delle aree forestali e educazione ambientale, contribuendo a rendere visibile a livello globale il legame stretto fra crisi climatica, deforestazione e sopravvivenza dei primati.
Biruté Galdikas è ricordata anche per la sua determinazione tenace e la capacità di tenere insieme scienza, denuncia e protezione ambientale. Un insegnamento fondamentale in un momento in cui gli oranghi continuano a essere minacciati dalla perdita di habitat, dagli incendi e dalla pressione delle attività estrattive e agricole. La sua morte chiude una stagione storica della primatologia, ma lascia anche una rete di ricerca, attivismo e conservazione che continua a lavorare sul terreno.






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