NO TAV in azione a Vicenza per salvare un bosco dai cantieri
Due aree verdi del vicentino sono oggetto di sgombero per fare posto ai cantieri per l’alta velocità. I manifestanti NO TAV stanno presidiando la zona insieme ai comitati locali.
Due polmoni verdi adiacenti alla linea ferroviaria – Ca’ Alte e il bosco Lanerossi – sono minacciati dai cantieri TAV a Vicenza. Dal 5 luglio è cominciato il presidio permanente al bosco di Ca’ Alte a cui partecipano i movimenti NO TAV e l’assemblea I Boschi che Resistono. Cittadini e cittadine si schierano contro il progetto che prevede un’area cantieristica di più di 170.000 metri quadri con circa 6 chilometri di nuove linee ferroviarie e una trentina di chilometri di strade.
Una robusta cementificazione di un’area dove insistono due piccoli boschi urbani, che però non saranno i soli a essere eliminati. Anche circa duecento famiglie hanno dovuto abbandonare le loro case che sono state espropriate, con un problema sociale non da poco: gli indennizzi infatti hanno compensato le perdite dei proprietari, ma gli affittuari sono rimasti senza una casa nel giro di poco tempo e stanno affrontando le difficoltà generate da un mercato immobiliare saturato in particolare dai lavoratori americani della base militare Dal Molin.
Il luglio del movimento NO TAV prevede una serie di diversi appuntamenti – concerti, laboratori, spettacoli teatrali e un’anguriata – per presidiare e rendere vivi i due boschi Ca’ Alte e Lanerossi. Nella mattinata di oggi, lunedì 8 luglio, la tensione è salita: “Dopo aver chiuso l’accesso al bosco da ogni lato, da qualche ora sono iniziate le operazioni di sgombero, con tantissimi mezzi e decine e decine di agenti”, scrivono gli attivisti e le attiviste di I Boschi che Resistono.
Anche le istituzioni locali non nascondono la preoccupazione per ciò che sta avvenendo: «Come abbiamo già richiesto ufficialmente, prima dell’apertura dei cantieri vogliamo sapere se sarà possibile salvare il bosco Lanerossi e tutto il verde che può essere tutelato in quell’area», ha detto il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai. «In questi dodici mesi, anche grazie al lavoro di attivisti e cittadine e cittadini, è emerso con chiarezza il valore naturalistico e ambientale di questi boschi, dove è stato rinvenuto anche un raro esemplare di liquidambar».
Aggiornamento delle 18:44
Leggiamo e riportiamo dal canale Telegram di Extinction Rebellion: “Dopo l’intervento degli idranti, tante persone sono adesso barricate all’ingresso del bosco e alcune di loro si sono arrampicate sugli alberi, a 15 metri di altezza. Ricorderemo questi anni come il periodo in cui l’Italia ha affrontato una siccità senza precedenti, e lo Stato gestiva così le risorse idriche disponibili”.






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