Nessuno vuole il rigassificatore: Piombino nega la proroga della concessione
La Toscana non vuole prorogare la concessione, la Liguria non vuole concederne una nuova: SNAM non sa dove spostare il suo rigassificatore.
Dopo una lunga trattativa culminata con il diniego da parte della Regione Liguria – abbiamo seguito tutto l’iter in questa inchiesta –, la nave rigassificatore che da tre anni opera nelle acque del porto di Piombino non sa dove andare. La concessione della Regione Toscana infatti scadrà a luglio 2026 e, dopo il “no” incassato dalla Liguria, SNAM – colosso dell’energia proprietario della nave – non sa dove spostarla e sta quindi insistendo perché Regione e Comune toscani proroghino la concessione.
Il compito del rigassificatore è quello di convertire il gas naturale liquefatto, o GNL, in forma gassosa permettendone così l’immissione nella rete di distribuzione nazionale. Il gas estratto non viene infatti trasportato nella sua nella sua forma naturale, perchè i volumi occupati sono estramente superiori; viene quindi trasformato in forma liquefatta e una volta giunto nel rigassificatore viene sottoposto al processo opposto.
Il suo impatto sull’ecosistema marino dell’area di Piombino è significativo: nonostante il già elevato livello di inquinamento, queste acque ospitano elementi naturali fondamentali per l’equilibrio del mare, come una foresta di posidonia e il santuario dei cetacei. Il rigassificatore preleva l’acqua marina e la ributta, dopo il trattamento, a una temperatura molto bassa – -7°C – e arricchita con candeggina. A questo vanno aggiunte le emissioni generate e liberate dell’aria di Piombino, già fortemente contaminata tanto da abbassare l’aspettativa di vita delle persone che vivono qui di un anno rispetto alla media regionale.
Se da un lato il Governo punta molto su questo impianto per alimentare la sua strategia energetica ancora ampiamente basata su fonti fossili, dall’altra il Governatore della Regione Toscana Eugenio Giani – che nel 2022 aveva autorizzato il rigassificatore in qualità di commissario – ribadisce che la scadenza di luglio 2026 è improrogabile e dopo quella data la nave dovrà abbandonare il porto di Piombino. Giani giustifica la sua decisione anche con la mancata realizzazione di una serie di opere compensatorie previste dall’accordo del 2022, non ancora portate a termine.
Sulla stessa linea il Sindaco di Piombino Francesco Ferrari, secondo cui la sua città “ha ospitato un’infrastruttura impattante proprio perché era stato chiaramente definito un termine certo. Oggi quello stesso presupposto rischia di venire meno ed è un fatto che non possiamo accettare con leggerezza. Ci confronteremo con il Governo e con la Regione e nel caso in cui dovesse prospettarsi una permanenza oltre i termini stabiliti, pretenderemo il pieno rispetto di tutte le autorizzazioni previste dalla legge e garanzie puntuali e verificabili sul piano della sicurezza e della tutela ambientale”, ha dichiarato a Livornotoday.






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