Dopo che in tanti ne avevano predetto il fallimento, Tesla è oggi la seconda azienda automobilistica al mondo. Musk si appresta a mandare in pensione l’auto tradizionale, anche se le auto elettriche da sole non risolveranno i problemi della mobilità. Mentre il governo spagnolo dichiara l’emergenza climatica, un nuovo report fa luce sulle multinazionali che fanno causa agli stati per via che approvano leggi ambientali.
Tutti o quasi i quotidiani nazionali aprono con le dimissioni di Di Maio da leader del Movimento 5 Stelle. Intanto Pechino prende misure drastiche per debellare sul nascere la possibile epidemia di coronavirus, mentre a Davos un rapporto del Circolar Economy Think Thank diffonde dati allarmanti sul consumo di risorse globale. Ma a Coca-Cola questo non sembra interessare.
Nella puntata di oggi parliamo dell’atteso incontro/scontro fra Greta Thunberg e Donald Trump a Davos e di una nuova tecnologia che, secondo l’editorialista del Guardian George Monbiot, potrebbe permetterci di sfamare la popolazione mondiale utilizzando pochissimo suolo, energia e senza utilizzare pesticidi (ma è davvero così?).
Il misterioso virus cinese simile alla Sars prende piede, ma più sulle prime pagine dei giornali che – fortunatamente – fra le persone. Intanto a Davos inizia oggi il World economic forum, e sale l’attesa per il previsto incontro fra Trump e Greta Thunberg. Trump che è atteso anche al Senato U.s. per l’avvio dell’ultima fase della procedura di impeachment. Mercalli sulla Stampa parla invece dell’inquinamento in Pianura Padana.
Oggi parliamo dell’incontro di Berlino sulla Libia, della manifestazione delle sardine a Bologna – e di cosa possiamo aspettarci da questo movimento -, del phase out della Germania dal carbone che sta destando diverse perplessità per le modalità con cui è stato pianificato, e della nuova strategia cinese per abolire l’utilizzo della plastica usa e getta.
I giornali italiani titolano con la decisione della Consulta di bocciare il referendum sulla legge elettorale proposto dalla Lega. Ma cosa succede al Cremlino, dove Putin propone strani cambiamenti nell’assetto del potere in Russia?
Cina e Stati Uniti firmano una tregua sui dazi, ma è veramente la fine della guerra commerciale? E qual è la strategia di Trump in Iran, alle soglie dell’inizio della procedura di impeachment? Nel frattempo a Davos sta per iniziare il World economic forum preannunciato come il “più green di sempre”. Mentre Eni viene condannata per una pubblicità ingannevole sul biodiesel.
Perché quella di ieri è stata una giornata storica? Per almeno due motivi! A Strasburgo è stato presentato il piano d’investimenti per il Green deal europeo, il piano di transizione ecologica più ambizioso fin qui presentato da un continente per raggiungere le emissioni zero entro il 2050. E perché Larry Fink, ad di BlackRock, la società di investimenti più grande al mondo, ha detto alle società in cui investe di essere pronto a disinvestire se non si impegnano a sufficienza per la sostenibilità ambientale.
I social hanno creato le fake news o sono sempre esistite? Cosa sono, e come mai è così difficile liberarsene? E cosa hanno a che fare con i bias cognitivi e con la struttura della nostra società? In questa puntata speciale proviamo a rispondere a queste domande e a scoprire quali antidoti abbiamo contro la falsa informazione.
Sembra ormai scongiurata l’ipotesi di una guerra Usa-Iran, tuttavia l’uccisione del generale Suleimani sembrerebbe avere effetti piuttosto inaspettati nei rapporti fra Stati Uniti e Iraq. Anche in Libia la situazioni si distende momentaneamente, con le due fazioni che accettano il cessate il fuoco proposto da Putin e Erdogan. Domani sarà presentato a Strasburgo il maxi piano di investimenti dell’Ue per la transizione ecologica e la Stampa pubblica alcune indiscrezioni.
Nella rassegna di oggi ci aggiorniamo sulla situazione in medio oriente, in Iran e Libia, parliamo di Brexit, con la Camera dei Comuni che ha ratificato ieri l’accordo (mettendo anche fine al progetto Erasmus), e scopriamo che in Bangladesh la Corte Suprema ha obbligato il governo a vietare la plastica monouso, in seguito a una petizione.
Parliamo ancora di Iran e Stati Uniti, con la situazione che sembra distendersi leggermente dopo l’escalation dei giorni scorsi. Intanto in Francia proseguono gli scioperi legati alla riforma delle pensioni voluta da Macron. Un articolo del Guardian fa luce sul modello di produzione insostenibile che sta dietro al latte di mandorla, che sta decimando la popolazione di api americana.
L’Iran risponde con un attacco missilistico nella notte a due basi americane in Iraq all’uccisione del generale Soleimani di venerdì scorso. Trump sembra indeciso sul da farsi e manda messaggi contraddittori mentra ad approfittarsi della situazione potrebbe essere l’Isis. Intanto il bollettino degli incendi in Australia continua a peggiorare, si parla di 1 miliardo di animali morti e dell’uccisione di 10mila cammelli rei di bere troppa acqua potabile.
La situazione geopolitica internazionale dopo l’uccisione del generale Soleimani da parte degli Usa tiene banco ormai da diversi giorni sui giornali di tutto il mondo. Ricostruiamo i fatti per provare a fare chiarezza sull’accaduto e sui possibili scenari che si prospettano da qui in avanti.
In Australia la situazione incendi è sempre più fuori controllo: 18 persone uccise, mille abitazioni distrutte, mezzo miliardo di animali morti. I numeri di una catastrofe senza precedenti. In Medio oriente intanto Erdogan decide di mandare le truppe in Libia per difendere il suo controllo sul Mediterraneo, mentre la corsa agli armamenti torna a spaventare lo scenario geopolitico mondiale. Parliamo anche del nuovo governo spagnolo, delle discariche a Roma e dei fatberg!
Inauguriamo il 2020 parlando di una sentenza storica della Corte Suprema olandese: lo stato è obbligato a ridurre le emissioni climalteranti per non violare i diritti umani. Intanto in Austria i verdi si alleano con il partito popolare (di destra) per formare un nuovo governo. Un articolo del Post parla di come sia impossibile per le compagnie aeree essere realmente sostenibili, mentre esce finalmente in italiano lo studio dello European environmental bureau “Decoupling debunked”.
Il 2019 è giunto al termine. Cogliamo l’occasione per ricapitolare quali sono state, a nostro avviso, le notizie più importanti dell’anno. Dalle tragedie ambientali come gli incendi, passando per i fallimenti dei negoziati sul clima e la crescita della consapevolezza sulla crisi climatica, fino ad arrivare alla Brexit.
L’anno volge al termine e dunque eccoci con una puntata speciale di #IoNonMiRassegno dedicata alle 7 cose che abbiamo capito (o che crediamo di aver capito) in questo 2019 grazie a Italia che Cambia, dall’interesse generato dalle storie sul cambio vita e l’educazione all’aria aperta, al tema dell’immaginario, all’importanza di celebrare! Buona visione.
Oggi parliamo di transizione energetica nel Regno Unito, del rapporto fra acqua e guerra ma anche e soprattutto fra acqua e pace, delle proteste in India e Thailandia contro i governi e di due casi che riguardano le multinazionali: non si è presentato un testimone chiave nel processo a Eni e Shell per corruzione e dalle Filippine arriva la notizia che si possono portare in tribunale le corporation per l’inquinamento che producono.
I media nostrani aprono con la fusione FCA-Peugeut, il referendum sul taglio dei parlamentari e l’impeachment per Donald Trump. Ma è giunto anche il momento di occuparci di Greta Thunberg, per via dei numerosi articoli che cercano di screditare la giovane attivista svedese. In chiusura parliamo di salute mentale e inquinamento.