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29 Nov 2017

Rifiuti pericolosi: tremila tonnellate scaricate nelle campagne torinesi

Scritto da: Alessandra Profilio

Rifiuti illeciti smaltiti nella perfieria di Torino. Denunciato l’amministratore della società immobiliare autrice del gesto. In corso accertamenti per rintracciare i materiali inquinanti.

Oltre tremila tonnellate di rifiuti. I Carabinieri del Noe di Torino hanno scoperto in un’area industriale alla periferia della città una discarica a cielo aperto frutto di un traffico di smaltimento illecito di rifiuti. I militari hanno denunciato un settantenne torinese, amministratore di una società immobiliare, e due nomadi.

L’episodio è accaduto in seguito al fallimento di un’azienda attiva nelle costruzioni stradali. Il curatore fallimentare al termine della procedura concorsuale si è accordato per lo smaltimento dei rifiuti rimasti con la società immobiliare, proprietaria del capannone e dello spiazzo circostante su cui operava la ditta fallita. Il tutto nel rispetto della normativa ambientale.

La proprietà, però, invece di rivolgersi a una ditta autorizzata, ha fatto ricorso a un gruppo di nomadi che, a poco prezzo e in modo completamente illecito, ha scaricato i materiali (vernici, solventi, fusti contenenti oli esausti e bitumi, pneumatici, batterie e parti di autoveicoli, terre di scavo e legname) nelle campagne torinesi con grave danno per l’ambiente.

Al momento sono ancora in corso accertamenti per rintracciare i rifiuti illecitamente smaltiti.

Finché non si agirà con forza per contrastare questi fenomeni con una legislazione più severa e con reali azioni di controllo sarà difficile poterci definire un paese civile!

In attesa che le istituzioni mettano in campo politiche efficaci, non ci resta – come sempre – che ricordarci che il cambiamento parte da noi, dalle nostre azioni quotidiane e dal controllo del territorio in cui viviamo.

Se vuoi attivarti per cambiare la situazione relativa ai cicli produttivi e alla gestione dei rifiuti leggi i risultati del tavolo rifiuti nella sezione “visione 2040” di Italia che Cambia.

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