18 Apr 2019

Invecchiamento attivo: il Piemonte valorizza nuove risorse per l’intera comunità

Scritto da: Lorena Di Maria

Una nuova legge per la promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo è stata approvata proprio in questi giorni in Piemonte, volta a favorire una maggior partecipazione e protagonismo delle persone di età avanzata alla vita sociale e culturale attraverso iniziative territoriali. Obiettivo è riconoscere il contributo che tali soggetti possono dare alla comunità, incentivando una maggior solidarietà nei rapporti intergenerazionali.

Valorizzare le persone anziane e contribuire a far crescere il loro ruolo attivo nella società. Ma non solo, promuovere l’invecchiamento attivo e trasformarne i limiti in potenzialità e risorse per l’intera comunità.
Si tratta della nuova Legge Regionale piemontese n. 17 del 9 aprile dal nome “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo”, che si impegna a diffondere una nuova cultura della solidarietà per questa fascia di popolazione.

Secondo la definizione dell’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, l’invecchiamento attivo rappresenta “un processo di ottimizzazione delle opportunità relative alla salute, partecipazione e sicurezza, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane”.

Un’attenzione che deriva proprio dal costante incremento delle prospettive di vita e dai continui mutamenti di tipo socio-economico, che sollecitano sempre maggiori riflessioni rispetto alle generazioni più anziane, rivalutandone positivamente il ruolo all’interno della società e favorendone il protagonismo e l’inclusione sociale.

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Una legge improntata a dare il giusto valore a quella fascia di popolazione appartenente alla cosiddetta “terza età”, col fine di innalzarne il livello della qualità di vita e potenziando i servizi già presenti sul territorio.

Ma in che modo? Promuovendo e dando valore alla piena partecipazione alla vita sociale e culturale all’interno della comunità, valorizzandone esperienze e capacità: gli ambiti d’intervento possono spaziare dalle politiche familiari alla formazione permanente, dalla prevenzione sanitaria al contrasto dei fenomeni di discriminazione, dalla cultura al tempo libero.

Tra le politiche per la partecipazione attiva alla vita di comunità si intende favorire l’impegno nel volontariato e nell’associazionismo, prevedendo inoltre la possibilità per i Comuni di “affidare a persone anziane, singole o associate, la gestione gratuita di terreni comunali nei quali svolgere attività di giardinaggio, orticoltura e, in generale, di cura dell’ambiente naturale”.

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L’obiettivo è di favorire il passaggio di competenze tra le diverse generazioni, garantire nel tempo l’autonomia della persona ed il mantenimento della salute fisica e psichica. Ma anche incentivare la partecipazione allo svolgimento di attività culturali, ricreative e sportive.

Si prevede il rafforzamento di nuove iniziative territoriali: enti locali, Asl, strutture residenziali, istituzioni scolastiche e universitarie, organismi di formazione, associazioni di tutela e di rappresentanza degli anziani, che si occuperanno di incentivare l’auto-organizzazione, la cittadinanza attiva e lo sviluppo sostenibile di nuove reti sociali.
La legge inoltre ricorda “l’importante ruolo rappresentato dalle Università delle Tre Età, capillarmente diffuse sul territorio”, le quali necessiterebbero di maggiori risorse e di un censimento completo regionale.

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