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15 Set 2020

In cammino per gli animali, una marcia collettiva per i diritti di tutti gli esseri viventi

Scritto da: Daniel Tarozzi

Dal 22 settembre al 4 ottobre si svolgerà la terza edizione del Cammino per gli animali, una manifestazione pacifica e collettiva ideata da Angelo Vaira. Ogni passo, da Assisi a Roma, è una preghiera per un mondo diverso, sensibile al benessere di tutti gli esseri viventi, gioioso e in armonia. Il cammino si concluderà con l’udienza del Papa.

Il 22 settembre 2020 prenderà il via la terza edizione del Cammino per gli Animali, l’Itinerario per manifestare pacificamente in favore dei diritti degli animali. Il Cammino è giunto alla sua terza edizione ed è stato ideato da Angelo Vaira, coach della relazione col cane, insegnante di meditazione, formatore, scrittore, conferenziere e fondatore della scuola per educatori cinofili Think Dog.

In epoca di Covid 19 può sembrar strano vedere iniziative che mettono al centro i diritti degli animali, eppure proprio l’esperienza del coronavirus ci insegna come tutto sia collegato e come solo una rinnovata capacità di considerare le interazioni tra le diverse creature viventi che abitano il nostro Pianeta può portarci ad una vita serena ed evitare la nostra – ormai probabile – estinzione. Ma soprattutto… è possibile vivere sereni mentre milioni di animali, ogni giorno, soffrono pene indicibili? È possibile alimentarci in modo sano e conviviale senza interrogarci sull’origine del nostro cibo e su come questo sia stato “curato” e – se di origine animale – allevato?

Secondo molti, tra cui Vaira, no. Mosso da questi sentimenti, Angelo nel 2018 ha percorso a piedi – quasi in solitaria – l’itinerario che unisce Assisi con il Vaticano (la prima tappa in onore a San Francesco e l’ultima per incontrare il Papa che proprio il nome Francesco ha scelto e che nella sua enciclica Laudato Sii ha preso posizioni importanti in difesa dell’ambiente). Quest’anno, invece – come già nel 2019 – il percorso sarà collettivo e aperto a chi vorrà decidere di dedicare alcuni giorni e alcuni chilometri alla causa degli animali. Per la precisione, si legge sulla pagina ufficiale del cammino: “Una manifestazione pacifica per portare l’amore per gli animali di San Francesco, a Papa Francesco e chiedere a Sua Santità di prendere una posizione ancor più chiara e definitiva per:

  1. Evitare a miliardi di animali le grandi sofferenze che infliggiamo loro ogni anno, contravvenendo al mandato d’amore conferito da Dio all’uomo.
  2. Portare a pieno compimento la sua Enciclica “Laudato Si’”, che solleva così bene il tema dell’interdipendenza: infatti la produzione di carne è la principale causa di deforestazione, inquinamento idrico, surriscaldamento globale”.

Per approfondire il tema ho deciso di intervistare Angelo Vaira, che ho avuto il privilegio di incontrare più volte negli ultimi anni. Angelo mi racconta che l’idea del cammino gli era venuta già dieci anni fa, come risposta alle divisioni che vedeva sorgere anche nei mondi sensibili all’ambiente e agli animali. Ha voluto far suo l’invito del Dalai Lama a “partire dalle cose su cui siamo d’accordo” e ha ritenuto che un mondo in cui gli animali soffrano meno fosse una causa più che degna e in grado di unire anziché dividere.

Otto anni dopo, anche in seguito all’insediamento di Papa Francesco, Vaira ha finalmente deciso di partire: «Ogni passo era una meditazione, una preghiera, un fare buoni auspici per gli animali. E poi c’è stato l’incontro con il Papa. Ci ha ricevuto in udienza generale, in piazza, e quindi ci ho potuto parlare solo per circa 50 secondi. Gli ho consegnato la lettera in cui – tra le altre cose – scrivevo “nessuna vera pace è possibile se non prendiamo in considerazione veramente la questione animale”. Una società in cui si è sempre lì a pensare solo agli esseri umani, al lavoro, alla salute, all’inclusione, escludendo gli animali, produce una politica fallimentare perché ti porta a perdere di vista il sistema intero che puoi curare solo per intero. Lui mi ha dato ragione, mi ha anche chiesto del mio cane, ma poi il tempo è finito ed è finita lì».

L’anno dopo il cammino è stato percorso da una quarantina di persone. Quest’anno continuano ad arrivare iscrizioni, sono già un centinaio. Il cammino inizia il 22 settembre e termina il 4 ottobre.

Gli chiedo come mai proprio un cammino per sensibilizzare su questo tema. «Camminare per chilometri e chilometri è segno di grande impegno. Quando arrivo dal Papa posso dirgli che sono partito a piedi, che porto un messaggio di amore per tutte le creature, quel messaggio che se ci pensi appartiene a tutti i mistici di tutte le religioni, dai sufi nella religione islamica, agli yogi, i cristiani… non è possibile elevarsi ad un livello mistico e spirituale senza pensare a tutte le creature e alla questione degli animali. Siamo fondamentalmente tutti uniti dalla stessa sostanza, e quindi ci rendiamo conto che qualunque gioia o sofferenza provi un altro essere, che sia umano o animale, in realtà la provi anche tu e riguarda anche te in prima persona e quindi ogni atto che riesca a portare gioia e serenità lo fai come se lo facessi per te stesso, ha lo stesso senso. È un atto simbolico di impegno che coinvolge tanta gente.

Poi c’è l’aspetto meditativo e spirituale. Camminando senti la mano di Dio ovunque: nei raggi di sole, nella pioggia, negli odori e nelle forme, è veramente pazzesco, e ogni passo può essere veramente una preghiera.

Vogliamo recuperare una spiritualità autentica. Quante persone prendono i sacramenti e poi non mettono più piede in chiesa? Ecco quello non è vero cristianesimo, ma una chiamata completamente differente. Per cui ci sono momenti in cui si cammina in silenzio, cosa che determina una certa apertura a ciò che sta intorno, si interiorizza meglio, ci sono momenti in cui si medita insieme e si pratica yoga, momenti in cui si parla della questione alimentare e animale, e così via».

Chiedo a Vaira come mai abbia deciso di andare proprio dal Papa e come questo si concili con il suo percorso buddista. «Ci sono diversi motivi per cui io, da buddista, ho deciso di andare dal Papa: il primo è che il papa è la figura di influenza più potente al mondo. Se noi dovessimo per caso fargli cambiare idea e lui prendesse una posizione sulla questione animale, questo avrebbe un effetto leva incredibile. Devo dire poi che non mi sento né buddista né altro, la vivo un po’ come la vivono gli indiani, non esiste per loro il concetto di conversione, ognuno ha la propria filosofia, perché tanto Dio è sempre quello, poi lo chiami come vuoi, ma è sempre quello. È qualcosa che va al di là dell’intelletto umano, al di là del concetto. Quando metti il piede in quella dimensione, sparisce la dottrina e quindi le religioni.

La religione è un insieme di formule, costellazione di credenze, rituali, particolari forme di esercizi spirituali, norme di comportamento, che prende la tua anima e la mette in contatto con il divino. Secondo me, ognuno deve trovare non la religione giusta ma quella per cui il proprio cuore è più aperto. Nel mio caso non riesco a non vedere quando studio altre forme di spiritualità, i punti di congiunzioni; sono fortissimi sia nelle pratiche che nelle concezioni. Inoltre i buddisti hanno meno bisogno dei cristiani di sollevare le questioni animali perché ce le hanno già presente. Nelle loro meditazioni spesso ci si riferisce a tutti gli esseri viventi».

Gli chiedo come riesca a vivere sereno essendo sensibile al dolore di milioni di animali. Angelo mi spiega che ha i suoi momenti bui, le sue “notti oscure dell’anima”, ma che poi reagisce consapevole che «possiamo fare davvero tanto per gli animali solo se abbiamo una vita significativa, gioiosa e se siamo forti. Dobbiamo salvaguardare la nostra salute, i nostri affetti, la nostra vita; per essere d’aiuto a loro, dobbiamo avere vigore».

Discutiamo poi dell’importanza di una corretta alimentazione e Vaira mi fa notare come anche nella prevenzione verso il Covid si parli pochissimo dell’importanza del cibo che ingeriamo e dei suoi effetti sul sistema immunitario. Questa dovrebbe essere invece la prima forma di attenzione!
«Sul tema alimentazione si gioca il nostro futuro, perché solo sviluppando abitudini alimentari consapevoli abbiamo un reale impatto sul pianeta. Il riscaldamento globale si gioca su quello. Quindi è fondamentale. Un primo passo può essere mangiare prima di ogni pasto qualcosa di crudo, unito a frutta in abbondanza durante tutto il giorno. In questo modo ti rimane poco spazio per il resto. Se possibile, poi, invece di mangiare la pasta usi orzo, riso, quinoa. Insomma, togli tutto quello che fa male alla salute. In questo modo compi un atto d’amore, il vero amore fa bene a tutti».

Cambiando argomento, chiedo ad Angelo cosa possa fare per sostenere la causa chi non può partecipare al cammino. «Chi ci vuole sostenerci può comprare le magliette del cammino per gli animali, andando in giro con questo sponsor e facendolo così conoscere. Si possono poi organizzare iniziative di approfondimento su queste tematiche, coltivando empatia e passione, permettendo alla propria mente libera di discernere e decidere in modo da non farsi portare via come una bandierina; prendere la propria vita e renderla più significativa possibile, superando i cliché del successo, del denaro. In generale si può camminare di più e frequentare gli animali, in modo da imparare a conoscerli e apprendere da loro. Ecco il cammino per gli animali serve proprio a ritrovare se stessi».

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