23 Nov 2020

Progetto Leela: “Diamo a bambini e ragazzi gli strumenti per affrontare la vita”

Scritto da: Valentina D'Amora

È stato lanciato a metà novembre un progetto di rete per contrastare la povertà educativa nell’area genovese della Valpolcevera, sviluppando le Life Skills, le capacità non cognitive e relazionali, dei bambini e degli adolescenti, in un territorio a forte rischio fragilità ed emarginazione.

Genova - Oltre trecento laboratori scolastici curricolari, quindici corsi di formazione per insegnanti, sei atelier per genitori ed educatori e trentadue iniziative per la cittadinanza. Questo il programma di Progetto Leela, a contrasto della povertà educativa nel territorio della Valpolcevera, attraverso lo sviluppo delle Life Skills.

«Le Life Skills, o “competenze per la vita”, sono dieci abilità umane, individuate dall’OMS, – spiega Alessandro Quattrino, responsabile del progetto LEELA – che sono dei veri e propri strumenti che permettono di superare le difficoltà e di valorizzare se stessi. Abbiamo suddiviso queste competenze in tre ambiti concettuali e per ogni ambito abbiamo individuato una metodologia educativa innovativa che aiuta gli studenti dai 6 ai 14 anni a svilupparle».

LEELA amicizia

I TRE AMBITI CONCETTUALI

Il progetto si snoda su tre ambiti: Io e me stesso, Io e gli altri, Io e il mondo, settore che esplora il pensiero creativo e critico e insegna a prendere decisioni. Ogni metodologia è già stata validata come in grado di poter dare effettivi benefici e sono stati messi in rete i massimi esperti, attivamente coinvolti nel progetto.

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L’obiettivo del progetto è proprio diffondere queste tre metodologie a partire dalle scuole polceverasche e, di conseguenza, a macchia d’olio su tutto il territorio, facilitando la resilienza dei minori e della comunità educante.

IL NOME LEELA E L’ARTICOLAZIONE DI RETE DEL PROGETTO

L.E.E.L.A. sta per “Laboratori Educativi per l’Empowerment, le Life skills e l’Autoconsapevolezza”. «La scuola insegna ai bambini svariate cose sul mondo esterno, la matematica, la geografia, la storia, ma insegna pochissimo sul proprio mondo interiore, su come sono fatti loro».

Si tratta, quindi, di un progetto sperimentale, di approccio integrato e sistemico, di sviluppo delle capacità dei bambini, nato dal desiderio di creare un supporto nella gestione del disagio, in un’area territoriale densa di criticità, accentuate dal crollo del ponte Morandi.

LEELA serenita

Approvato da Impresa sociale “Con i Bambini”, nell’ambito del bando del 2018 “Un passo avanti”, e promosso da Progetto A s.c.s., che ha sede a Milano, in partenariato con cinque istituti comprensivi statali, tre partner metodologici (referenti scientifici delle metodologie educative impiegate) e cinque partner tecnici (per la realizzazione di singole azioni, la validazione scientifica del progetto e la valutazione d’impatto).

L’APPROCCIO INNOVATIVO

La forte necessità di un’educazione profonda del mondo interiore, fondamentale anche e soprattutto nel momento storico che stiamo vivendo, ha fatto emergere la voglia di dare ai bambini e agli insegnanti sempre più libertà sulla gestione di sé, in relazione con gli altri.

«I pilastri della progettazione – continua – sono le dieci Life skills, ritenute dall’OMS prioritarie per un’educazione di qualità, che aiutano ad affrontare in maniera più efficace la crescita e, in generale, la vita. Si può dire che queste capacità sono il “sale della vita”, alla base del poter vivere bene».

I NUMERI

I primissimi laboratori scolastici, tutti gratuiti, sono partiti a metà novembre: circa 50 laboratori che coinvolgono gli alunni in orario curricolare, quindi come materia scolastica nelle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio.

Anche la formazione per gli insegnanti della Valpolcevera è iniziata, con i primi sessanta docenti iscritti. Fondamentale, poi, per quadrare il cerchio, è l’atelier per genitori, che prevede incontri sempre gratuiti rivolti alle famiglie.

E poi saranno previsti due grandi eventi durante le estati 2021 e 2022, dei Visionary days, con sessioni di circa un’ora con un’intelligenza artificiale in grado di restituire tutto quello che emerge dai tavoli tematici, e un ultimissimo appuntamento al Festival dell’educazione sostenibile, che sarà l’evento conclusivo di tutto il progetto, durante l’estate 2022.

«Il nostro intento a lungo termine – conclude Quattrino – è fare sì che le scuole, tra due anni, abbiano il desiderio di inserire l’educazione interiore come materia scolastica, per insegnarla quotidianamente». E noi non possiamo che augurarcelo, per il bene degli adulti di domani.

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