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9 Dic 2020

Rigeneratore Urbano Cercasi: quali competenze servono?

Scritto da: Paolo Cignini

Who R U? Rigeneratore Urbano cercasi, un progetto di ricerca di un gruppo di studentesse e di uno studente del Master U-RISE in Rigenerazione Urbana e Innovazione Sociale dello IUAV di Venezia, di cui Italia che Cambia è media partner, giunge alla sua terza tappa. Un vero e proprio “giro di boa”, dove il campo di ricerca si restringe e vira verso le competenze professionali necessarie.

“Who R U? Rigeneratore Urbano cercasi” giunge alla sua terza tappa. Dal 3 Dicembre, infatti, è disponibile e pronta per essere compilata la terza somministrazione del questionario che caratterizza il lavoro di ricerca delle diciannove studentesse e dello studente del Master U-RISE in Rigenerazione Urbana e Innovazione Sociale dello IUAV di Venezia.
Stavolta andremo a scoprire quali competenze e abilità caratterizzano coloro che si occupano di rigenerazione urbana e, come da tre settimane a quest’oggi, abbiamo anche noi provato a indagare un po di aspetti di questo nuovo e importante passaggio, che restringe ulteriormente il campo verso chi si definisce professionalmente come Rigeneratore Urbano.

Eccoci dunque alla terza somministrazione: il cosiddetto “Giro di Boa. L’entusiasmo è ancora alto oppure siete così sommers* di richieste da non voler più sentire la parola RU? Come state e quali sono i numeri della seconda somministrazione?
Ebbene sì, abbiamo superato la metà di questo percorso e siamo ancora molto entusiast*. Manteniamo alto l’impegno nel divulgare in maniera capillare la ricerca, attraverso i canali social (FacebookInstagram) ed il nostro sito web, strumenti utili per farci conoscere e accogliere domande e suggerimenti. Per quanto riguarda i numeri, con l’avvio della seconda somministrazione il target di riferimento comincia gradualmente a restringersi. Se nel primo questionario l’intento è stato quello di coinvolgere tutti coloro che in qualsiasi forma hanno fatto esperienza di rigenerazione urbana, nel secondo questionario sviluppiamo domande più puntuali e specifiche. Inevitabilmente il campo dei rispondenti si assottiglia, soprattutto quando chiediamo loro in maniera diretta se lavorino come professionist* all’interno dell’ecosistema della rigenerazione urbana.

Riprendendo la metafora del “giro di boa”, con la fine della seconda somministrazione abbiamo orientato quindi la nostra indagine verso coloro che si dichiarano professionalmente RU e che saranno il target nella terza somministrazione, interamente rivolta ad indagare le competenze messe in campo.

Alla luce di questa strategia d’indagine ci aspettavamo di ricevere un quantitativo inferiore di risposte, ma il numero di interessati rimane alto e ci auguriamo lo sia anche in futuro. Cogliamo quindi l’occasione per invitare tutti coloro che ancora non l’hanno fatto a proseguire nella compilazione: tante più persone compileranno, quanto più la nostra ricerca sarà completa.

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Nella seconda somministrazione avete chiesto ai e alle partecipanti della ricerca la provenienza di RU, non solo da un punto di vista geografico ci è parso di capire. So che è presto per l’elaborazione dati, ma sapete anticiparci qualche prima impressione sulla seconda somministrazione?
Nella seconda somministrazione inizialmente volevamo indagare come RU si muove nel territorio: la provenienza geografica, dove vive e dove opera. Sarà interessante analizzare i dati in quanto potrebbero rivelare la necessità da parte di RU di ricercare nuovi stimoli ed opportunità lavorative assenti nel suo territorio d’origine. Allo stesso tempo le risposte potrebbero mostrare forme di radicamento al territorio, raccontando storie di ‘ritorni’ nei luoghi di nascita.

Nella seconda parte analizziamo, inoltre, la sua formazione e i macro-ambiti di intervento. Questo approfondimento ci permetterà di capire il possibile nesso tra il background e l’approccio alla rigenerazione urbana. Chi si sentirà più un accademico e chi invece una figura più operativa?
E’ probabile che RU manifesti entrambe queste inclinazioni ed attitudini, riconoscendosi come una figura ibrida e multitasking; al momento sembra che il 10% dei rispondenti sia diplomato,il 53% possiede una laurea di primo e/o secondo livello, mentre il 37% si è specializzato con dottorato di ricerca e/o un master. Tuttavia ci riserviamo di confermare questo dato alla luce di tutte le compilazioni nel report finale che sarà diffuso entro marzo 2021.

Dunque, dicevamo, siamo alla terza somministrazione. Cosa andrete a chiedere ai partecipanti? Le abilità specifiche che analizzerete sono legate solo alla Rigenerazione Urbana o altre ad altre competenze?
Con la terza somministrazione andiamo a definire le caratteristiche salienti di RU: non a caso si parla di professione, di strumenti e di competenze in modo più esplicito.

Ogni questionario comincia con una domanda ‘ice-breaker’, che si avvale di un supporto iconografico, e nella terza somministrazione chiediamo di individuare quali siano gli strumenti utili a RU tra una serie di immagini. In questo modo, attraverso un approccio ludico, cerchiamo di cogliere le sfumature circa i diversi metodi adottati, per poi portare i rispondenti ad autovalutare le proprie competenze ed abilità. Le soft e hard skills inserite non sono legate solo al mondo della rigenerazione urbana, anzi, possono essere considerate trasversali a diversi settori: una competenza acquisita in un differente contesto potrebbe risultare comunque fondamentale.

Per questo motivo l’obiettivo è capire quanto tali capacità ed attitudini siano utili a generare un impatto sociale positivo sui territori e nelle comunità, andando così a comporre un toolkit di RU. Con il susseguirsi delle somministrazioni, il nostro obiettivo diventa più specifico. Non vogliamo solo fornire un quadro più chiaro delle competenze di RU, ma proviamo a delineare il suo ruolo nel mercato lavorativo con l’intento di dare sempre più legittimità alla sua figura professionale.

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