18 Gen 2021

Luca Recchia, il giovane designer che ha inventato un gioco per stimolare l’apprendimento creativo

Un cubo contenitore di esperienze che permetterà a bambini e insegnanti di sperimentare i valori dell’educazione civica tramite il gioco, l'esperienza e l'allenamento della creatività e del pensiero critico. È l'invenzione del giovane designer Luca Recchia che ha dato vita al progetto EDA – Educazione Design Apprendimento.

Rinnovare la didattica attraverso il design per favorire l’apprendimento creativo e giocoso rafforzando l’autostima, la volontà e il desiderio di imparare facendo. Con questo obiettivo il giovane graphic designer di Roma Luca Recchia ha dato vita al progetto EDA – Educazione Design Apprendimento e ha realizzato un cubo pensato per trasmettere ai bambini i valori dell’educazione civica. Lo abbiamo intervistato.

luca recchia 1
Luca Recchia

Puoi presentarti e raccontarci cos’è il progetto EDA?
Mi chiamo Luca Recchia, sono un graphic designer. Il progetto EDA (Educazione Design Apprendimento) nasce durante i miei studi universitari, in particolare è stato oggetto della mia tesi di laurea. Con EDA ho provato ad andare contro corrente, rompere certi schemi non sani per la società di oggi, che rischiano di compromettere la coscienza civile intesa come consapevolezza dei diritti e doveri di ognuno. Qui entra in gioco EDA, che basandosi su “regole non scritte” vuole contribuire, come già avevano fatto in passato altri designer, allo sviluppo del mondo dell’educazione e non solo, con l’intento di creare una società migliore per il domani

Al designer interessa dare forma alla creatività, alla fantasia, all’immaginazione; queste devono essere messe a disposizione dell’utente, al quale bisogna offrire facili vie per realizzarle. Si tratta di valorizzare la dimensione “plastica” delle cose, a discapito di una rappresentazione piatta, bidimensionale, e quindi riduttiva.

Oggi EDA è cresciuto e prende parte alla rete Lazio innova, oltre a svolgere collaborazioni con le Scuole CEFA. Il team attualmente è composto, oltre che dal sottoscritto, da due architetti, il dott. Manuel Eduardo Valiente Quevedo e la dott.ssa Gaia Turchetti, che si occupano principalmente della progettazione, brevettazione e realizzazione di nuovi prodotti inerenti alle finalità civiche del progetto, e dalla prof.ssa Rita S. Donato, docente presso la facoltà di Scienze Umane e Promozione della Salute presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata””, che offre la sua consulenza sul lato educativo.

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Educazione, Design e Apprendimento. Questi i temi al centro della tua tesi. Qual è la relazione tra questi tre ambiti? In che modo il Design può essere d’aiuto per la crescita delle nuove generazioni?
La dott.ssa Donato ha affermato che l’uomo è provvisto di potenzialità preziose, che devono emergere ed essere sviluppate tramite l’educazione, l’arte dell’“educere”, del “tirar fuori” quanto c’è di buono in ognuno. Il design diventa lo strumento che agevola questo processo, stimola l’apprendimento creativo, lo rende veloce, giocoso e piacevole.

La scuola, ormai pronta a rinnovare la didattica e a renderla più aderente ai bisogni degli studenti, può rispondere alle esigenze dei giovanissimi “digitalizzati”, abituati ad interazioni rapide che richiedono strategie capaci di attirare l’attenzione. Il design viene in aiuto della pedagogia, spinge a trovare nuovi approcci a vecchi problemi e a sviluppare un nuovo tipo di insegnamento, condotto anche in modalità a distanza, trovando una nuova chiave di lettura, di supporto alle diverse tecniche. L’apprendimento esperienziale, con la partecipazione attiva del soggetto “artefice”, rende la conoscenza di sé una scoperta meravigliosa, rafforza l’autostima, la volontà e il desiderio di imparare facendo, che stimola la ricchezza del creare e favorisce nuove idee e abilità.

Parlaci del gioco che hai realizzato. Di cosa si tratta e a è rivolto?
Per la realizzazione di questo  gioco ho preso spunto dal lavoro di diversi designer e pedagogisti, tra cui la prof.ssa Beate Weyland, docente presso l’Università Libera di Bolzano, che vedono il gioco come un modo di migliorare la realizzazione di se stessi, l’autostima, l’amicizia. Esso è incentrato sulla relazione tra simili d’età e con docenti eo educatori, e il suo elemento portante è il cubo, che attende a molteplici utilizzi.

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Questi sono stati sintetizzati dal dott. Valiente Quevedo, dottore di ricerca in Storia, Disegno e Restauro dell’architettura e dal 2016 rappresentante in Italia dell’Universidad Autónoma del Estado de México: «Essere coinvolto nel progetto EDA – Educazione Design Apprendimento, ideato dal graphic designer Luca Recchia, significa avere l’opportunità di contribuire all’educazione civica, obiettivo principale dell’iniziativa, attraverso la riprogettazione formale dell’idea di base del progetto: un cubo contenitore di esperienze che permetterà, a bambini tra gli otto e dieci anni e loro insegnanti, di sperimentare i valori dell’educazione civica tramite delle attività ludiche. Alcune di queste esperienze, evidenziate nel lavoro svolto fino ad oggi dal graphic designer, riguardano l’amicizia, il disegno come possibilità di esprimere delle idee proprie, la conoscenza di sé stessi e la realizzazione con l’altro. Sicuramente, a queste si affiancheranno altre esperienze anch’esse di carattere ludico-formativo, come la letteratura, la musica, l’arte, e così via, che incentivano la coscienza dell’educazione civica».

Quindi, si tratta di contribuire nella crescita cognitiva dei bambini, che passa non solo dall’educazione formale ma soprattutto da quella ‘non formale’ (ricordiamo che i bambini giocano con la serietà che possono avere i professionisti di qualsiasi ambito lavorativo). Il gioco può infatti stimolare ed aiutare ai bambini a strutturare un pensiero critico, ed è questo che la scatola vuole proporre: uno strumento contenitore di giochi educativi che diano spazio alla condivisione di esperienze attraverso l’interazione ludica di gruppo. Ricordiamo anche che si impara facendo, si impara solo attraverso la pratica, ed è questo l’obiettivo principale della scatola di EDA qui proposta: che i bambini mettano in pratica i valori dell’educazione. 

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Qual è stato il riscontro di questo progetto?
Sicuramente la soddisfazione personale di veder concretizzato un progetto che ha avuto un primissimo riscontro positivo nei miei relatori, che mi hanno sostenuto nel primo momento di ricerca, e che mi hanno incoraggiato nel portarlo avanti. Inoltre è stato sorprendente incontrare l’interesse di molte istituzioni scolastiche, consapevoli di dover cambiare rotta riguardo alle tematiche educative e in particolare inerenti all’educazione civica.

Quali i prossimi passi?
Quest’anno sono previste molte novità importanti; prime fra tutte l’uscita in commercio del primo prodotto di EDA. La seconda novità è che EDA diventerà una realtà imprenditoriale. Ovviamente si porteranno avanti le collaborazioni già instaurate con Lazio Innova e le scuole CEFA.
Ci sono ancora dei passi grandi da fare da qui in avanti, come trovare partner e sponsorizzazioni che ci sostengano sul piano economico, e anche avere a disposizione uno spazio adatto (anche a contatto con la natura) dove sviluppare il progetto. A questo proposito, chi volesse ulteriori informazioni o volesse contattarci può farlo al seguente indirizzo edaprogetto@gmail.com.

Nei prossimi giorni è in programma un evento online. Di cosa si tratta?
Il 20 Gennaio alle ore 21:00 in collaborazione col designer Emanuele Broglio parleremo di design e di progettazione applicato all’educazione il tutto verrà trasmesso in live su facebook, instagram e youtube. Presenteremo i nostri progetti e parleremo degli obiettivi 2030 della nuova riforma sull’educazione civica, cercando di contestualizzare il design al periodo che stiamo vivendo soprattutto sull’educazione.

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