21 Ott 2021

A House is a Home: il progetto di “re-housing” per persone senza fissa dimora

Scritto da: Lorena Di Maria

A Torino è nato un progetto che sta diventando una delle tante e possibili risposte al fenomeno delle persone senza fissa dimora: si chiama “A House is a Home” e grazie all’impresa sociale Stranaidea sta accompagnando le persone dalle strutture di ospitalità verso una progressiva indipendenza abitativa, diffondendo una nuova cultura dell’abitare.

Torino - Quale significato ha per ciascuno di noi la parola “casa”? Qual è il valore che diamo alla nostra abitazione, al di là delle valutazioni immobiliari, delle spese di affitto o delle bollette da pagare? Parliamo di quel valore affettivo che da sempre ci lega al luogo che abbiamo scelto per vivere, oltre che del potenziale che un’abitazione ha per noi e per la comunità che ci circonda.

Per aiutarci con la risposta, possiamo prendere esempio dalla lingua inglese, che utilizza due diversi termini per indicare la parola casa. Home non significa soltanto “appartamento” o “struttura”, ma indica anche una “dimora”, un posto che possiamo definire “del cuore” e un luogo dove ognuno di noi può esprimere liberamente sé stesso e se stessa, sperimentando il proprio senso di appartenenza.

Ed è proprio questo è ciò che la cooperativa Stranaidea di Torino intende fare con il progetto “A House is a Home“: restituire alle persone la possibilità di prendersi nuovamente cura di un posto da fare proprio (da personalizzare, arredare, organizzare), mettendo o rimettendo in gioco le proprie competenze.

A house is a home1

«Crediamo che il valore di una casa sia nettamente maggiore della somma dei mesi di affitto»: così il progetto diventa una delle tante e possibili risposte al fenomeno delle persone senza dimora, che diventano protagoniste di questa iniziativa. L’obiettivo è superare il tradizionale modello “a gradini”, per garantire un accompagnamento sociale delle persone verso una progressiva indipendenza abitativa, che ne scongiuri il ritorno presso le strutture comunali di ospitalità e prevenendo di conseguenza la cronicizzazione.

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A House is a Home, che è stato finanziato dal Comune di Torino, è un percorso innovativo di convivenza autonoma che possiamo definire di Re-Housing e che sta contribuendo alla diffusione di una nuova cultura dell’abitare. Per dargli forma, il primo passo è stato quello di dare vita a una coabitazione all’interno di una soluzione abitativa temporanea: così l’impresa sociale Stranaidea ha coinvolto nel progetto l’Associazione Culturale Bunker, che ha consentito di locare un appartamento indipendente adiacente i propri locali. Un’altra collaborazione è stata poi avviata con IKEA Italia, che ha sostenuto il progetto fornendo coperte, lenzuola, asciugamani, piatti, bicchieri, posate e oggetti di arredo indispensabili per ricreare un ambiente personale e confortevole.

Durante questo primo step gli operatori provvedono ad attività di monitoraggio delle dinamiche nell’abitazione, accompagnando gli ospiti in tutte le azioni necessarie ad accrescere la propria autonomia lavorativa, economica e personale. Ad esempio, offrono attività di supporto alla gestione dei consumi e del denaro, basate sull’economia circolare e l’educazione al riuso. Fondamentale è poi la sottoscrizione di un “patto di risparmio” da parte dei beneficiari: parte del denaro speso per l’abitazione viene infatti accantonato e restituito al momento dell’uscita dal progetto.

A house is a home2

Il secondo passo è poi la ricerca di appartamenti sul mercato privato: i beneficiari potranno abitare, singolarmente o a coppie, in una casa con contratto di locazione a loro intestato, in totale autonomia. A Torino il progetto si rivolge a sei beneficiari che attualmente usufruiscono della permanenza in Casa di Ospitalità per Senza Dimora, titolari di un reddito minimo tale da consentire loro di dividere con gli altri partecipanti le spese relative all’abitazione e di garantire il proprio sostentamento.

Un aspetto importante del progetto è che gli ospiti, nonché protagonisti del progetto, non sono stati scelti ma si sono scelti: hanno infatti presentato una candidatura spontanea e maturato una decisione consapevole a seguito dello svolgimento di diverse attività di gruppo, di accoglienza e presentazione del progetto.

Attualmente la cooperativa Stranaidea invita i proprietari o le agenzie immobiliari interessate a un progetto sociale a collaborare, per offrire una casa a sempre più persone bisognose che in questo modo possono ricostruirsi un futuro e diventare indipendenti.

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