9 Set 2022

Etici, sostenibili, condivisi: ecco i nuovi modi di abitare – Un viaggio lungo dieci anni #1

Cosa accomuna bioedilizia e condivisione degli spazi, rigenerazione urbana e vita in natura? Il concetto di abitare. Attraverso una serie di progetti virtuosi proviamo ad analizzarne le varie sfaccettature, per costruire una visione d'insieme fondata su valori come sostenibilità ambientale, solidarietà ed eticità.

Ci siamo, si parte! Oggi si svolgerà la prima tappa del tour del decennale di Italia Che Cambia, di cui abbiamo parlato diffusamente negli ultimi tempi. Vi invito a leggere questo articolo per un riassunto di tutto ciò che ci aspetta nei prossimi giorni.

Come abbiamo avuto modo di spiegarvi, ogni tappa sarà dedicata a un tema specifico, che verrà approfondito non solo ripercorrendo alcune fra le storie più significative che si occupano di tale tema, ma anche attraverso incontri fisici che i camper di Italia Che Cambia e i loro equipaggi faranno lungo il percorso.

La diretta del 9 settembre dedicata al tema dell’abitare

Oggi parliamo di abitare. È questo un termine che include una serie infinita di sfaccettature e sottotemi: possiamo parlare di bioedilizia, quindi di come costruire fisicamente edifici sostenibili e accoglienti. Rispetto a questo ambito, troverete sicuramente suggestioni interessanti approfondendo la storia di Fausto Cerboni e della sua Terrapaglia, un’azienda che si occupa di bioedilizia nata “sul campo”, che costruisce e ristruttura abitazioni con materiali naturali, non inquinanti e l’obiettivo di realizzare ambienti che garantiscano il benessere all’interno nel modo meno impattante possibile con l’ambiente.

Possiamo poi parlare di condivisione degli spazi abitativi, quindi ecovillaggi, co-housing, comunità intenzionali, condomini solidali e altre forme di abitare condiviso. Il mondo degli ecovillaggi è ricco e variegato e ciascuno di essi ha caratteristiche peculiari, ma per una panoramica esaustiva potete leggere la storia della RIVE, la rete italiana dei villaggi ecologici, che li riunisce e li sostiene, dando loro un’identità collettiva.

Non è tuttavia necessario abbandonare la città per vivere esperienze simili. Lo testimonia l’iniziativa portata avanti da Quartieri Uniti Ecosolidali, che a Livorno si adopera per ricreare comunità e creare quartieri solidali e ecosostenibili creando una rete di persone per scoprire la bellezza di diventare cittadini attivi, che ci tengono a migliorare la qualità della vita in un’ottica sia di sviluppo della solidarietà, sia di rispetto ambientale.

Questi valori sono alla base anche di Homers, progetto piemontese che unisce i principi del co-housing con quelli della rigenerazione urbana. Il suo obiettivo è infatti recuperare il patrimonio immobiliare dismesso cercando di attivare meccanismi di innovazione sociale, proponendo quindi questo modello di abitare proprio per dare nuova vita ad alcuni pezzi di città.

Ma abitare è anche concepire comunità più allargate – quartieri, paesi o anche città di grandi dimensioni – fondate su principi cardine quali solidarietà, economia locale, energia sostenibile. È proprio ciò che fa il movimento delle Transition Towns: ripensare i modelli abitativi e produttivi tradizionali, riportando l’essere umano e le sue esigenze all’interno di un sistema molto più ampio con cui deve interagire rispettando le regole dei processi che fanno funzionare l’intero ingranaggio.

Si parte dunque! Vi invitiamo a seguire insieme a noi questo percorso fisico e ideale attraverso l’Italia Che Cambia. Potete farlo nel migliore dei modi abbonandovi al giornale, per avere contenuti inediti e sostenere al tempo stesso il nostro lavoro che, lo ricordo, portiamo avanti ogni giorno con passione e professionalità, senza alcun finanziamento pubblico, senza soldi da realtà non in linea con i nostri valori, in maniera libera e imparziale.

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