12 Dicembre 2025 | Tempo lettura: 7 minuti
Ispirazioni / Io faccio così

MetaBorgata, la storia di un quartiere che vuole rinascere

Il quartiere Borgata a Siracusa rinasce. Tra associazioni, residenti e nuove iniziative culturali, il quartiere multiculturale diventa un laboratorio di rigenerazione urbana e partecipazione.

Autore: Salvina Elisa Cutuli
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«Sono approdata per caso alla Borgata Santa Lucia durante il Covid. Non avevo programmato alcun trasferimento: cercavo un appartamento per avviare l’attività ricettiva che oggi gestisco e, per una serie di coincidenze, ho venduto la casa a Ortigia, la parte più antica della città di Siracusa, ritrovandomi a vivere qui. Era l’estate del 2020, appena dopo il lockdown, un momento sospeso che aveva lasciato segni profondi e aveva aumentato il degrado percepito nel quartiere». 

Viviana Cannizzo con queste parole racconta la scoperta inaspettata della Borgata Santa Lucia, una delle anime più autentiche di Siracusa. A pochi passi da Ortigia e dalla basilica che custodisce le reliquie della Santa Patrona di Siracusa, Santa Lucia, si distingue per una caratteristica rara: è l’unico quartiere nato da una vera pianificazione urbanistica. Strade perpendicolari, palazzine basse, molte facciate liberty, un passato di laboratori artigiani tramandato con orgoglio di generazione in generazione. 

Negli ultimi decenni però la chiusura delle botteghe e la crisi dei centri storici hanno svalutato gli immobili. Il quartiere Borgata è così diventato il luogo dove vive gran parte della comunità straniera della città: famiglie indiane, tunisine, bengalesi, marocchine, spesso integrate e ormai alla seconda generazione. Di sera la piazza è un mosaico di bambini che giocano insieme, indiani che improvvisano partite di cricket, voci e lingue che si mescolano. Un quartiere multietnico, vivo, che non può essere raccontato solo attraverso il prisma del disagio. Da qui nasce una domanda: perché non valorizzare questa ricchezza culturale? Perché parlare dei migranti solo come problema e non come opportunità di scambio, conoscenza, contaminazione?

Borgata quartiere Siracusa
Il quartiere Borgata è il luogo dove vive gran parte della comunità straniera della città di Siracusa

Il “miracolo” della Borgata e la nascita di MetaBorgata

La prima iniziativa del percorso che ha animato e sta animando quest’area ha luogo una domenica di dicembre del 2021 in piazza Santa Lucia e con il nome “Miracolo alla Borgata” ha lanciato un messaggio chiaro in modo giocoso: in un quartiere pieno di miracoli – è infatti storicamente legato ai miracoli e al martirio della patrona di Siracusa – resta da compiersi quello più importante, il rispetto e l’amore dei propri residenti per gli spazi pubblici.

Da questa battuta autoironica è nato lo slogan delle prime iniziative, ma soprattutto un’associazione culturale, MetaBorgata, che negli anni ha attivato progetti e processi di rigenerazione sociale e urbana mirati a fare comunità attraverso l’inclusione sociale, la promozione di strategie per un turismo più sostenibile e relazionale e la sensibilizzazione al rispetto degli spazi pubblici attraverso il coinvolgimento delle risorse creative del territorio.

Rifiuti Zero Siracusa, Natura Sicula Onlus, la CNA di Siracusa, l’asd Siracusa Calcio, Astrea, l’associazione Bangladesh Somaj Kollan Somiti, il centro CIAO e la cooperativa sociale San Martino sono alcune delle realtà che hanno aderito. Negli anni, anche grazie a due bandi vinti – progettati con il contributo di Carlo Roccafiorita di Periferica – l’associazione MetaBorgata ha contribuito a dare un nuovo respiro al quartiere capace di progettare un nuovo futuro: video, laboratori creativi, attività sportive per i bambini, murales, iniziative spirituali e culturali, campagne di pulizia e cura degli spazi pubblici. 

Il quartiere Borgata è etnico e vivo e non può essere raccontato solo attraverso il prisma del disagio

Pulizia, partecipazione, responsabilità e sport: come dare un nuovo volto al quartiere Borgata

Tra le tante iniziative, incontri con le comunità straniere per scoprire le proprie usanza anche attraverso labs di cucina e degustazioni; tavolate in piazza per condividere un pasto in economia del dono; giocare a scacchi; suonare una canzone; e poi le pulizie di quartiere e la raccolta fondi per l’acquisto di nuove piante. Un lavoro lento, fatto di responsabilizzazione e micro-gesti quotidiani, perché la cura dello spazio pubblico è il primo passo per ricostruire una comunità.

Un ruolo fondamentale lo ha avuto lo sport. Coinvolgere il Siracusa Calcio è stata una scelta strategica. La società ha subito compreso l’importanza di aprirsi al quartiere e ha partecipato alla realizzazione di iniziative potentissime: un murale dentro lo stadio che racconta la storia della Borgata, video virali con i giocatori che giocano a pallone con una bottiglia di plastica, attività con i bambini e perfino la partecipazione degli ultras, notoriamente un target più difficili da raggiungere. Un segnale chiaro: stiamo tutti giocando la stessa partita.

«La Borgata è anche al centro di un processo di riqualificazione. La vicinanza con Ortigia attira investimenti privati e nuovi turismi, ma ciò che difendiamo con forza è una visione diversa: un turismo relazionale, che non snaturi il quartiere né la sua anima multiculturale, ma che anzi ne valorizzi le specificità. Io stessa vivo e lavoro qui, senza lucchetti né distacco, come una vera host del quartiere», racconta Viviana, promotrice di MetaBorgata.

Borgata quartiere Siracusa
Una delle tante attività proposte dall’associazione MetaBorgata che mira a coinvolgere chi vive quotidianamente il quartiere Borgata

Il nuovo progetto del 21 dicembre: un evento che fa rete

Dopo una breve fase di stasi, la collaborazione con i commercianti di Viale Teocrito – strada di confine tra i quartieri di Borgata e Neapolis, e cerniera tra il parco archeologico e il Museo Paolo Orsi – ha riacceso i motori. Il 21 dicembre prenderà vita un’iniziativa che unisce tutte le forze presenti: cittadini, attività commerciali, associazioni, il Santuario della Madonna delle Lacrime e il Comune che ha riconosciuto il valore del progetto.

Il cuore dell’evento sarà un videomapping sulla facciata del Santuario pensato come un faro simbolico che connette residenti, turisti e patrimonio culturale. Accanto ci sono attività sportive, laboratori per bambini, giochi di scacchi, visite guidate, coinvolgimento degli imprenditori. Non un semplice evento, ma il primo passo verso ciò che un giorno potrebbe diventare un Festival della Luce diffuso tra i luoghi sacri e identitari della città.

«Oggi più che mai serve costruire un ecosistema che vada oltre l’associazionismo. Con l’arrivo di nuove energie – come quella di una giovane professionista rientrata dopo anni da Torino, portatrice di un approccio nord-europeo basato su sostenibilità economica e partnership pubblico-private – stiamo esplorando il quarto settore: progetti che generano impatto sociale, ma capaci di autosostenersi. Il nodo cruciale resta quello dei giovani. Siracusa soffre un’emorragia di capitale umano, accentuata da un’università piccola e da scarse opportunità. “Per chi lo facciamo, se chi dovrebbe raccogliere il testimone non c’è più?”: una domanda che torna spesso, ma che non ci ferma», continua Viviana.

Borgata Quartiere Siracusa
Jam session durante un pranzo di comunità organizzato da MetaBorgata

Una rinascita possibile per il quartiere Borgata

La Borgata è un quartiere bello da vivere: lo stadio la domenica, la piazza affollata di famiglie, il mercatino, la Basilica di Santa Lucia, la dimensione di paese in mezzo alla città. Ma è anche un luogo dove diffidenza e rassegnazione frenano la cooperazione, dove il senso del bene comune fatica a essere percepito come un valore.

Eppure, nonostante tutto, qualcosa si muove. L’amministrazione comunale ha appena introdotto agevolazioni fiscali e patrimoniali per chi investe nel quartiere. Il sindaco Francesco Italia ha previsto per le nuove attività, a partire dal 1° gennaio 2026, esenzioni e riduzioni IMU, misure legate all’edilizia privata e altri passaggi che dovrebbero incentivare le nuove imprese a scegliere il quartiere Borgata come collocazione. Un segnale importante da orientare con intelligenza per evitare speculazioni. Perché la Borgata non diventi “solo pizzerie”, ma continui a crescere come spazio di convivenza, creatività e partecipazione.