23 Gennaio 2026 | Tempo lettura: 8 minuti

I consigli di Gioia In Cammino: “Ecco le buone abitudini quando si viaggia a piedi”

Gioia Castigliego, in arte Gioia In Cammino, ci da una serie di suggerimenti e consigli pratici da mettere in atto prima e durante il cammino per stare meglio noi e preservare l’ambiente che attraversiamo.

Autore: Francesco Bevilacqua
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Era il 2024 quando Gioia Castigliego ha deciso di mettere nero su bianco i racconti dei suoi viaggi. Appassionata di trekking e cammini, guida escursionistica ambientale e content creator, da due anni Gioia In Cammino – questo il nome d’arte, decisamente evocativo, che si è scelta – narra le sue esperienze in modo intimo e giornaliero sui suoi canali social. L’ho sentita per parlare insieme a lei di un tema apparentemente generico e banale, ma in realtà importantissimo per avere un’esperienza di viaggio arricchente e a basso impatto: le buone abitudini durante il cammino.

Le buone abitudini di Gioia In Cammino

«È un argomento molto vasto – esordisce Gioia quando le chiedo da dove partire –, ci sono tantissime cose da dire e farei un po’ un mix fra quelle più “istituzionali” e quelle che ho notato nel corso dei miei cammini, che impari man mano e che all’inizio possono sembrare anche un po’ strane». La incoraggio a proseguire e a non dare nulla per scontato, sia per aiutare chi è alle prime esperienze sia per rivolgersi anche a camminatori e camminatrici più esperte ma che magari qualche volta si dimenticano di mettere in atto le buone pratiche.

«Quando ho iniziato a camminare – racconta – ero molto chiusa, tendevo a non parlare e a vivere l’esperienza del cammino nel mio piccolo, in maniera molto intima. Poi piano piano ho imparato che parlare con le altre persone, soprattutto quelle che abitano i posti che si sta attraversando, aiuta molto, in particolare nelle situazioni di difficoltà. Forse siamo troppo abituati a vivere in un contesto sociale tendenzialmente isolante, ma in cammino ti apri a realtà nuove e le persone del posto spesso sono molto ben disposte, anche a farti scoprire cose inedite».

 Gioia In Cammino
Gioia Castigliego, in arte Gioia In Cammino

Socialità e relazioni durante il cammino

Ecco dunque una prima buona abitudine: coltivare la socialità, anche a costo di uscire dalla propria zona di comfort, proprio come è capitato a Gioia In Cammino. E, a proposito di zone di comfort da cui uscire e blocchi da sbloccare, il secondo consiglio è apparentemente in controtendenza con la raccomandazione di preparare meticolosamente il cammino, ma in realtà…. «Suggerisco sempre di prendersi il tempo di camminare – spiega Gioia – e lasciarsi sorprendere dagli imprevisti perché spesso le situazioni inaspettate sono le più belle. Io per esempio ho sempre avuto paura di disturbare le altre persone ma gli imprevisti mi hanno portato conoscenze che sono durate nel tempo. Ma perché ciò accada bisogna avere la predisposizione ad aprirsi agli altri».

Proseguendo nella conversazione, Gioia declina il tema della condivisione nelle situazioni pratiche che si incontrano durante il cammino, come i pernottamenti. «Spesso capita di dormire in ostello e per me è uno dei momenti più belli: c’è molta condivisione, si mangia insieme, si dorme insieme, a volte scopri molto anche di te». Ma una precisazione è doverosa: «Gli ostelli sono i luoghi di condivisione massima ma anche di riposo quindi bisogna osservare silenzio e rispetto poiché si incontrano persone di tutti i tipi, da chi ha voglia di socializzare a chi arriva da decine di chilometri di cammino e ha bisogno di riposare».

A proposito di strutture, Gioia In Cammino sottolinea una buona abitudine che è anche una questione di correttezza ed educazione: «Spesso mi è capitato, soprattutto in Italia, di arrivare in una struttura tutta prenotata, con gente che però non si presentava senza preoccuparsi di disdire. Invito quindi a cancellare sempre la prenotazione se io piani cambiano in modo da lasciare spazio agli altri. È una questione sottovalutata, se ne parla poco ma è un grosso problema, è un gesto di rispetto sia verso gli altri pellegrini che verso le strutture, che tengono ferme inutilmente dei posti letto perdendoci dei soldi».

 Gioia In Cammino

Gli spostamenti

La prossima buona abitudine si può ritrovare anche al punto 10 di Io Non Lascio Tracce – Manifesto condiviso della sostenibilità a piedi e in bicicletta. «Consiglio sempre a chi si vuole approcciare un cammino di prediligere tracciati raggiungibili coi mezzi pubblici per ridurre l’impatto ambientale», raccomanda Gioia, aggiungendo una nota personale: «C’è poi lo stress di guidare nel traffico, che non va sottovalutato». Negli ultimi anni il tema del trasporto pubblico sta acquisendo importanza, dal momento che una rete di trasporto efficiente, oltre ad aiutare chi cammina a raggiungere i punti di inizio e fine tracciato, contribuisce anche allo sviluppo del territorio.

Animali selvatici

«Non mi stancherò mai di ripeterlo!», tuona Gioia In Cammino appena la nostra conversazione tocca uno dei temi più sensibili se quando frequentano ambienti naturali poco o per nulla antropizzati. «Mai interagire con animali selvatici! Mi è capitato di vedere gente nutrire animali apparentemente sofferenti, magari feriti, ma anche se pensiamo di fare del bene mettiamo in pericolo sia l’animale stesso che i pellegrini che verranno dopo, perché se i selvatici si abituano al contatto umano la situazione diventa difficile da gestire. Se si vedono animali in difficoltà bisogna chiamare gli enti preposti, magari informandosi prima di partire su chi opera in quel territorio».

Le raccomandazioni sul rispetto per gli ecosistemi che attraversiamo non sono mai troppe e Gioia lo sa: «Il nostro passaggio deve essere invisibile, non ci deve essere contatto con animali, piante, fiori e altri elementi naturali. A tal proposito raccomando di non mangiare in prossimità del posto tenda perché il cibo attira gli animali, che poi si potrebbero avvicinare ai bivacchi. Piuttosto mangiamo qualche chilometro prima di fermarci, chiudiamo gli avanzi nelle dry bag e prediligiamo cibi che non abbiano odori troppo forti».

Suggerisco sempre di prendersi il tempo di camminare e lasciarsi sorprendere dagli imprevisti

Kit medico, rifiuti, sentieri e mappe

Sono questi piccoli accorgimenti che si imparano col tempo, anche se è sempre meglio saperli in anticipo piuttosto che sperimentare sulla propria pelle le conseguenze di mancanze o comportamenti scorretti. Gioia fa un esempio: «Quando ho fatto il corso di guida ambientale sono rimasta impressionata dal consiglio di portare sempre con sé un kit di emergenza e soccorso il più completo possibile. Spesso si cammina per molte ore, in condizioni anche estreme – come sole alto – e avere sempre dietro vitamine, zuccheri, integratori aiuta non solo noi, ma anche altre persone che possiamo incontrare lungo il cammino. Mi è capitato di imbattermi in persone disidratate che si sono riprese grazie ai sali che avevo con me».

È scontata l’attenzione che bisogna prestare ai rifiuti: mai buttarli in terra, neanche quelli organici, come bucce di frutta. «Bisogna avere sempre una bustina di plastica o tela riutilizzabile per mettere la spazzatura, da svuotare nel primo paesino. Comunque un sacchetto è una cosa che può sempre servire», fa notare Gioia In Cammino. «Consiglio borracce invece di bottiglie di plastica, in Italia sono frequenti le fontanelle ed è più ecologico e comodo fare refill con borracce. Io porto sempre anche un piccolo contenitore che può servire per avanzi oppure per fare piccole spese alimentari, per ridurre gli sprechi».

 Gioia In Cammino

Chiedo alla mia interlocutrice qualche consiglio on the road, mentre si cammina. «Il primo è non uscire dal sentiero, cioè seguire sempre il tracciato senza deviare nei boschi o tagliare. Questo per questioni di sicurezza personale – se ti succede qualcosa i soccorsi ti cercano lungo il percorso che hai comunicato –, ma anche per non creare nuovi sentieri o allargare quelli esistenti – a volte può capitare di uscire dai margini, magari per evitare una buca o una pozzanghera – “contaminando” così l’ambiente circostante». Ma nel caso in cui un passaggio del sentiero sia così dissestato da essere impraticabile? «La cosa da fare è segnare sulla mappa il punto esatto, attraversarlo e poi segnalarlo alle associazioni che si occupano della manutenzione».

Non vanno poi dimenticati accorgimenti molto semplici, ma altrettanto utili, come scaricare sempre le mappe anche offline – perché magari in alcuni punti del percorso non c’è campo e il telefono non funziona – o, ancora meglio, avere mappe cartacee. Gioia raccomanda anche di fare sempre riferimento ai siti ufficiali dei cammini, che generalmente contengono tutti gli aggiornamenti, le previsioni meteo, i contatti e altre informazioni utili.

Siamo alla conclusione della nostra chiacchierata. Gioia sottolinea che potrebbe continuare all’infinito, tante sono le buone abitudini da adottare durante un cammino, ma per chiosare mi parla di una che rispecchia il suo personale modo di vivere questo tipo di esperienza: «Non sottovalutate l’importanza delle pause: fermarsi, bere e mangiare è un momento molto bello perché – oltre a prevenire la formazione delle vesciche, togliendosi calze e scarpe e facendo prendere aria ai piedi – offre la possibilità di godersi i luoghi e la compagnia». D’altra parte uno dei motivi per cui le persone sono così attratte dai cammini è il piacere di decelerare, scostarsi dalla frenesia quotidiana. Ma se non si da importanza alle pause, che piacere è?