Impresa, relazioni e sistema nervoso: il percorso “In the moment” di Angelo Cattaneo
Angelo Cattaneo porta nel mondo dell’impresa un lavoro sulla relazione e sul sistema nervoso: “In the moment” è un incontro mensile per imprenditori, liberi professionisti e manager.
Angelo Cattaneo lavora da anni sul confine tra crescita personale e vita concreta. Esperto in riequilibrio del sistema nervoso, formatore e facilitatore di gruppi, accompagna persone e professionisti a osservare ciò che si attiva dentro di loro quando entrano in relazione con l’altro. Lo avevamo incontrato lo scorso ottobre, raccontando il suo lavoro con i gruppi e il modo in cui la relazione può diventare uno spazio di consapevolezza e trasformazione.
Questa volta lo abbiamo incontrato per parlare di impresa, denaro e lavoro. O meglio: di cosa succede agli imprenditori, ai liberi professionisti e a chi coordina persone quando il business smette di essere solo una questione di strategie e risultati e diventa uno specchio potente delle proprie paure, ferite e risorse. È da qui che nasce In the moment, il percorso mensile che Cattaneo ha ideato per portare il lavoro sulla relazione – e sul sistema nervoso – dentro il mondo dell’impresa.
Non è (solo) networking: è un laboratorio sulla relazione
In the moment non è un corso di business, né un gruppo di networking tradizionale. È uno spazio di lavoro mensile, in cui imprenditori, liberi professionisti e manager si incontrano per osservare come funzionano in relazione all’altro, soprattutto nei momenti di tensione, conflitto o incertezza.
Il punto di partenza è semplice: gran parte delle difficoltà professionali non nasce dal prodotto o dal servizio, ma dalla qualità della relazione. Dal modo in cui si comunica, si sta nel disagio, si attraversa un conflitto, si regge una frustrazione. Un messaggio scritto tutto in maiuscolo, un cliente che incalza, un collaboratore che non risponde: l’evento può essere neutro, ma ciò che si attiva dentro chi lo riceve spesso non lo è.
Nel lavoro di gruppo, questo diventa materiale vivo. Si impara a distinguere tra il fatto e la storia che ciascuno costruisce, tra ciò che accade fuori e ciò che viene riattivato dentro. E si lavora su una competenza rara nel mondo del lavoro: dire la verità in modo rispettoso, senza attaccare e senza scomparire.
Il sistema nervoso al centro del lavoro

Uno degli elementi che caratterizza l’approccio di Cattaneo è l’attenzione al funzionamento del sistema nervoso. Secondo il formatore, il modo in cui una persona entra in relazione – nel lavoro come nella vita privata – è fortemente influenzato dal suo stato fisiologico: respiro corto o ampio, ritmo accelerato o lento, pensieri ossessivi o più lucidi.
In un gruppo, spiega, questi stati non restano individuali ma si influenzano a vicenda. Un contesto abitato da persone più “regolate” può sostenere chi arriva in una fase di maggiore agitazione o disorganizzazione. Per questo In the moment non lavora solo sui contenuti o sulle strategie, ma anche sulla qualità della presenza: rallentare, ascoltare, riconoscere i segnali di allerta e di chiusura prima che si trasformino in scelte impulsive o difensive.
Etica delle relazioni, non scambio di favori
Uno degli aspetti più chiari del percorso è il rifiuto di alcune dinamiche tipiche dei gruppi imprenditoriali. In In the moment non esiste l’obbligo implicito di segnalare clienti o contatti, né l’idea che l’appartenenza garantisca automaticamente visibilità o ritorni economici.
L’ostacolo non è sempre un nemico. Anzi, spesso è ciò che costringe una persona – o un’azienda – a evolvere. Il problema nasce quando si cercano scorciatoie: volere tutto e subito, senza passaggi intermedi, oppure costruire un’immagine che non corrisponde alla realtà.
Il gruppo è dichiaratamente inclusivo, non esclusivo: non chiede fedeltà, non impone scambi, non costruisce alleanze forzate. Il sostegno, quando c’è, nasce dalla fiducia e dalla credibilità, non dall’obbligo. Prima di chiedere, si impara a osservare se si è davvero capaci di offrire. Prima di pretendere supporto, si lavora su come si entra in relazione.
L’ostacolo come occasione di evoluzione
Durante uno degli incontri, Cattaneo propone una riflessione che attraversa tutto il percorso: l’ostacolo non è sempre un nemico. Anzi, spesso è ciò che costringe una persona – o un’azienda – a evolvere. Il problema nasce quando si cercano scorciatoie: volere tutto e subito, senza passaggi intermedi, oppure costruire un’immagine che non corrisponde alla realtà.
In questi casi il rischio è arrivare al risultato desiderato senza una struttura interiore sufficiente a sostenerlo. E quando la struttura manca, anche il successo può trasformarsi in crisi.
Fiducia, tradimento e controllo
Nel confronto con i partecipanti emerge spesso il tema della fiducia tradita: soci che spariscono, collaborazioni che crollano, promesse disattese. Ferite che non restano confinate alla sfera emotiva, ma entrano direttamente nel modo di fare impresa.
Nel gruppo, il lavoro non è terapeutico in senso stretto, ma mira a rendere visibile questo meccanismo. E a creare un contesto in cui la presenza e la coerenza di alcuni possano sostenere chi arriva più in difficoltà.

Denaro: non solo una questione di numeri
Quando il senso di minaccia resta attivo nel sistema nervoso, cambiano lo sguardo sull’altro, la capacità di rischiare, il tipo di relazioni che si è disposti a costruire. Alcuni reagiscono chiudendosi, altri aumentando il controllo, altri ancora inseguendo ruoli o risultati sempre più grandi per non sentire il fallimento.
Un altro tema centrale è il denaro. In In the moment non viene evitato, ma affrontato per quello che spesso è: un contenitore simbolico. Dietro a una richiesta economica, a una difficoltà nel fissare una tariffa o nel dire di no, si muovono bisogni di riconoscimento, paura di non valere, ricerca di sicurezza, rabbia o desiderio di controllo.
Il lavoro proposto non giudica il denaro, ma invita a osservare cosa succede nel corpo quando entra in gioco: quando si chiede, quando si riceve, quando si perde, quando si teme di perdere.
Dal “io” al “noi”
Nel dialogo con chi coordina team e collaboratori emerge una domanda ricorrente: come si passa davvero dall’“io” al “noi”? Non a livello teorico, ma nella pratica quotidiana. Per Cattaneo non basta proclamare il valore della squadra: serve un movimento interiore che permetta di riconoscere perché l’io è così forte, cosa sta cercando di compensare, cosa teme di perdere.
In questo senso, il business diventa un campo di allenamento esigente. Non addolcisce, non protegge, ma mette in luce con chiarezza ciò che funziona e ciò che no.
Un gruppo come soglia, non come soluzione
In the moment non promette soluzioni rapide né trasformazioni garantite. Non è un percorso “su misura” per ogni singola difficoltà, e non sostituisce un lavoro individuale quando necessario. È piuttosto una soglia: uno spazio in cui ciascuno è chiamato a interrogarsi sulle proprie urgenze, sulle proprie resistenze e sul momento che sta attraversando.
Cattaneo non spinge all’iscrizione e non orienta le scelte altrui. La responsabilità resta personale. Perché, come ripete spesso, nessun gruppo può sostituirsi al passo che ciascuno è chiamato a fare nel mondo.
Vuoi approfondire?
Visita il sito personale di Angelo Cattaneo – Joy Trainer.









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