Via la calce viva
A Ostuni (BR), nel paesaggio della Valle d’Itria, dove la calce bianca segna da secoli l’architettura di trulli, masserie e centri storici, l’associazione Ak0 Architettura a kilometro zero ETS organizza – dal 30 aprile al 4 maggio 2026 – Viva la Calce Viva: cinque giorni di laboratorio pratico dedicati alle tecniche tradizionali di produzione della calce.
Accompagnati da Joseph Alan Valia, Stefano Damiola ed Enrico Poggiali, i partecipanti potranno seguire l’intero ciclo produttivo della calce con sessioni teoriche e attività pratiche: dalla costruzione della calcara, una struttura in muratura a secco con pietre locali passando dalla loro cottura per trasformarle in calce viva, per arrivare alla trasformazione in grassello, pronto per essere impiegato nella realizzazione di intonaci e malte.
Il workshop sarà condotto dal mastro carcararo Stefano Damiola, un vero e proprio passaggio di sapere che avverrà mentre si costruisce e si cuoce. Sono in programma anche dimostrazioni di spegnimento della calce e una visita guidata a un’antica calcara recuperata nei pressi di Ostuni, a cura dell’associazione culturale “Lu Scupariedde”.
Perché la calce oggi
Materiale naturale e traspirante, la calce è una risorsa concreta per il restauro e per le nuove costruzioni attente ai contesti e all’impatto ambientale. La sua produzione artigianale è però una competenza quasi scomparsa, rimasta in pochi territori e tramandata da un numero sempre più ridotto di mastri. Il laboratorio di Ostuni nasce da questa consapevolezza: non una rievocazione, ma un’occasione per acquisire una competenza pratica e trasferibile.
Chi può partecipare
Il laboratorio è aperto a tutti, senza limiti di età.
Iscrizioni e costi
Il costo complessivo del laboratorio è di 150 euro. È richiesto un acconto di 50 euro al momento dell’iscrizione.
Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile 2026.
Logistica
Durante il workshop è possibile pernottare in tenda all’interno dell’uliveto (con servizi disponibili). I pasti saranno organizzati in forma condivisa. Si consiglia di portare indumenti da lavoro, scarpe antinfortunistiche e guanti.





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