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Città di Veglio

Città di Veglio

Veglio è un paesino di circa 500 abitanti, in rapida via di spopolamento, sorte che condivide con tanti paesi della Valsesia, vittime di un forte calo occupazionale e di conseguente emigrazione in massa soprattutto dei più giovani.
Marco Picchetto, attuale sindaco della città, nel 2011 vede un bando che potrebbe interessare il suo comune: visto lo spopolamento del paese, soprattutto a livello di giovani, l’idea è di usare uno spazio comunale da riadattare a spazio coworking. Il paese, comune di montagna e vittima soprattutto della crisi tessile ha bisogno di mantenere le forze innovative a disposizione, da qui l’idea: i locali che erano inutilizzati da oltre 20 anni sono ora una realtà, uno spazio aperto nell’aprile 2013, dove per la modica cifra di circa 150 euro/anno si può avere a disposizione spazio e utenze per un ufficio condiviso con altri professionisti. Il bando mette a disposizione parte delle risorse necessarie, grazie alla Convenzione Delle Alpi. 10k euro vinti dal bando, e gli altri 11k ricavati in altro modo (5k da CRB, altri da risorse comunali).
Gli spazi sono dati in uso gratuito, e si pagano solo le utenze di luce e gas.

Il percorso è particolare perchè è il primo coworking creato da un’amministrazione pubblica, che ha intercettato un bisogno inespresso dalla popolazione, che poi ha dato riscontri interessanti.

Attualmente ci lavorano un programmatore di siti web, un fotografo/giornalista (anche se sta andando presso sellalab ora), e un’esperta in finanza ed energie rinnovabili.
Il coworking è ora totalmente autosostenibile, e senza più spese per le future amministrazioni.
In aggiunta a questa iniziativa, Marco è sempre pronto a ricevere stimoli anche poco ortodossi: un altro esempio è la partnership instaurata dal comune di Veglio con l’installazione artistica di Luciano Maciotta, artista e ingegnere, che ha ideato e costruito un motore elettrostatico che utilizza energia costante e continua, captata da un pallone aerostatico che sta a 100 mt dal suolo. Un filo di rame convoglia l’energia, che dà luce ad una serie di led che compongono l’installazione.
Il progetto artistico serve a rendere possibile quello che burocraticamente sarebbe invece molto più complesso fare, poiché si produce elettricità in modo non convenzionale. Fa parte del progetto Electricitas di Eunomica, che accende i riflettori sulla natura dell’energia elettrica. L’energia, così ricavata a basso voltaggio, potrebbe diventare fonte energetica interessante con un alternatore ed un accumulatore, e dimostra la natura ambigua dell’elettricità (nell’800 si chiamava “effluvio”..), oltre ad aprire lo spazio per concepire fonti alternative di energia, e usare l’arte per veicolare questo messaggio.

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