Forse c’è ancora una possibilità di restare entro 1,5 gradi di riscaldamento del Pianeta
Una nuova analisi presentata in occasione del vertice Cop30 di Belém indica che un’accelerazione su energie rinnovabili ed elettrificazione dei settori chiave può ancora far rientrare la temperatura globale entro la soglia di sicurezza.
In vista del summit climatico di Belém (Brasile), sede della COP30, un nuovo studio offre una finestra di speranza sul cambiamento climatico. Secondo l’analisi del gruppo Climate Analytics, l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C rispetto ai livelli pre‑industriali sarebbe ancora raggiungibile, a patto di accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e dell’elettrificazione dei principali settori emissivi (trasporti, riscaldamento, industria).
Lo scenario delineato dallo studio non è roseo: attualmente, gli impegni nazionali – i cosiddetti Nationally Determined Contributions, ovvero gli obiettivi di riduzione delle emissioni da parte degli Stati – porterebbero a un riscaldamento stimato fra circa 2,3 °C e 2,5 °C, ben al di sopra del limite di 1,5°C considerato “sicuro” dagli scienziati e inserito nell’Accordo di Parigi. Un aumento simile delle temperature porterebbe, secondo gli scienziati, avrebbe conseguenze disastrose sulle società umane (e non solo): infrastrutture, sistemi sanitari e agricoltura potrebbero essere messe sotto stress al di là di quanto finora immaginato.
Tuttavia, lo studio suggerisce che tagli rapidi e importanti delle emissioni nei prossimi anni potrebbero permettere un picco attorno a 1,7 °C e quindi un rientro verso 1,5 °C entro fine secolo, se accompagnati da tecnologie di rimozione del carbonio.
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Leggi lo studio integrale Rescuing 1.5°C: new evidence on the highest possible ambition to deliver the Paris Agreement.
Gli scienziati ribadiscono l’importanza della velocità d’azione. Lo studio raccomanda una riduzione delle emissioni globali del 20 % circa entro il 2030 rispetto al 2019, seguita da un calo annuale dell’11 % circa nel decennio 2030‑2040, insieme a una diminuzione della metano del 30% entro il 2035.






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