A trent’anni della legge sui beni confiscati, Libera porta in piazza una nuova campagna per chiederne una modifica
L’organizzazione antimafia chiede che il 2% del Fondo unico di giustizia sia reinvestita in modo continuativo per sostenere il riutilizzo sociale dei beni confiscati e la rigenerazione dei territori.
Il 7 marzo di trent’anni fa l’Italia approvava la legge 109/96, che ha reso possibile destinare a fini sociali beni come case, terreni e aziende sottratti alle mafie.
Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati (ANBSC), al 31 dicembre 2024 risultavano destinati 26.427 beni immobili, di cui 9.893 terreni. La mappatura di Libera “Raccontiamo il bene” censisce nel 2025 1.132 realtà della società civile coinvolte nella gestione di beni confiscati, con attività che riguardano soprattutto welfare e servizi sociali (56,8%) e cultura/turismo sostenibile (25,6%). Confcooperative ha stimato circa 200 cooperative attive sui beni confiscati, circa 3.000 occupati e circa 100 milioni di fatturato.
Tuttavia, trasformare patrimoni illeciti in spazi di comunità e lavoro richiede tempo, competenze, alleanze e risorse stabili. È per questo che Libera ha deciso di avviare la campagna “2% – Diamo linfa al bene”. L’associazione ricorda che oggi il denaro sequestrato e confiscato confluisce nel Fondo Unico di Giustizia (FUG) e chiede che una piccola quota, pari al 2%, venga reinvestita in modo continuativo per sostenere il riutilizzo sociale e la rigenerazione dei territori. Secondo Libera, in Italia esistono oltre 1.200 esperienze di riuso: un patrimonio diffuso, ma spesso appeso a finanziamenti frammentari e discontinui.
Per celebrare il trentennale e rilanciare la richiesta, Libera ha annunciato iniziative e raccolte firme in 100 piazze e luoghi diversi del Paese. Tra gli appuntamenti segnalati dai coordinamenti territoriali compaiono, ad esempio, iniziative a Bologna, Torino e Parma, oltre a molte altre tappe locali legate ai presìdi e alle reti associative.
In Lombardia, uno dei punti di raccolta è la Libera Masseria di Cisliano, bene confiscato diventato negli anni un presidio di impegno civile. Il 7 marzo, dalle 18:00, è prevista una serata partecipata, con presentazione del bilancio sociale dei dieci anni di attività, confronto con istituzioni e realtà del territorio, momenti culturali e la possibilità di firmare per la campagna del 2%.






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