Accordo di compromesso a COP30: più fondi per l’adattamento, ma spariscono i combustibili fossili
A Belém i governi trovano un accordo in extremis: promesso il triplicamento dei fondi per l’adattamento entro il 2035, ma il testo finale evita di nominare i combustibili fossili, lasciando molti paesi insoddisfatti.
Dopo una notte di negoziati tesi, il presidente di COP30 André Corrêa do Lago ha battuto il martelletto sul nuovo accordo climatico di Belém, chiudendo i lavori il 22 novembre con un testo che promette più finanza per l’adattamento ma evita qualsiasi riferimento diretto ai combustibili fossili. Il compromesso prevede che i paesi ricchi “almeno triplichino” i fondi destinati ai paesi in via di sviluppo entro il 2035, ma lascia fuori dal documento principale la questione dell’uscita dai combustibili fossili, rinviata a un testo parallelo guidato dal Brasile.
Molti paesi vulnerabili e organizzazioni della società civile parlano di “piccoli passi” a fronte di una crisi che corre molto più veloce. Il direttore di Power Shift Africa, Mohamed Adow, ha accusato i paesi ricchi di essersi presentati come leader climatici ma di aver tradito le nazioni più fragili, non garantendo piani di riduzione delle emissioni in linea con la scienza e indebolendo, in particolare dall’Europa, le tutele finanziarie chieste dai paesi del Sud globale. Nella lettura di questi attori, l’accordo rischia di consolidare un divario di ingiustizia climatica piuttosto che colmarlo.
Dal Brasile arrivano valutazioni più sfumate. Natalie Unterstell, presidente dell’Instituto Talanoa, definisce positiva la decisione di triplicare i fondi per l’adattamento, che risponde a una richiesta chiara dei paesi più poveri e di una vasta coalizione globale. Allo stesso tempo, spostare l’obiettivo al 2035 – mentre gli impatti climatici accelerano e i flussi di finanza verso i paesi in via di sviluppo risultano in calo – viene letto come un annacquamento dell’ambizione: l’adattamento, insiste, “non può aspettare”.
Il testo di Belém non introduce nuove scadenze vincolanti per l’uscita dai combustibili fossili, ma richiama gli impegni già assunti nell’“UAE Consensus” di COP28 e lancia un’iniziativa volontaria per accelerare l’azione climatica e aiutare i paesi a rispettare gli impegni esistenti di riduzione delle emissioni. Viene inoltre avviato un processo per rivedere come il commercio internazionale possa essere allineato all’azione climatica, un tema che potrebbe incidere sugli incentivi alla diffusione delle tecnologie pulite se sarà tradotto in regole concrete nei prossimi anni.






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