Attacco alla Global Sumud Flotilla: in due giorni due droni hanno colpito le navi
Stanotte c’è stato un altro attacco alla Global Sumud Flotilla da parte di un drone che ha lanciato un ordigno esplosivo. È il secondo dopo quello di ieri notte.
Secondo attacco alla Global Sumud Flotilla in due giorni. Nella notte fra l’8 e il 9 settembre un drone, dopo aver sorvolato brevemente una nave della flotta proveniente dal Portogallo, ha colpito l’imbarcazione ormeggiata come le decine di altre che compongono la Flotilla nei pressi del porto Sidi Bou Said, in Tunisia. “Questa notte, un drone ha attaccato e sganciato un ordigno esplosivo nella nave principale della Sumud Flottiglia per Gaza, la Family, e causando un incendio”, hanno scritto gli attivisti e le attiviste in una nota, in cui hanno anche confermato l’attacco e smentito le dichiarazioni delle autorità tunisine, che avevano affermato l’incendio fosse a causa del malfunzionamento di un generatore.
Stanotte intorno alle 23:30 si è verificato il secondo attacco alla Global Sumud Flotilla, sempre con le stesse modalità: un drone ha sorvolato la Alma – una delle navi più grandi della flotta, battente bandiera britannica – e ha sganciato un ordigno che ha danneggiato lievemente la barca. Di entrambi gli attacchi esistono testimonianze e documentazione video e fotografiche. Nessuno dei due attacchi fortunatamente ha provocato danni serie alle persone che compongono l’equipaggio. In queste ore l’equipaggio sta esaminando il dispositivo elettronico carbonizzato rinvenuto sul ponte della Alma per avere più informazioni sull’attacco.
Non ci sono ancora state rivendicazioni degli attentati e l’organizzazione della Global Sumud Flotilla non ha azzardato ipotesi. Molti attivisti tuttavia sospettano che si tratti di gesti intimidatori – nonché realmente pericolosi e potenzialmente dannosi per persone e cose – dell’IDF. Nel caso in cui si trattasse di un’azione architettata e messa in atto dal Governo israeliano, si configurerebbe una gravissima violazione del diritto internazionale, essendo le navi della Flotilla ormeggiate in acque tunisine. A prescindere dall’autore degli attacchi, la solidarietà della popolazione locale è stata forte e immediata, con centinaia di persone che si sono recate al porto per sostenere gli attivisti e le attiviste.
Fra loro anche Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, residente nella capitale magrebina. «Questa è la Tunisia, queste sono acque territoriali tunisine. Se fosse confermato che il drone che ha attaccato la Family, la prima barca della Flotilla, ebbene questo sarebbe un attacco alla Tunisia stessa. Quando avrà fine tutto questo?», ha dichiarato in un video girato dal porto di Sidi Bou Said.





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