Attentato a Gerusalemme, a che punto è la tregua a Gaza?
Nella mattina di oggi un attentato a Gerusalemme ha ucciso 5 persone. 21 invece quelle uccise da stamattina dai bombardamenti su Gaza. E intanto Trump e Hamas parlano di tregua.
Questa mattina intorno alle 10 locali due uomini hanno aperto il fuoco su un autobus di linea a Gerusalemme uccidendo 5 persone e ferendone altre 12 prima di essere a loro volta uccisi da un soldato israeliano. Fonti non confermate riferiscono che si trattava di persone palestinesi, anche se finora nessun gruppo armato ha rivendicato l’attentato. Intanto, nello stesso lasso di tempo – ovvero nella mattinata di oggi – l’esercito israeliano ha ucciso 21 persone a Gaza, che si sommano alle 50 uccise ieri dal bombardamento del grattacielo Al-Ruya di Gaza City.
Dai primi video dell’attentato a Gerusalemme resi disponibili, si distinguerebbero due persone vestite di nero e non meglio identificate attraversare Golda Me’ir Boulevard, con le macchine completamente ferme. Lo stesso Benjamin Netanyahu si starebbe occupando del caso insieme al capo della polizia. Come misura di sicurezza sono stati chiusi tutti i check point di Gerusalemme est con la Cisgiordania.
Al di là dell’ennesima perdita di vite umane, non va sottovalutato il peso che potrebbe avere questo avvenimento sulle dinamiche della gestione del genocidio in corso a Gaza. Negli ultimi giorni infatti il presidente americano Trump aveva lanciato una proposta a cui Hamas ha dato immediato disponibilità a lavorare, ovvero la liberazione degli ostaggi israeliani e dei detenuti palestinesi – un dossier del Guardian basato sui dati dell’intelligence israeliana ha rivelato che delle 6.000 persone arrestate grazie alla legge sui combattenti illegali solo 1.500 sono risultati effettivamente impegnati in attività militari – e soprattutto il ritiro immediato dell’esercito israeliano da Gaza.
Parallelamente cresce anche il dissenso interno: il presidente israeliano Isaac Herzog sta insistendo sempre di più affinché venga istituita una commissione d’inchiesta sul 7 ottobre, commissione che il premier Netanyahu ha sempre osteggiato con decisione. “Il ruolo di una commissione del genere, composta da una composizione ampia e diversificata che comprende diverse discipline, come si addice all’esame di un disastro storico di questa portata, non è politico e non istituirla sarebbe un grave errore”, ha dichiarato Herzog.





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