A Bologna la polizia ha sgomberato il parco occupato contro la costruzione di un museo (video)
All’alba l’intervento al parco Mitilini-Moneta-Stefanini, occupato da giorni contro la costruzione di un immobile per la creazione di un Museo delle bambine e bambini.
Questa mattina, 2 marzo 2026, intorno alle 7, le forze dell’ordine sono intervenute al parco Mitilini-Moneta-Stefanini, nel quartiere Pilastro, per liberare l’area occupata da una cinquantina di persone contrarie alla realizzazione del MuBa, il Museo delle bambine e dei bambini.
L’operazione sarebbe avvenuta con un dispiegamento consistente di reparto mobile, mezzi e idranti, e durante l’allontanamento dei manifestanti ci sono stati momenti di tensione con spintoni e scudi. Sul numero dei fermati circolano numeri diversi: alcune testate parlano di sei persone portate via, mentre Extinction Rebellion sul proprio canale Telegram riferisce di cinque accompagnamenti in questura, denunciando la distruzione del lavoro “rigenerativo e pacifico” svolto nei giorni scorsi.
Lo sgombero arriva dopo giorni di mobilitazione culminati nell’occupazione del cantiere e del parco. Nella nostra ricostruzione pubblicata il 26 febbraio raccontavamo l’irruzione nel cantiere, la scelta di ripiantare gli alberi sradicati e la ripartenza di un presidio permanente promosso dal comitato MuBasta, boloresiste, Extinction Rebellion Bologna e altri gruppi, in opposizione ai tagli e all’avvio dei lavori. Secondo gli attivisti, il punto non era solo “salvare” singole piante, ma contestare un modello di trasformazione urbana percepito come calato dall’alto e a rischio di ridurre la fruibilità del parco.
Il progetto comunale prevede la costruzione di un edificio di circa 1.500 mq su tre piani, con tetto verde accessibile e spazi dedicati a mostre e attività per l’infanzia (atelier, laboratori, palestra sensoriale, educazione alimentare e caffetteria). Il Comune sostiene che, oltre al museo, siano previste misure di compensazione ambientale con trapianti e nuove piantumazioni e un intervento di riqualificazione complessiva dell’area.
I comitati e una parte dei residenti, invece, esprimono perplessità su consumo di suolo, perdita di verde e gestione futura: chiedono garanzie sul tema della impermeabilizzazione, sulla qualità degli interventi sugli alberi e su quanto un nuovo volume edilizio possa incidere su un “polmone verde” di quartiere già molto utilizzato. Inoltre, come denunciano i comitati, da un lato l’amministrazione rivendica il dialogo con chi protesta “senza che vengano bloccati i cantieri”, dall’altro non si fa scrupoli a sgomberare, usando la forza.
Come denuncia XR sul suo canale Telegram, “Al Pilastro è arrivato il “dialogo” del Comune, sotto forma di decine di camionette, una moltitudine di agenti in tenuta antisommossa e tutto il lavoro rigenerativo e pacifico dei giorni scorsi smantellato e buttato”. Qua sotto un video realizzato da PaP Bologna e Comitato Mu.Basta è una raccolta di momenti e mostra la qualità del “dialogo” delle istituzioni arrivato questa mattina presto al parco.






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