I combustibili fossili sono una minaccia alla natura: lo sancisce un primo storico pronunciamento
La ONG svizzera IUCN – Unione Internazionale per la Conservazione della Natura ha approvato pochi giorni fa documento multilaterale che indica i combustibili fossili come una minaccia sistemica per la natura.
Tre richieste specifiche precedute da una serie di constatazioni costituiscono la Mozione 42, intitolata Addressing the climate and biodiversity crises through fossil fuel supply-side measures and a just transition ovvero “Un approccio alle crisi di clima e biodiversità attraverso interventi sull’offerta di combustibili fossili e una corretta transizione”. Il documento è stato approvato il 14 ottobre dalla ONG svizzera IUCN – Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, una organizzazione non governativa svizzera che ha l’obiettivo di “vivere in un mondo che apprezza e conserva la natura“.
Il testo si apre con una serie di preoccupazioni espresse dalla IUCN in merito alla produzione e offerta di combustibili fossili: anzitutto vengono individuati come principali responsabili della crisi climatica e viene rilevato come i piani di estrazione prevedono quantità doppie rispetto a quelle compatibili con l’obiettivo di contenere l’innalzamento delle temperature entro gli 1,5° da qui al 2030. Viene inoltre sottolineata l’influenza che il mercato fossile ha sugli esseri umani e sulla natura, così come su eventi storici come guerre e tutela dei diritti delle comunità indigene.
Il tutto con garanzie di grandi proventi per compagnie private e Stati nazionali. La IUCN infatti chiarisce che gli obiettivi di decarbonizzazione sono gravemente compromessi dalla dipendenza di molti Paesi dai combustibili fossili. Tale dipendenza rende di fatto inefficaci gli sforzi legali per definire obiettivi e modalità per raggiungerli e mina l’efficacia di strumenti come gli Accordi di Parigi e la Dichiarazione di Rio.
Dopo queste premesse, il testo – approvato in occasione del Congresso Mondiale sulla Conservazione tenutosi ad Abu Dhabi – passa alle richieste. La prima è quella di individuare nella normativa internazionale tutti gli aspetti legali che ostacolano la decarbonizzazione e una reale transizione ecologica. Poi si chiede alle commissioni della IUCN di definire un programma per la progressiva eliminazione delle nuove estrazioni di combustibili fossili. Inoltre si raccomanda di aumentare le misure per proteggere gli ecosistemi dei siti estrattivi e adottare misure che garantiscano una giusta transizione, con attenzione ai lavoratori e alle comunità che dipendono dai combustibili fossili.
“Con questa decisione, l’IUCN si pone come uno degli attori internazionali più audaci nella richiesta di un cambio di paradigma: non solo mitigare le emissioni, ma ridurre l’espansione stessa dei combustibili fossili“, commenta l’ISDE, l’Associazione Medici per l’Ambiente. “Il risultato pone nuove responsabilità sulle diplomazie ambientali che si incontreranno alla COP30, dove sarà chiaro che il mondo della conservazione vuol giocare un ruolo deciso anche nelle politiche energetiche globali”.





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