Si è dimesso Petrecca, il direttore di Rai Sport che aveva commentato la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali
Paolo Petrecca lascia la direzione di RaiSport a fine Giochi dopo polemiche e proteste interne per la telecronaca inaugurale. Il caso riapre il tema: come si raccontano Olimpiadi e sostenibilità.
Paolo Petrecca ha rimesso il mandato e lascerà la direzione di RaiSport al termine delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. La Rai lo ha comunicato oggi, 19 febbraio 2026, spiegando che la responsabilità della testata sarà affidata in via transitoria a Marco Lollobrigida.
Le dimissioni arrivano dopo giorni di polemiche per la telecronaca della cerimonia di apertura e dopo la mobilitazione della redazione, che aveva contestato gestione e scelte editoriali. Anche l’Usigrai, nel dare conto della decisione, ha collegato l’esito alla protesta di colleghe e colleghi e ha chiesto di non fermarsi alla sola uscita di scena del direttore, chiamando in causa le responsabilità dei vertici aziendali.
A monte della vicenda c’è un conflitto interno che precede i Giochi. Già nel 2025 l’Usigrai parlava di una redazione che aveva espresso sfiducia verso la direzione e chiedeva all’azienda un cambio di passo. A gennaio 2026, a due settimane dall’apertura di Milano-Cortina, l’assemblea dei giornalisti di RaiSport proclama lo stato di agitazione: contesta scelte organizzative per la copertura olimpica, l’impiego di collaboratori esterni in ruoli di conduzione e un clima professionale giudicato problematico.
Nei giorni precedenti scoppia il caso Auro Bulbarelli: secondo diverse ricostruzioni, viene tolto dalla telecronaca dopo avere anticipato una “sorpresa” legata alla presenza del Presidente Mattarella, considerata uno spoiler da non divulgare. A quel punto la telecronaca passa a Paolo Petrecca, direttore di RaiSport.
Il 7 febbraio 2026, durante la cerimonia inaugurale, la telecronaca di Petrecca viene travolta dalle critiche per una sequenza di errori e commenti giudicati impropri: fra gli episodi più citati ci sono confusioni su luogo e personaggi, scambi di nomi e passaggi percepiti come poco preparati per un evento di quella portata. Sui social la vicenda diventa virale; sul piano politico arrivano attacchi delle opposizioni e richieste di chiarimenti.
Usigrai e Cdr parlano di “figuraccia” che colpisce la credibilità del servizio pubblico e chiedono assunzioni di responsabilità. Nei giorni successivi la redazione annuncia il ritiro delle firme da servizi e telecronache fino alla fine dei Giochi e un pacchetto di scioperi al termine dell’evento. Secondo diverse ricostruzioni, Petrecca viene anche escluso dalla telecronaca della cerimonia di chiusura.
Non tutta la stampa legge l’episodio nello stesso modo. C’è chi ridimensiona l’idea della “figuraccia” e interpreta la telecronaca come un caso amplificato o strumentalizzato nel clima di scontro attorno alla Rai e ai Giochi. Ma la frattura con la redazione resta: nelle cronache emerge un braccio di ferro con l’azienda e, sullo sfondo, il tema della governance editoriale e delle scelte di conduzione
Il caso Petrecca è solo l’ultimo di una serie di problemi e polemiche che hanno riguardato le Olimpiadi invernali e che toccano punti centralo come l’impatto ambientale, le opere, i costi, l’eredità degli impianti e la coerenza tra narrativa “green” e scelte concrete (anche negli sponsor). Questioni che hanno generato contestazioni di movimenti come Extinction Rebellion sul rischio di greenwashing e sull’uso di neve artificiale e proposte alternative, come le Utopiadi.






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