Da ENI a Costa Crociere, il Festival di Sanremo finanziato coi soldi di chi inquina
Oggi inizia al Festival di Sanremo e, com’è ormai triste consuetudine, pubblicità e sponsorizzazioni sono in mano ad aziende fortemente inquinanti.
Come per ognuna delle ultime cinque edizioni, il main partner del Festival di Sanremo sarà ENI, il colosso energetico italiano su cui pesano gravissime responsabilità in termini di emissioni inquinanti, ostruzionismo alla decarbonizzazione, greenwashing e altre pratiche inquinanti. Lo fa notare, fra gli altri, Greenpeace, che oltre a lanciare la consueta campagna mediatica per denunciare questi fatti, quest’anno ha anche provato a vederci più chiaro sull’importo dei finanziamenti. Invano purtroppo.
Greenpeace Italia ha infatti inviato una richiesta di accesso civico generalizzato nei confronti di Rai, Rai Pubblicità, Comune di Sanremo, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero delle Imprese e del Made in Italy per ottenere informazioni sui finanziamenti elargiti al Festival di Sanremo dai principali sponsor e partner e conoscere gli spazi ottenuti in cambio da quest’ultimi. Ciononostante, nessuno di questi enti ha fornito risposte esaustive.
“L’assenza di trasparenza da parte della Rai e del Comune di Sanremo, che sono di fatto enti pubblici, rende le sponsorizzazioni di soggetti come Eni al Festival ancora più problematica, soprattutto se consideriamo il fatto che il totale della raccolta pubblicitaria del Festival di Sanremo è in continua crescita, con stime di 70 milioni di euro investiti da partner e sponsor per questa edizione. La trasparenza sarebbe il primo passo per liberare il mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport dal greenwashing delle aziende inquinanti”, denunciano da Greenpeace.
L’associazione ambientalista riporta anche numeri e dati reali per rendere l’idea dell’impatto che ENI – anche attraverso le sue controllate, come Plenitude, altro sponsor del Festival di Sanremo – ha sull’ambiente: “Le emissioni di ENI per il solo 2024 – pari a 395 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente – a livello globale potrebbero fondere 6,2 miliardi di tonnellate di ghiaccio glaciale, che corrisponderebbero al 58% del volume dei ghiacciai alpini italiani. ENI ha anche avviato una causa per diffamazione, ancora in corso, nei confronti di Greenpeace Italia per aver diffuso un report sulle morti premature attribuibili alle emissioni di gas serra di cui è l’azienda è responsabile”.
Per l’edizione 2026 il Festival di Sanremo punta molto sulla sua presunta sostenibilità attraverso iniziative come People & Planet Lab, “pensato per coinvolgere, ispirare, informare e sensibilizzare, dimostrando come musica e sostenibilità possano e debbano camminare insieme”. I fatti però raccontano altro vista l’ingombrante presenza di sponsor come appunto ENI, Plenitude e Costa Crociere. A proposito di quest’ultima, vi invitiamo a leggere il nostro focus sull’impatto ambientale del settore delle crociere, di cui Costa Crociere è uno dei maggiori rappresentati. L’azienda ligure infatti controlla il 4,2% del mercato crocieristico mondiale.
Le navi da crociera emettono più ossidi di zolfo di un miliardo di auto, peggiorando la qualità dell’aria nei porti. Il pernottamento a bordo consuma 12 volte più energia di un hotel, aumentando l’impronta di carbonio. Anche gli ecosistemi marini sono minacciati: nel 60% della navigazione, le navi attraversano zone a rischio per balene e delfini. Nonostante alcune misure ecologiche, la crescente dimensione delle navi impone una riflessione sulla sostenibilità del settore.






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